What Women Want – Quello che le donne vogliono


Titolo originale: What Women Want
Regia: Nancy Meyers
Sceneggiatura: Josh Goldsmith, Cathy Yuspa
Fotografia: Dean Cundey
Montaggio: Thomas J. Nordberg, Stephen A. Rotter
Musica: Alan Silvestri
Scenografia: Jon Hutman
Costumi: Ellen Mirojnick
Interpreti: Mel Gibson (Nick Marshall); Helen Hunt (Darcy McGuire), Marisa Tomei (Lola), Alan Alda (Dan Wanamaker), Ashley Johnson (Alexandra Marshall), Mark Feuerstein (Morgan), Lauren Holly (Gigi), Delta Burke (Eve), Valerie Perrine (Margo)
Produzione: Nancy Meyers, Gina Matthews, Susan Cartsonis, Matt Williams, Bruce Davey per Centropolis Effects/Icon Entertainment International/Paramount Pictures/Wind Dancer Productions
Distribuzione: Medusa
Durata: 126'
Origine: Usa, 2000


"Cosa vogliono le donne", o "cosa (non) sanno gli uomini sulle donne"? Nick Marshall lavora nel campo della pubblicità: sicuro di sé, dai gusti musicali raffinati (ascolta Frank Sinatra), in procinto di una promozione, passa la sua vita da un letto all'altro convinto di avere la risposta giusta. Un giorno però il suo orgoglio maschile viene profondamente ferito da un nuovo arrivo (una donna), alla quale è stato offerto il posto che doveva essere proprio di Nick. Da quel momento inizia lo scontro. Scontro fra sessi (Marshall-McGuire Gibson-Hunt) com'è nella migliore tradizione della commedia americana degli anni '30 e '40, immersa questa volta nell'accattivante mondo della pubblicità, degli slogan, delle campagne che cercano di soddisfare una certa fetta di mercato, in questo caso quello femminile, in rapida evoluzione. Darcy McGuire rappresenta per lo studio pubblicitario la sola che può essere in grado di catturare il pubblico femminile, proprio perché donna. Nick allora, per dimostrare la sua (in)capacità di concepire una campagna pubblicitaria per il pubblico femminile, indossa calze a maglia, si trucca, si mette lo smalto, si depila le gambe, si applica cioè uno strato superficiale di femminilità, indossando la forma e non la sostanza. Sarà poi il caso, un incidente imprevisto, a mettere Nick in contatto diretto con i desideri femminili più nascosti, introiettati e trasformati in voci femminili, pensieri che prendono forma. E' l'inizio di una seria presa di coscienza da parte di Nick o un ulteriore mezzo per sedurre e conquistare una donna? L'apparire contro l'essere (altro riferimento alla commedia brillante americana da Ero uno sposo di guerra a Il diavolo è femmina fino a Qualcuno piace caldo): il nascondersi dietro uno stereotipo (la donna che deve dare un'immagine di sé forte, sicura, competitiva), dietro un abito (la scelta dell'abito rosso con il quale la figlia di Nick perderà la verginità), dietro un'idea rubata. Alla fine dopo aver riso tanto, dopo aver ascoltato dispute verbali pungenti, ci si perde in un finale dove il gioco delle parti anziché essere messo ancora una volta in discussione, si riallinea ed identifica con quella netta separazione (uomo-donna) che la regista americana aveva cercato, con ritmo e humor, di scardinare.
Davide Zanza