“We are all doomed, Emily Prime”: World of Tomorrow, il nuovo corto di Don Hertzfeldt

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World of TomorrowFigura di culto nel campo dell'animazione indipendente, Don Hertzfeldt è uno degli autori più originali e imprevedibili al momento. Autore dei celebre Rejected e The Animation Show, sconosciuti in Italia ma opere fondamentali in America, lo stile di Hertzfeldt è ridotto al minimo, dei semplici scarabocchi su fogli di carta, ma supportato da una capacità di scrittura fuori dal comune e da un senso dell'umorismo nerissimo e nonsense. L'apparente basilarità della tecnica scompare nel momento in cui il regista mette in atto la sperimentazione più pura di derivazione avanguardistica (con alcuni inserti che ricordano i migliori momenti di Brakhage o Mekas), e questa incredibile tecnica unita a una solidissima componente testuale raggiunge l'apice nella trilogia capolavoro Everything Will Be Ok / I Am So Proud of You / It's Such a Beautiful Day, tre corti che vanno a comporre un film di 60 minuti, e che sicuramente costituisce la vetta della carriera di Hertzfeldt. Forse l'unica incursione a cui gli ignari spettatori italiani sono stati sottoposti è l'incredibile couch gag realizzata per i Simpsons, ottimo esempio dell'incredibile stile dell'animatore. Da pochi giorni, la sua ultima fatica, World of Tomorrow, già vincitrice di innumerevoli premi, tra cui il Gran Premio della Giuria al Sundance e il Premio come Miglior Corto d'Animazione al SXSW, è disponibile per poco meno di 4 dollari su Vimeo, per un noleggio di 30 giorni.

 

World of TomorrowIn esso, una bambina di pochi anni, Emily Prime, riceve la visita di una sua clone, Emily 3.0, direttamente dal futuro attraverso l'outranet, la rete neurale che ha sostituito Internet e che offre finestre attraverso cui guardare il passato, e che procederà a illustrarle le sorti dell'umanità. Non proseguiamo oltre per non rivelare troppo della fantasia pynchoniana che anima il film. Questo è il primo lavoro di Hertzfeldt in digitale, che in proposito afferma: "dopo venti anni di lavoro con carta, matite, 35mm, rocce e fuoco, non avevo mai provato a disegnare qualcosa su un tablet. Animare in questo modo mi sembrava simile a leggere un libro per bambini in una lingua straniera… sembrava tutto vafamente familiare ma comunque strapazzato in modo strano. Sono anche sicuro di aver costretto il software a fare cose per cui non era programmato". Per la prima volta, il regista ha quindi reso disponibile in streaming il suo lavoro, ad un prezzo davvero accessibile, e che non dovreste assolutamente lasciarvi sfuggire.