Visions du Réel 2020 – The Edge of Democracy, di Petra Costa

Una delle protagoniste degli atelier digitali di Nyon 2020, Petra Costa attraversa quei giochi di potere della politica che hanno svuotato di senso l’edificio della democrazia brasiliana. Su Netflix

La storia della democrazia in Brasile, un paese costruito sulle ossa dei suoi schiavi e diventato una repubblica solo dopo un golpe militare, è una storia dalla vita assai breve. In quel paese che si chiama come un albero, il pau brasil, portato sull’orlo dell’estinzione da uno sfruttamento senza regole, tanto simile al destino che Jair Bolsonaro vuole riservare alla foresta amazzonica, si apre uno spiraglio democratico quando, nel 1985, la dittatura militare cade e, l’anno successivo, hanno luogo le prime, veramente libere, elezioni. Il sogno di un presente restituito alle persone sembra diventare finalmente realtà. Tanto, poi, da permettere a Lula, il politico più amato al mondo, parola di Obama, sindacalista e fondatore del Partido dos Trabalhadores, partito di sinistra capace di ascoltare la pancia del Brasile, di diventare presidente e pensare ad un programma in grado di restituire dignità ad un paese fondato sulla diseguaglianza sociale.
Ma si tratta solo un’illusione. Come solo un’illusione è il progetto utopico di un città, Brasilia, che avrebbe dovuto ospitare il sogno della democrazia, ma dove i palazzi del potere hanno dimenticato “l’ingrediente più importante della democrazia, il popolo”. Le illusioni, si sa, durano solo il tempo di un battito di ciglia. Dopo le manovre della destra per riprendersi un paese che rischia di sfuggire di mano agli interessi economici della classe imprenditoriale, iniziate con l’impeachment di Dilma Rousseff e giunte al loro trionfo con l’arresto di Lula, accusato di corruzione nell’ambito dell’inchiesta Autolavaggio, e dopo l’elezione a Presidente della Repubblica di Bolsonaro, pantagruelico politico favorevole al regime militare, in Brasile l’immagine della democrazia è destinata a collassare su se stessa. E la sua caduta proietta sul futuro ombre ancora più inquietanti rispetto a quelle di un passato cupo, segnato dallo sfruttamento e dalla dittatura.
Nessun tentativo di imparzialità in un documentario che non cerca il taglio dell’inchiesta. Piuttosto, in un racconto circolare che si apre e si chiude sull’arresto di Lula, The Edge of Democracy visita i luoghi del potere con lo sguardo di chi non ha paura di prendere posizione, anche quando si tratta di denunciare il senso di tradimento di fronte ad un mondo che non è riuscito ad essere all’altezza dei propri ideali. Petra Costa, nata quando la dittatura militare compiva il suo ventesimo anno e i brasiliani ancora non potevano eleggere liberamente un loro presidente, è cresciuta insieme alla democrazia. La regista è una delle protagoniste dell’edizione in streaming di Visions du Réel 2020, in corso in questi giorni online. Uno dei suoi primi ricordi, seduta sulle spalle della madre, è la folla urlante in piazza che manifesta per la libertà. Petra Costa e la democrazia sono quasi coetanee.
the edge of democracyÈ per questo, forse, che quello di The Edge of Democracy, che in un crescente senso d’angoscia, spaesamento e urgenza, attraversa i giochi di potere della politica, giochi di potere che hanno svuotato di senso l’edificio della democrazia brasiliana, è un racconto in prima persona, intimo e familiare. Assieme alle immagini delle proteste di piazza, cui si oppone la desolazione di architetture di Brasilia, e assieme alle immagini dell’accesso privilegiato nelle stanze in cui si è deciso il destino di una nazione, scorrono i filmini famigliari: compleanni, festeggiamenti, fotografie. Sì, perché, per Petra Costa parlare della democrazia brasiliana significa parlare della propria famiglia. Una famiglia divisa, da una parte i genitori, costretti alla clandestinità e alla galera durante gli anni della dittatura a causa della loro militanza di sinistra, dall’altra l’eredità di chi discende da uno dei più importanti imprenditori edili del paese. Una famiglia divisa che diventa specchio delle divisioni di un popolo intero, mentre la spettacolarizzazione trasforma la politica in farsa e della democrazia non restano che le ceneri.

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Titolo originale: The Edge of Democracy
Regia: Petra Costa
Distribuzione: Netflix
Durata: 113’
Origine: Brasile, 2019

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
4.3

Il voto al film è a cura di Simone Emiliani

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