Werewolves, di Steven C. Miller
I licantropi assetati di sangue incontrano La notte del giudizio nel più classico b-movie apocalittico con Frank Grillo. Più buffo che spaventoso con momenti di pura e imprevedibile follia
E se La notte del giudizio incontrasse i licantropi? Come sarebbe se per una notte milioni di persone si tramutassero in lupi assetati di sangue pronti a sbranare chiunque capiti a tiro? Ecco l’idea dietro a Werewolves, l’ultimo film diretto da Steven C. Miller con protagonista il super prolifico Frank Grillo.
Un raro evento astronomico definito come la “Superluna”, ha innescato un gene latente nell’essere umano, trasformando la popolazione mondiale in lupi mannari per una notte intera provocando migliaia di morti. A un anno di distanza, con l’arrivo di una nuova Superluna, il pianeta si prepara a un’altra notte di terrore. La popolazione mondiale si barrica nelle proprie case munita di armi e trappole, mentre l’esercito cerca di contenere gli individui già colpiti dal gene. Wesley (Frank Grillo), un ex soldato ed esperto biologo molecolare, si trova a vivere in qualità di zio con la cognata e sua figlia dopo che il fratello è morto durante l’ultima Superluna. Wesley si trova al laboratorio dove un equipe di scienziati sta lavorando a un siero spray chiamato “Moonscreen” progettato per proteggere le persone dalla trasformazione. Chiaramente la situazione sfugge di mano e qualcuno viene esposto alla luce lunare trasformandosi in pericolosi lupi mannari.
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Werewolves contiene tutti gli ingredienti del più classico b-movie apocalittico; mostri assetati di sangue, scene di azione tutte muscoli e violenza grafica, americani armati fino ai denti e persino la bella famigliola innocente da mettere in salvo. Tutto tranne un benché minimo sottotesto politico. Qui si spara e basta, e non c’è nulla di male, ma il risultato resta piuttosto deludente. L’aspetto più intrigante è quello legato al vicino di casa della famiglia protagonista del film, un esaltato in pieno stile MAGA con la bandiera USA dipinta in faccia e la scritta “WOLF KILLER” sulla t-shirt, pronto a mitragliare l’invasore. D’altronde è sempre stata l’ossessione dell’americano medio quella di difendere la propria casa contro il fantomatico straniero cattivo venuto da lontano per compromettere il benessere a stelle e strisce.
I lupi mannari a volte sono delle macchine assassine senza cervello che attaccano in modo casuale, in altri momenti sono coordinati come un battaglione militare. Addirittura in una scena un lupo decide di sciacquarsi la faccia in una fontana dopo essere stato aggredito. Diciamo che la coerenza non è la principale qualità del film, e il fatto di prendersi così sul serio di certo non aiuta. Molto apprezzabile la scelta di limitare l’utilizzo di CGI sul corpo dei lupi in modo da restituire una certa matericità tattile molto rara nell’universo horror contemporaneo. Il problema è che il risultato è più buffo che spaventoso, i mostri sembrano usciti da uno speciale di halloween low cost e le trasformazioni, ispirate a un classico come Un lupo mannaro americano a Londra di John Landis, restano poco efficaci. Se il budget non è dei più soddisfacenti è più che giusto fare di necessità virtù, quindi spegnere la luce e “nascondere” certi costumi, movimenti di macchina frenetici per trasmettere una sensazione di inquietudine, ma l’ossessione per i continui riflessi della lente o lens flare proprio non sembrano avere alcun senso, se non quello di dare un tocco artistico a una fotografia davvero anonima. Werewolves non resterà certo nel cuore e negli occhi del pubblico per molto a lungo, se non per alcuni momenti di pura e imprevedibile follia.
Titolo originale: Year 2
Regia: Steven C. Miller
Interpreti: Katrina Law, Frank Grillo, Lou Diamond Phillips, Ilfenesh Hadera, Dane DiLiegro, Sam Daly, James Kyson, James Michael Cummings, Betsy Landin, Lydia Styslinger, Kamdynn Gary
Distribuzione: Notorious Pictures
Durata: 93’
Origine: USA, 2024






















