Walt Disney e l'Italia – Una storia d'amore, di Marco Spagnoli

"Walt Disney rappresenta una delle principali influenze sulla mia vita e associo il suo nome ad alcuni dei miei ricordi più belli, da quando mio padre e mio nonno mi leggevano le storie di Topolino a quando ho imparato a leggere da solo, fino a quando finalmente ho portato i miei figli al cinema a vedere un film Disney" (il regista Marco Spagnoli)

 

Walt Disney e l'Italia – Una storia d'amore intarsia lo schermo con i fili di interviste a personaggi contemporanei e filmati storici scovati nell'archivio Luce, intrecciati a comporre una trama che funge da catalizzatore: traghettare il pubblico verso la prossima uscita Disney, Saving Mr Banks. Dietro questa causa apparente, ce n'è una più viscerale, l'amore incondizionato di Spagnoli che ce la mette tutta nel delineare questo omaggio dedicato all'inventore dell'universo Disney. I due piani si incontrano in questo Disney e l'Italia – Una Storia d'amore, a sentire Spagnoli. L'immaginario poetico creato da Mr Disney ha avuto notevole influenza all'interno dei nostri confini nazionali esplodendo in particolar modo negli anni '30, periodo nel quale il fascismo censurava 'tutto' tranne il fumetto Topolino. L'amore dell'Italia per Disney si esprime certamente nella passione per i film ma anche per i fumetti, un amore non a senso unico s'intende.

Da un lato i filmati storici sono il pregio notevole di questo film, e ci proiettano fattivamente nel rapporto di Disney con l'Italia, costruendo un punto a favore dell'intento passionale. Dal primo storico viaggio in Italia di Disney nel 1935 all'intervista, voluta e girata con gusto scenico, risalente al 1961 nello zoo di Torino e in cui il vecchio Walt imbocca alcuni animali (anche se si fanno scelte 'di linea', come quando s'immortala Mr Disney giunto alla Fiat ed accolto dagli operai come una rock star nonostante i problemi avuti con alcuni dipendenti degli studios).

 

Dall'altro le interviste lacunose, minano questo punto a favore. 23 sono le star nostrane ascoltate sul caso Disney, un'assortita gamma d'interpretazioni delle quali, tutto sommato, sfugge il senso: sfocati i confini tra fumetti e cartoon, tutto galleggia in una superficie dove le impressioni private (flash) e asettiche delle personalità sono appannaggio di un'immagine da idolatrare. Mancano disegnatori, giornalisti italiani che avrebbero potuto fornire un contributo più interessante rispetto ad alcuni personaggi di cui si fa fatica a percepire la presenza, e così in linea generale resta un senso di irrisolto. Ne emerge un quadro che sembra proseguire unidirezionalmente verso un elogio programmatico, poco spontaneo, del creatore dei sogni…