"Zambezia 3D", di Wayne Thornley

Zambezia 3DNel mezzo della savana africana, ai bordi di una cascata, un grande albero fa da casa a tutte le specie di uccelli di varia provenienza. Un miscuglio di forme e colori che convivono armonicamente in questa “città” mitica che prende il nome di Zambezia, un microcosmo organizzato come una vera e propria società dove ognuno ha un ruolo ben preciso. Ed è proprio il tipico paesaggio africano ad affermarsi come vero protagonista del film, in un'operazione simile a quella che Carlos Saldahna aveva attuato in Rio. L'ambiente in cui si svolge la storia e la fauna vengono presentati con una grandissima cura nei dettagli, quasi fosse un documentario della National Geographic, dimostrando il forte legame con questa terra e una sua conoscenza approfondita.

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Tuttavia, Thornley si distacca da qualsiasi intento documentaristico. Il suo è un occhio che si muove velocissimamente, in maniera (aero)dinamica tra le fronde degli alberi e i volatili, inquadrando il paesaggio letteralmente a volo di uccello e privilegiando campi lunghissimi che donano all'immagine una spettacolarità maestosa degna delle grandi produzioni hollywoodiane. Lo sguardo del regista approccia l'immagine rifacendosi ai registri del film action, concentrandosi soprattutto sui momenti di maggior impatto visivo come quelli della gara di volo o dello scontro finale tra gli uccelli e le lucertole giganti. I falchi diventano dei veri e propri Top Gun, dei caccia da guerra che la macchina da presa segue da vicino, dall'interno dell'azione stessa.
Ma, a questa regia estremamente dinamica non si accompagna una sceneggiatura altrettanto agile. La storia del falco Kai è quella tipica del romanzo di formazione: il giovane, in contrasto con il padre, lascia il nido per trovare la propria libertà, alla ricerca d'avventura e alla scoperta del mondo oltre i confini sicuri del proprio “giardino”, imparando a volare con le proprie ali e, quindi, acquistando la sua identità da adulto. Un percorso che lo porterà alla comprensione degli altri, su tutti il padre, e all'acquisizione di un'importante lezione: solo collaborando con gli altri e fidandosi di loro si può vincere. Ma, nonostante il soggetto venga sviluppato con chiarezza, seppure con una certa fretta in alcuni momenti di passaggio, la sceneggiatura cade spesso in trappole retoriche, soprattutto nei dialoghi fin troppo trasparenti nei loro intenti edificanti. Il messaggio, allora, è scoperto sin dall'inizio del film, oscurando in parte il divertimento e il forte coinvolgimento offerti dalla regia.

Titolo originale: Zambezia

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Regia: Wayne Thornley

Interpreti (voci originali): Jeremy Suarez, Samuel L. Jackson, Abigail Breslin, Jeff Goldblum, Leonard Nimoy, Jim Cummings, Noureen DeWulf, Richard E. Grant

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Origine: Sudafrica, 2012

Distribuzione: Moviemax

Durata: 85'