WAX: We Are the X, di Lorenzo Corvino

Wax: We Are the X, che in qualche modo incarna una sperimentazione tecnica che unisce il montaggio alla storia, parte da un’intervista in cui un uomo (Rutger Hauer) consegna a una troupe di giornalisti una penna usb contenente tutti i video superstiti di un gruppo di tre ragazzi dati per morti. E allora ecco concatenarsi le vicende attraverso i video che le hanno immortalate: da quelli dell’iphone a quelli delle camere di sicurezza. Wax racconta, infatti, di due ragazzi (Jacopo Maria Bicocchi, Davide Paganini) inviati a Montecarlo per girare uno spot (uno dei due vuole realizzare un blog sull’esperienza e quindi riprende costantemente tutto quel che accade) affiancati da di una giovane donna francese (Gwendolyn Gourvenec), che deve occuparsi del casting. Frenato nella prima parte e confuso da queste immagini reali, dai loro rapidissimi movimenti e del lento procedere degli eventi sulla scia di una Nouvelle Vogue tutta tecnologica, il film riesce a sollevarsi nella seconda parte, permettendo alla fiction di entrare nel montaggio, quindi di dare un senso a ciò che accade e di risaltare, ad esempio, le musiche originali.

gwendolyn governec wax we are the xWax in inglese significa cera, come la candela presente nel film che innesta nella protagonista il ricordo della sua vecchia amica la cui ricerca permette al trio di salvarsi, un po’ come a dire che il passato può redimere il futuro; in più, come da titolo Wax è anche acronimo di We are the X, con un chiaro riferimento a quella che è stata definita la X generation e che attualmente è popolata da milioni di persona tra i 30 e i 40 anni condannati a un precariato costante, non solo di carattere lavorativo ma soprattutto esistenziale, a causa dell’assenza di una concreta possibilità di realizzazione.

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Spunti cinematografici visivi (L’arrivo del treno dei Lumiere) sono accompagnati da spunti tematici come la presenza di un ménage à trois tra i protagonisti che rievoca Jules et Jim, The Dreamers e Y tu mama también.

Infine il film è aperto e chiuso dal cameo di Rutger Hauer, intercettato dal regista proprio in Puglia grazie alle riprese de Il villaggio di cartone di Ermanno Olmi.

Regia: Lorenzo Corvino

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Interpreti: Gwendolyn Gouvernec, Jacopo Maria Bicocchi, Davide Paganini, Rutger Hauer, Andrea Sartoretti

Distribuzione: Distribuzione Indipendente

Durata: 103′

Origine: Italia 2015