Veronica Mars, un mondo di citazioni

Forse chi non conosce Veronica Mars, trovandosi a parlarne, è portato a pensare al solito insulso teen-drama in cui la bellona (possibilmente con problemi esistenziali) di turno fa la conta delle conquiste e dei cuori spezzati. Probabilmente, soprattutto qui in Italia, è colpa di una campagna di promozione assolutamente fuorviante e di una programmazione assurda sui canali in chiaro della nostra tv. Certamente è un prodotto di nicchia, appena al limite fra un telefilm conosciuto e l’oblio della dimenticanza. Eppure, ad ormai tre anni dalla cancellazione, lo zoccolo più duro dei fan spera ancora che la storia abbia una degna conclusione, quella che oggettivamente merita. E ciò che forse più stupisce è la scia di consensi, da parte degli addetti ai lavori, che si porta dietro, ancora maggiore di quella che aveva quando era in “vita”. Merito soprattutto di una prima stagione eccezionale, scritta in modo impeccabile dal creatore Rob Thomas (inizialmente l’aveva pensata come un romanzo), tanto da scomodare paragoni con il leggendario Twin Peaks. Perché l’assassinio di Lilly Kane sconvolge la città fittizia di Neptune, California, tanto quanto la morte di Laura Palmer aveva fatto con la cittadina da cui prende in nome la serie lynchana. Perché la domanda diventa una vera, morbosa ossessione per lo spettatore: “chi ha ucciso Lilly Kane?”. In tutta onestà, scomodare Lynch è inutile e, in un certo qual modo, riduttivo. Non è solo un giallo con spruzzate di noir, pur essendo la protagonista una piccola investigatrice in erba, al servizio di suo papà, ex-sceriffo della contea. E’ il complesso rapporto fra una figlia e un padre, una formidabile e realistica analisi introspettiva dell’animo umano. E’ un’amicizia spezzata da una morte apparentemente senza senso. Veronica non potrà avere pace finché non scoprirà chi ha assassinato la sua migliore amica.

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La seconda serie si mantiene su un ottimo livello. La terza subisce le pressioni della CW, nuova rete, nata dalla fusione fra UPN (canale dove Veronica Mars è nato)  e la WB. Prima vengono commissionati nove episodi, poi altri sette, infine gli ultimi quattro. Lo spettro dei bassi ascolti e della cancellazione  sono la causa dell’impoverimento della trama nell’ultima stagione. Non è difficile però capire come Thomas non sia stato messo nelle condizioni di lavorare come si deve. Le prime due stagioni, divise in ventidue episodi ciascuna, seguivano un filo logico intricato e ben pensato. Ciò non è più stato possibile. Risultato, non esiste una fine.
Nel frattempo Veronica Mars è diventato un piccolo cult. Ha avuto il merito di lanciare nomi come Amana Seyfried) (vista in Mamma Mia e, attualmente, una delle giovani attrici più corteggiate di Hollywood) o Kyle Gallner (lo vedremo a breve nel remake di Nightmare on Elm Street), oltre alla protagonista Kristen Bell. Di rispolverare Harry Hamlin (il Perseo dell’originale Scontro tra Titani). Di accaparrarsi una serie di guest star e cammeo incredibili. Due nomi su tutti: Joss Whedon (il papà di Buffy) e Kevin Smith.
Se tutto questo non dovesse bastare a spiegare il fenomeno, basta una parola: citazioni.
Anche la più banale battuta nasconde un riferimento, più o meno noto. Noi siamo svantaggiati, tanto per cominciare per la solita piaga nel passaggio all’adattamento in italiano. Altre volte le citazioni sono poco comprensibili per qualcuno nato fuori dai confini degli States. Ma Veronica Mars è una manna per i cinefili.
Qualche breve ma esplicativo esempio.  

CITIZEN KANE – QUARTO POTERE

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Tanto per cominciare il cognome Kane. Fin qui una pura illazione. Jake Kane e la potente famiglia che, di fatto, tira le redini di Neptune e Charles Foster Kane, nome del protagonista del film Quarto Potere per l'appunto. Il personaggio di Charles Foster Kane pare fosse ispirato ad un uomo realmente esistito e contemporaneo (all'epoca, ovviamente): William Randolph Hearst. Questi, fra l’altro, tentò senza successo di boicottare il film di Orson Welles. Nell’episodio 3X08, compare un personaggio di nome Selma Hearst. L'attrice che la interpreta si chiama in realtà Patty Hearst. Ed è la nipote di William Randolph Hearst. Coincidenze? Nella stessa puntata il marito della donna, interpretato fra l’altro da Charles Shaughnessy, ex-signor Sheffield nella sit-com La Tata, ha un nome apparentemente insignificante. Bud Rose.
Proviamo un po': Bud Rose = Rosebud (in italiano era Rosabella, l'ultima parola che Charles Foster Kane pronuncia prima di spirare). Direi che Rob Thomas ha sviluppato una forte ossessione per Citizen Kane.
Infine, la palese citazione.

 

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PULP FICTION

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Alzi la mano chi non ricorda pressoché a memoria questa
famosissima scena di Pulp Fiction, Jules Winnfield (Samuel L. Jackson) e il suo interrogatorio, come dire, poco ortodosso.
Torniamo a Veronica Mars. La puntata è la 3X16.
La protagonista viene ingaggiata dai proprietari islamici di un locale, i quali vengono tormentati da un misterioso vandalo. I primi sospettati sono questi ragazzi, decisamente poco svegli.

Che dire. Decisamente Veronica incute meno timore ed è meno assetata di sangue e sadica, così a occhio e croce, ma la citazione è fenomenale.

 
GREASE e KUNG-FU

Puntata 1X03. Citazione doppia, dimostrazione palese di come in pochi istanti si possano omaggiare due pezzi di storia americana in un colpo solo.

In ordine cronologico. Duncan dice: Ooooh, Grasshopper too slow for Kung-Fu Master. La cavalletta è troppo lenta per il maestro di Kung-Fu.
Citazione di una serie tv, durata tre stagioni, 1972-1975, Kung-Fu.
Serie che all'inizio doveva prevedere Bruce Lee come protagonista, la "cavalletta" citata da Duncan. Ruolo poi assegnato al compianto David Carradine.
La seconda è talmente palese che quasi non c’è il bisogno di sottolinearla.
Summer loving had me a blast, canta stonato l’attore Teddy Dunn. Immediato riferimento al musical Grease. Commedia musicale del 1978, diretta da Randal Kleiser, uno dei film che lanciò un giovanissimo John Travolta.

  
PAPER MOON – LUNA DI CARTA


Citazione piuttosto ricercata questa. Decisamente non immediata da recepire. Veronica dice: Ryan. Tatum. When he gets in a jam, I make with the cute. Quando è nei pasticci risolvo, con la mia graziosità.
Ryan e Tatum O'Neill sono una coppia di padre e figlia, proprio come Veronica e Keith Mars, da qui la citazione.
Entrambi attori, Ryan (nato il 20 aprile 1941) e Tatum (nata il 5 novembre del 1963) raggiunsero il culmine delle loro carriere quando girarono, assieme, Paper Moon-Luna di Carta (1973 – Peter Bogdanovich). Tratto da un racconto di Joe David Brown, il film parla di una coppia padre e figlia, lui venditore ambulante di bibbie e lei orfanella di una madre prostituta, che si mettono in società. E gli affari iniziano ad andare a gonfie vele. Nonostante le premesse un po' tragiche, è una commedia molto garbata, sicuramente importantissima a livello storico cinefilo. Difatti Tatum O'Neill vinse l'Oscar come migliore attrice non protagonista a undici anni e rimane tutt'ora rimane la più giovane ad esserci riuscita. E pensate che si contese l'Oscar con Linda Blair (la bambina indemoniata in L'Esorcista).

Questo è solo un assaggio. Le citazioni si susseguono, toccando svariati campi, come la musica, l’arte, lo sport.
Forse ora è più chiaro perché, per alcuni, Veronica Mars è una gemma nel campo delle serie tv americane. E perché molti, a gran voce, reclamano una fine. Con un film.