Vita segreta di Maria Capasso, di Salvatore Piscicelli

Maria (Luisa Ranieri) vive a Napoli, ha sposato giovanissima un onesto operaio e ha tre figli. Lei ama suo marito e le sarà sempre riconoscente per averla tirata fuori da una condizione di sottomissione familiare. Lavora part time in un centro estetico, vive dignitosamente e serenamente la sua esistenza. All’improvviso tutto cambia, Antonio, il marito, scopre di avere un tumore allo stomaco e le sue condizioni da subito si rivelano disperate. Maria, donna attraente, coraggiosa e intraprendente, con il terrore di non riuscire da sola a tirare avanti, si lascia aiutare e corteggiare da un suo spasimante, il facoltoso Gennaro, proprietario di un autosalone. Gennaro la coinvolge da subito anche nei suoi affari loschi e Maria scopre una lato del suo carattere inaspettato che la spingerà in un vortice criminale estremo, ma assai redditizio. Maria è entrata in guerra con se stessa e con il mondo crudele intorno a se…

Presentato in anteprima al Festival BCT – Benevento Cinema e Televisione, Vita segreta di Maria Capasso è tratto dall’omonimo romanzo dello stesso regista e sceneggiatore Salvatore Piscicelli, esponente imprescindibile del nuovo cinema partenopeo degli anni novanta. L’autore lavora nel suo contesto più congeniale, essendo un notevole documentarista sulla realtà sociale e culturale di Napoli, nonché realizzatore di opere di finzione con le medesime ambientazioni, presentate e premiate in passato nei maggiori festival nazionali ed internazionali. Agire per amore e istinto di sopravvivenza, può bastare per giustificare la questione etica? O in questo caso diviene quasi irrilevante, dinanzi ad una sorte avversa, una condizione economica deficitaria. Altro che Gomorra, siamo al cospetto di una moderna Filumena Marturano, una figura antropologica meridionale che si destreggia tra istinto e saggezza, l’amore sacro e l’amor profano, la “vaiassa” e la signora. Una dark lady che trapassa l’intreccio “marcando” il suo territorio. Filumena Marturano e la Dark Lady si muovono parallelamente lungo il cammino della scalata sociale, a volte si ritrovano in percorsi “noir”, collocati in un latente, quanto tortuoso, percorso identificativo con la protagonista. Dalle periferie di Napoli al Vomero, imprimendo al racconto un’asciuttezza narrativa tipica del cinema di genere.

C’è solo un dubbio: all’inizio del film, nella prima inquadratura, Maria comunica al pubblico di aver agito solo per amore, senza fregarsene minimamente dell’opinione altrui. Ecco, questa perentoria presa di posizione sembrerebbe non sempre supportata da una condotta stilistica dell’autore, lineare e coerente, come quella proclamata da Maria, e quando ad un certo punto la protagonista all’improvviso chiede da bere un whiskey a Gennaro, nel suo lussuoso appartamento che affaccia sul golfo, i conti ritornano nuovamente: quell’audace superalcolico alla fine non stride con il contesto, piuttosto rivendica uno spazio, si insinua in un comune sentire, si pone tra il vecchio e il nuovo, sedimenta e stratifica. Napoli cinematografica echeggia dalle feritoie teatrali, da un posto al sole, non è raccontata astrattamente, deformata dal surreale, dal kitsch e dal grottesco, asfissiata dai muri di luoghi comuni; con Salvatore Piscicelli, diabolico mescolatore di linguaggi e discipline, stavolta Napoli è (quasi) da bere…

Regia: Salvatore Piscicelli
Interpreti: Luisa Ranieri, Daniele Russo, Luca Saccoia, Marcella Spina, Roberta Spagnuolo, Nello Mascia
Distribuzione: Vision Distribution
Durata: 96’
Origine: Italia, 2019