Whiplash, di Damien Chazelle

whiplash
Il regista rifa il suo omonimo cortometraggio e racconta il duello psicologico tra un aspirante batterista jazz e il suo professore. Whiplash è un film netto nei suoi gesti visivi, non svapora mai l’ossessione che nutre il suo giovane protagonista in una dimensione soggettiva, si tiene anzi sempre fuori dal suo evidente delirio di possibile grandezza

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whiplashIl lasso nella testa del musicista tra armonia e disarmonia, tra pensiero coerente e pulsione ossessiva, è un refrain cinematografico, un insistere narrativo che intrattiene spesso una sua relazione pericolosa con la trasparenza dell’immagine, ovvero con il rischio di dare forma visiva alle sonorità interiori (era Pirandello che, sul nascere, risolveva il dissidio del cinema sonoro configurandolo come possibile linguaggio visibile della musica…). In questo senso, l’aspetto davvero interessante di Whiplash, l’opera seconda di Demian Chazelle (Gran Premio al Sundance 2014 e autentica ovazione alla Quinzaine dello scorso anno, e ora a sorpresa in corsa per gli Oscar), sta proprio nella capacità di questo ventinovenne regista di raccontare un’ossessione musicale puntando su una materialità del visibile e dell’udibile, ovvero giocando con la concretezza della musica glissando su qualsiasi tentazione visionaria.

Whiplash è un film netto nei suoi gesti visivi, non svapora mai l’ossessione che nutre il suo giovane protagonista in una dimensione soggettiva, si tiene anzi sempre fuori dal suo evidente delirio di possibile grandezza. Andrew è un corpo febbrile incapsulato in un tardo adolescente in cerca di una propria identità: coi suoi 19 anni nutre il mito di una perfezione che lo trasfiguri in un grande batterista jazz. Ed è proprio a questa trasfigurazione che il film punta. Il suo rapporto con il grande jazzista Terence Fletcher, temutissimo professore della scuola musicale frequentata dal ragazzo, è tarato sull’apparizione, sulla rivelazione, vera e propria epifania di una lotta ed una maturazione che è tutta fisica.

Non è questione d’ispirazione, di svaporamenti creativi, di intuizioni geniali: l’ossessione è quella di tenere il tempo giusto, di battere al ritmo esatto, mantenendolo e ritrovandolo ogni volta che è necessario. Andrew sogna la grandezza e Fletcher gli appare mentre sta provando in assoluta solitudine, catturandolo, chiamandolo a sé, mettendolo alla prova nella sua orchestra, ambitissima dagli studenti, con una crudeltà psicologica che è pari alla ferocia fisica con cui Andrew martirizza se stesso, le sue mani sanguinanti. Pur configurando il film come la cronaca di un delirio personalissimo, implicitamente fantasmatico, del protagonista, Chazelle (che del resto ha un passato da studente di musica e aspirante batterista), insiste proprio su questa traccia materiale, fisica, della parabola di Andrew. A fronte delle sue dimenticanze, dei lapsus, delle rimozioni, Andrew sembra in realtà preso da una sfida che è tutta interiore, col proprio limite fisico, con la propria scansione identitaria… Quanto più Andrew vorrebbe annullarsi fisicamente nella sua ricerca della perfezione, tanto più il suo obiettivo viene portato da Fletcher nella tensione oggettiva, fisica del loro duello psicologico. Whiplash racconta dunque l’ossessione come un campo di battaglia, traccia ritmica del rapporto tra se stessi e il mondo che ci ascolta.

La dinamica della messa in scena è per questo fermamente materiale, Chazelle lavora sulla penombra degli ambienti, sulla contorsione bruna dei cromatismi, elaborando un montaggio che ovviamente esalta le possibilità cinematografiche del jazz, spingendosi in una musicalità che non cerca mai la dimensione dell’ascolto di sala, ma intrattiene un rapporto privilegiato con la fisicità dei gesti del musicista. E poi c’è l’impronta granitica di J.K. Simmons nel ruolo del professore, che si oppone come un totem da abbattere alla testarda fragilità di Andrew, interpretato da Miles Teller: duetto musicale e duello fisico di presenza scenica.

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Titolo originale: id.
Regia: Damien Chazelle
Interpreti: Miles Teller, Melissa Benoist, J. K. Simmons, Austin Stowell, Kavita Patil, Michael D. Cohen, Tian Wang, Kofi Siriboe, Tarik Lowe, Marcus Henderson, C.J. Vana, Calvin C. Winbush – See more at: http://www.sentieriselvaggi.it/4/60750/Whiplash.htm#sthash.QUGrs5Zk.dpuf
Origine: USA, 2014
Distribuzione: Warner
Durata: 105'

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