Watson. Il pirata che salva gli oceani, di Lesley Chilcott

Il documentario racconta Paul Watson, uno dei fondatori di Greenpeace, difensore degli oceani, con la meravigliosa e incontenibile forza delle immagini marine e faunistiche

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Il capitano canadese Paul Watson è stato uno dei fondatori di Greenpeace dove ha compiuto numerose azioni di interposizione finché nell’organizzazione non ha prevalso una corrente più “moderata” che non gradiva le sue azioni dirette. A quel punto Watson ha lasciato Greenpeace e ha fondato Sea Shepherd, che è oggi una delle più note ed efficaci organizzazioni che si battono contro la caccia alle balene e in genere contro la caccia di tutte le specie marine protette. Nell’ottobre 1969 il suo coinvolgimento è cominciato organizzando una protesta contro i test nucleari della Atomic Energy Commission sull’Isola Amchitka in Alaska. Nel giugno del 1977, Watson ha lasciato la Fondazione Greenpeace a causa di disaccordi organizzativi e tattici. Non approvava l’emergente struttura burocratica dell’organizzazione; sentiva infatti che gli obiettivi originari dell’organizzazione erano stati traditi, e perché ha sentito il bisogno di proseguire con azioni dirette di conservazione in alto mare, che andavano portate avanti da una organizzazione che avrebbe rispettato anche tutte le norme che tutelano la fauna marina.

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Per rispondere a questa esigenza, in quello stesso anno, Watson ha fondato la “Sea Shepherd Conservation Society”, un organismo dedicato alla ricerca e all’indagine, pronta all’azione diretta perché vengano rispettate le leggi, i trattati, le delibere e i regolamenti stabiliti per proteggere la fauna marina in tutto il mondo. Questo è il documentario che racconta il personaggio e l’uomo, con la meravigliosa e incontenibile forza delle immagini marine e faunistiche. Paul Watson ha trascorso 40 anni a combattere per porre fine alla distruzione della fauna oceanica e dei suoi habitat. In parte pirateschi e in parte filosofici, i metodi di Watson non si sono fermati davanti a nulla per proteggere ciò che sta in fondo alle acque. Diventato famoso con lo show televisivo ‘Whale wars’ (guerra alle baleniere), si è più volte scontrato con le flotte giapponesi accusate di pescare illegalmente balene, squali e altri animali marini in pericolo, al punto da essere considerati terroristi dal governo giapponese.

È stato in fuga dalle autorità in tre Paesi a partire da maggio del 2012. Nel febbraio dello stesso anno il gruppo è stato etichettato come pirata da una corte d’appello statunitense. La stessa corte ha ordinato in dicembre a Sea Shepherd di tenersi ad almeno 500 metri dalle baleniere giapponesi. Secondo il Giappone l’ordine è stato infranto almeno due volte in febbraio. Famose le «battaglie» ingaggiate in Antartide contro le baleniere giapponesi, a cui è stata dedicata anche una serie di documentari tv trasmessi da Animal Planet. Le azioni di disturbo, nel corso degli anni, hanno dato i loro frutti e a quanto pare negli ultimi anni, con la flotta di Sea Shepherd arricchita anche di elicotteri e droni, la campagna ha dato ottimi risultati riducendo a meno di un terzo il quantitativo di balene uccise dai giapponesi con la scusa della ricerca scientifica. Paul Watson ha rischiato di annegare da ragazzino ed è cresciuto con un padre molto severo e violento, due spunti biografici certamente non sufficienti a trovare le ragioni di questa sua esistenza vissuta al limite, ma che permettono al regista (autore nel 2015 del doc Codegirl, dedicato al mondo della tecnologia al femminile) comunque di lasciar confluire in una personalità assai complessa tutta la potenza di una vita dedicata per un mondo più giusto e sostenibile.

Titolo originale: Watson
Regia: Lesley Chilcott
Interpreti: Paul Watson
Distribuzione: Mescalito Film
Durata: 99’
Origine: Costarica, 2019

 

La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
3.5
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Il voto dei lettori
3.5 (2 voti)
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