#Berlinale69- Vice. Incontro con Adam McKay e Christian Bale

Oggi, in concorso alla Berlinale, è stato il momento di Vice – L’uomo nell’ombra di Adam McKay. Il regista americano,  dopo La grande scommessa, firma un’opera che racconta la vita di Dick Cheney, interpretato dal camaleontico Christian Bale. “Mi sono sentito un bulldozer per tutto il tempo delle riprese. Se continuo così morirò presto” scherza l’attore, presente oggi in conferenza stampa con il regista.Il film è un ritratto di Dich Cheney ” spiega McKay, “ma è anche il ritratto di un certo tipo di America.  Molti mi hanno chiesto se il film è direttamente collegato a Trump ma in realtà il Presidente degli Usa c’entra semplicemente come risultato di 50 anni di rivoluzione repubblicana e quindi anche di Cheney. Che ha lasciato pochissime tracce di se stesso ma per fortuna abbiamo avuto grande risorse come ottimi giornalisti e splendidi libri su di lui. Io e Christian inoltre abbiamo parlato così tanto di lui da arrivare quasi a conoscerlo.

Ho accettato subito il ruolo perché ho trovato lo script splendido. Mi sono attivato anche io nelle ricerche” racconta l’attore protagonista. “Io non ho un metodo particolare di recitazione, un modo specifico particolare di approcciare ai personaggi che interpreto, se non che per i due mesi precedenti alle riprese sono totalmente ossessionato da loro! Devo dire che per interpretare al meglio Cheney, in accordo con Adam, mi sono concentrato sul suo aspetto totalmente ambiguo, contraddittorio. Lui era un padre devoto e un marito amerovele che però dall’alto di una poltrona ha dato il via a un orribile guerra. Mi sono sempre chiesto come può dormire di notte. Io e Adam volevamo concentrarci soprattutto su questo. E poi  ovviamente ho lavorato moltissimo  sul fatto che era un uomo che capiva il potere del silenzio ed era felice di lavorare nell’ombra. Ecco, una volta appurato questo è ovvio che il film definitivamente non è direttamente ispirato a Trump!

È divertente come si può distruggere il mondo e poi essere un ottimo padre, vivere una vita normale, fare la spesa, cucinare…” continua McKay.

E a proposito di questo, Vice è un film che si può inquadrare in un genere specifico? È un film divertente o un film drammatico? Il regista americano ha alle spalle famose commedie come Anchorman, o Step Brothers. “Il mio film è davvero un ibrido, l’insieme di più generi. È drammatico ma è sicuramente anche una commedia. Il mondo intorno a noi è pieno di orrore e di oscenità. Bisogna reagire a tutto questa insanità e la commedia  è il linguaggio perfetto. Il mezzo ideale per denudare la realtà. Stiamo vivendo un periodo storico  in cui tutto l’assetto economico sta completamente crollando. Questo va raccontato col cinema. E io e Christian ci troviamo perfettamente in accordo da questo punto di vista”

Lavorare con Adam è incredibile – racconta Bale – perché è intelligente e inaspettatamente poetico e emozionante. Certo, io ero lì ogni giorno a girare. Ma quando ho visto il film per la prima volta davvero ero meravigliato, per come è riuscito a raccontare in modo unico il personaggio, a dare estrema profondità al film. Anche il ruolo della moglie, Lynne Cheney, è restituito perfettamente, è estremamente chiara l’importanza che ha avuto nella carriera di quell’uomo”

L’incontro si chiude sulle reazioni al film dei diretti interessati ma anche dei “prodotti” dei diretti interessati.Trump non ha reagito, ma il film dura più di due ore, dubito che l’abbia visto. Mary Cheney mi segue su twitter ma non mi ha mai scritto niente. Per quel che riguarda Dick non l’ho mai sentito, solo Lynne non ha reagito troppo bene, ma non al film bensì a una parola, a quella  che ha usato il mio amico qui accanto alla cerimonia dei Golden Globes. A chi hai detto che ti sei ispirato? chi era l’Arcangelo Gabriele? ” chiede McKay a Bale. “No era Satana” risponde l’attore facendo spallucce.

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