Veronica Mars. Il film, di Rob Thomas

veronica marsL'avevamo lasciata mentre camminava per le strade di Neptune sotto una pioggia battente, che confutava quel It never rains in Southern California di Albert Hammond Senior, in sottofondo mentre gli scandali da lei involontariamente suscitati azzeravano le possibilità del padre di essere rieletto sceriffo.

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Un finale amaro e sottotono che Rob Thomas, papà devoto di una delle migliori serie della CW, network giovanile sempre a caccia del prossimo cult per teenagers, aveva dovuto preparare in fretta e furia per far fronte al calo d'ascolti che aveva segnato anticipatamente il destino della sua creatura, dopo due stagioni brillanti, perfetto esempio di combinazione calibratissima fra trama orizzontale e trama verticale, e una terza stagione di certo meno riuscita ma interessante per la tentata contaminazione tra teen drama e un nuovo hard boiled.

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Questo requiem anticipato per Veronica Mars, contro cui a nulla erano valse le piogge di snack Mars recapitati dai fans nella sede della CW (con questo stesso sistema anni addietro avevano avuto un'ultima stagione di Roswell…), lasciava di fatto aperte tante strade, tanti fili da riannodare, con Thomas che tenta di proporre un salto temporale di cinque anni e una nuova serie con Veronica giovane recluta dell'FBI (destino più volte prefigurato nel corso delle tre stagioni); ma anche il nuovo pilot viene bocciato dal network ed esce in sordina su Youtube.

Passano gli anni, Kristen Bell consolida la sua posizione su piccolo e grande schermo come voice over di Gossip Girl, in Heroes o dando sfogo alla sua vena brillante in commedie come Forgetting Sarah Marshall, accanto a Jason Segel e Mila Kunis, o alla sua formazione musical in Burlesque. Ma certo è che nessun altro ruolo le è calzato a pennello quanto quello della bionda detective liceale, maliziosa ma fragile, perennemente fuori posto in quella "città senza classe media", fra bande di motociclisti messicani e rampolli wasp, che è la tentacolare Neptune. 

 

jason dohring e kristen bell in veronica marsVeronica Mars è quindi un unicum per Rob Thomas e la sua star, un progetto troppo prezioso da lasciar morire così, dietro alle logiche produttive degli studi televisivi. Ed ecco che il tempo passa e gli spettatori assumono una posizione di maggior potere rispetto all'industria: niente più bottigliette di tabasco o cioccolatini al caramello con cui protestare ma l'investimento attivo di Kickstarter: Thomas intuisce che l'unica strada per dare voce alle richieste dei marsiani è nella piattaforma digitale. Come accaduto per The Canyons di Schrader ed Ellis, la bionda eroina high-tech trova proprio nella democraticità del web la sua rivalsa. Conquistando il grande schermo, per lo meno negli Stati Uniti, dove il film – uscito in 291 sale – ha già ottenuto oltre 2 milioni di dollari nel primo week end di programmazione e arrivando in streaming o in download nel resto del mondo.

 

Fin qui l'avventura produttiva. Affascinante, certo, per quanto rispetto ai fasti della serie, alle sue location sfarzose, si avverta tutto il profilo low budget. Ma Veronica Mars The Movie resiste di fronte alla penuria di mezzi grazie alla scrittura sempre brillante, capace di mescolare giallo e commedia, critica sociale e commedia sentimentale agguantando un target piuttosto ampio, lo stesso arrivato a donare oltre cinque milioni di dollari pur di avere il finale di cui era stato privato.

Un pubblico che la serie, con la sua dedizione ai fenomeni del web, spesso in anticipo sui tempi, dai video virali ai sex tape, ha contribuito ad allevare e che nel film viene omaggiato dall'esilarante cammeo di James Franco, in una divertita autoparodia del suo essere attore impegnato e star autopromozionale, amante dei selfies e dei video amatoriali.

 

Veronica Mars il filmEppure quello che doveva essere l'epilogo decisivo è allo stesso tempo una conclusione e un reboot: un malinconico ritorno a casa per chi era rimasto attaccato a quelle atmosfere e a quei personaggi e un nuovo gancio, un possibile pilot per una nuova stagione o un franchise di film.

 

Come la stessa Veronica, il film oscilla tra la dolcezza dell'homecoming (felice la scelta di ritrovare, seppure per poco, tutti i personaggi come se sfogliasse un album fotografico) e l'esperienza del nuovo. Rispettando in pieno lo spirito contraddittorio del personaggio, quel suo essere in fin dei conti un'eroina tragica 2.0, dove la predestinazione finisce con l'imporsi sulla ragione.

Niente e nessuno cambia, continua a ribadire il film: Neptune è sempre dominata dal denaro e dalla corruzione, le seconde chance possono essere spazzate via in una notte dove la natura del singolo riemerge inarginabile; come le storie d'amore "epiche, che durano anni e rovinano vite, perché se tutto filasse liscio nessuno scriverebbe canzoni d'amore" (o serie tv).

Nelle scelte lavorative e sentimentali di Veronica si ritrova  sia una latente dimensione classica, da film noir, sia un'irrequietezza profondamente contemporanea: questa figlia degli anni Duemila sembra volersi sempre scrollare di dosso le speranze riversate sulle sue giovani spalle da famiglia e società; stanca di essere un investimento, rivendica il proprio diritto all'errore, all'imperfezione. Ed è forse per questo che nonostante gli anni, quando altri reboot di serie cult appaiono immancabilmente datati e vuoti (90210 su tutti) Veronica Mars risulta ancora così in sintonia col suo pubblico.

 

Titolo originale: Veronica Mars

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Regia: Rob Thomas

Interpreti: Kristen Bell, Jason Dohring, Chris Lowell, Percy Daggs III, Tina Majorino, Gaby Hoffman

Distribuzione: Warner Bros.

Durata: 107'

Origine: Usa, 2014