Vicari dirige il nuovo video di Vasco Brondi

Chitarra nera riprende le atmosfere rarefatte dei testi de Le luci della centrale elettrica, segnando un passaggio catartico nel percorso del cantautore. Protagonista del video Elio Germano

A tre anni dalla fine del progetto de Le luci della centrale elettrica, Vasco Brondi è pronto a ripartire con un album solista, Paesaggio dopo la battaglia, in uscita il prossimo 7 maggio. Il nuovo lavoro è stato anticipato dal singolo Chitarra nera, lanciato il 6 aprile scorso con una live première sul sito del cantautore. L’album, prodotto dallo stesso Brondi insieme a Federico Dragogna, paroliere e chitarrista dei Ministri, e da Taketo Gohara, già produttore, arrangiatore e tecnico del suono di altri artisti provenienti dal cantautorato italiano 2.0 come Vinicio Capossela, Brunori Sas e Motta, rispolvera le atmosfere tipiche della musica di Brondi, quella canzone parlata, talvolta incerta e vibrante, e i paesaggi rarefatti e desolanti dell’entroterra padano che il cantante, nato a Verona e cresciuto a Ferrara, ha raccontato più volte nei suoi testi. Per il videoclip di Chitarra Nera, Brondi ha coinvolto Daniele Vicari alla regia ed Elio Germano in veste di protagonista. Vicari ha scelto di girare a Collegiove, suo paese natale in provincia di Rieti, che per l’occasione è diventato rifugio dalle dinamiche febbrili della città. Germano vaga solitario e silenzioso per i vicoli disabitati e immersi nella nebbia, fino a giungere in un bosco innevato dove accende un falò. Ad accompagnarlo nel suo errabondare solo un paio di cuffie sulle orecchie per estraniarsi il più possibile da un ambiente già di per sé spettrale.

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Brondi ha raccontato di essere tornato a scrivere dopo un lungo periodo lontano dal palco e dalla chitarra, suo strumento prediletto. Risale infatti al 2017 l’ultimo album firmato da Le luci della centrale elettrica, Terra, a cui l’anno dopo è seguita una raccolta conclusiva del progetto collettivo, 2008/2018 – Tra la via Emilia e la via Lattea e un album live, Talismani per tempi incerti, che raccoglie canzoni, poesie e cover. Per chi ha ascoltato e seguito il percorso artistico de Le luci, Chitarra nera rappresenta un tuffo nel passato, un ritorno alle giovanili promesse di lettere d’amore scritte al computer e alle laceranti attese di insperati ritorni dall’estero. Ma qui la consapevolezza è diversa, non c’è più la rabbia giovane della precarietà affettiva e lavorativa, non ci sono fughe notturne né occupazioni abusive. Rimane la desolazione di un presente straniante. Il fuoco dei ricordi a mantenere vivo un qualcosa che vivo non è più da un pezzo. Un ritorno in luoghi ormai abbandonati eppure catartici, che segnano un passaggio imprescindibile per poter continuare. Il bisogno di isolarsi, allontanarsi, ritrovarsi. È tempo di fare i conti col presente, con la strada che si è scelto di percorrere. Nel brano non mancano infatti riflessioni attuali e concrete sullo stato dell’industria musicale che qui ha preso il posto dei call center e delle zone industriali dei primi testi. Chitarra nera segna il ritorno del Brondi che abbiamo conosciuto e ascoltato nei nostri periodi neri spettacolari. Ma come per qualsiasi stagione della vita, si tratta solo di accettare, affrontare e, poi, lasciar andare.

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