Zombieland – Doppio colpo, di Ruben Fleischer

Dieci anni è un periodo di tempo considerevole per qualunque essere umano ma che nel caso dell’industria cinematografica equivale ad un’era geologica. Nel 2009 Benvenuti a Zombieland ebbe un buon successo di critica e pubblico e sembrava logico, anche alla luce della volontà del cast, capitalizzare al più presto questo gruzzolo d’entusiasmo con un sequel. A seguito di varie traversie produttive Ruben Fleischer è riuscito però solo dopo una decade a riunire la sua squadra di lavoro per Zombieland – Doppio colpo, in uscita nelle sale italiane dal 14 Novembre dopo il passaggio all’ultimo Trieste Science+Fiction Fest.

Era quindi forte il rischio di arrivare commercialmente fuori tempo massimo con un prodotto che già nel suo antecedente era pregno di una struttura derivativa a forte biodegradabilità. Questo sequel riesce ad evitare il pericolo insistendo con orgoglio proprio sulla sua natura replicante. Il regista statunitense sembra aver preso da Columbus, il protagonista del suo dittico, la stessa capacità di adattamento all’apocalisse (l’avvento delle piattaforme di streaming ma anche una carriera che dopo il brillante esordio è girata spesso a vuoto), consapevole che per sopravvivere ai morti viventi (gli insuccessi al botteghino) bisogna ancora una volta fare affidamento sulla propria competenza nerd (la brillante re-interpretazione dei codici di genere).

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Zombieland – Doppio colpo sin dal titolo il cui senso è intuibile solo da chi ha visto il primo film è un moderato aggiornamento della formula originale, una patch che risolve i bug di Benvenuti a Zombieland attraverso qualche miglioria grafica che sfrutta questa volta a pieno dovere il potente motore del processore. La Sony infatti mostra di credere pienamente nel progetto riuscendo a convincere il premio Oscar Emma Stone a tornare come comprimaria e soprattutto concedendo l’uso dei suoi marchi (tra le classificazioni dei nuovi zombie troviamo l’Homer di simpsoniana memoria e il T-800 della saga di Terminator) per importanti risvolti di trama.

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Gli sceneggiatori Rhett Reese, Paul Wernick e David Callaham fanno intraprendere ai propri personaggi un altro folle viaggio all’interno di desolati Stati Uniti d’America senza curarsi di fornire nuove coordinate alla mitologia soggiacente: non vengono esplicate le cause del contagio né vengono fatte intravvedere soluzioni a lungo raggio. Insomma, si gira ancora una volta in tondo accontentandosi di occupare abusivamente la Casa Bianca o realizzare il sogno di una vita provando a visitare la Graceland di Elvis Presley. L’opposizione all’aggressione del morto vivente che cerca di divorare chi ha l’arroganza di resistere all’universalità del disastro è fatta, come insegna una delle 73 regole di Columbus, attraverso il godimento delle piccole cose. Anche perché in un mondo che muore inesorabilmente tutto perde di significato e la risata, anche becera, anche grossolana, rimane il miglior modo di affermare la tenuità di un’esistenza degna di essere vissuta.

 

Come nel caso di Little Rock, interpretata da un Abigail Breslin che racchiude sul suo corpo i repentini mutamenti dell‘esplosione adolescenziale, che consapevolmente si prende una sbandata per un velleitario artistoide hippy, affermando così il diritto/dovere all’errore tipico della sua età. In Zombieland – Doppio colpo la violenza delle frequenti uccisioni ad alto tasso splatter non intacca mai i rapporti tra i personaggi che rimangono liberi di litigare per le inezie o avere rapporti sessuali con individui il cui cervello difficilmente verrà mangiato dagli zombie dato che sembrano non averlo.
La scalcagnata famiglia capitanata da Tallahassee (il cui badassico love interest Nevada consente a Rosario Dawson di rinnovare il suo esplosivo culto erotico) condivide col regista Ruben Fleischer proprio questa refrattarietà al mutato contesto sociale. Il rischio per il regista è però quello di sopravvivere solo all’interno delle divertenti e orrorifiche lande di Zombieland.

Titolo originale: Zombieland: Double Tap
Regia: Ruben Fleischer
Interpreti: Emma Stone, Woody Harrelson, Jesse Eisenberg, Abigail Breslin, Zoey Deutch, Rosario Dawson, Bill Murray, Avan Jogia, Dan Aykroyd, Thomas Middleditch, Luke Wilson
Distribuzione: Sony Pictures Italia / Warner Bros. Pictures Italia
Durata: 99′
Origine: USA, 2019

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