Welcome Home, di George Ratliff

Brian (Aaron Paul) e Cassie (Emily Ratajkowski) sono una giovane coppia americana che per superare un momento di crisi decide di trascorrere una vacanza in Italia, nelle terre verdi e rigogliose dell’Umbria. Così, invece di cercare un hotel, i due ragazzi optano per la splendida tenuta in affitto di Edoardo (Francesco Aquaroli) a pochi chilometri da Todi, dove s’imbattono presto in Federico (Riccardo Scamarcio), un misterioso vicino di casa…

Il regista americano George Ratliff dirige Welcome Home, thriller dall’ambientazione nostrana interpretato dal curioso trio formato da Emily Ratajkowski, la star di Breaking Bad Aaron Paul e Riccardo Scamarcio.

Dopo sette anni di inattività (l’ultimo film era Salvation Boulevard, presentato al Sundance nel 2012 con Greg Kinnear e Pierce Brosnan) Ratliff torna dietro la macchina da presa con Welcome Home riconfermando la sua passione per il genere thriller e la sua tendenza a indagare la sfera del privato. Se con Joshua (2007) Ratliff si era addentrato nella storia di una famiglia apparentemente perfetta che assiste a strane manifestazioni da parte dell’impeccabile figlioletto, è  con il documentario Hell House (2001) che più ci avviciniamo a quella che è l’idea portante di Welcome Home. La Hell House, per chi non lo sapesse, è una casa degli orrori (tuttora attiva) gestita dalla Trinity Church of Texas, dove i visitatori possono seguire uno spaventoso percorso guidato dove i protagonisti non sono fantasmi, vampiri o zombie ma bensì attimi di “orribile” vita quotidiana: sparatorie nelle scuole, aborti, momenti di violenza domestica.

Nella Hell House che tanto ha affascinato il regista, si è chiamati a osservare scene di orrore a cui non dovremmo assistere, ed è proprio la dinamica del guardare/spiare (quel concetto di “spettatore” tanto caro al genere thriller) ad essere centrale in Welcome Home; nonché unico aspetto interessante di questo film, totalmente privo di tensione e in definitiva malriuscito. L’idea di spiare e introdursi in momenti privati inviolabili si esplicita con la presenza delle videocamere a circuito chiuso, nascoste nella grande casa che ospita gli sventurati Brian e Cassie. Da questo punto di vista è ancora più interessante la scelta  dell’influencer e top model  Emily Ratajkowski come attrice protagonista. La giovane americana di origini polacco-irlandesi più di altre personalità del momento incarna l’atto del “guardare”, grande azione protagonista del nostro secolo. Sui social sempre attivi, “Emrata” arriva quasi a scomparire come corpo fisico e diventa un ologramma che sembra svanire al tatto, qualcosa di etereo e inconsistente.  Emily/Cassie appare nel film come il corpo tentatore attorno al quale tutto ruota, un corpo a cui non si può resistere, da spiare 24 ore su 24. Esistente appunto per essere prima di tutto guardato. Vien da pensare che già ai tempi del video della canzone Blurred Lines di Robin Thicke, il corpo senza veli di Emrata fosse magnetico e come privo consistenza e di persona, tanto da destare scandalo per questo più che per il semplice seno scoperto. Insomma un corpo inafferrabile che anche in Welcome Home, per l’appunto,  sfugge sempre all’essere del tutto posseduto.

Titolo originale: id.

Regia: George Ratliff

Interpreti: Riccardo Scamarcio, Aaron Paul, Emily Ratajkowski, Francesco Aquaroli

Distribuzione: Altre Storie e Minerva Pictures

Durata: 97′

Origine: USA, Italia, 2019

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