CANNES 61 – ''Volevo fare un film che non uscisse dai muri della scuola''. Incontro con Laurent Cantet

cantetIl film e’ stato selezionato molto tardi. Come ha vissuto questa attesa?
Non sono stati momenti facilmente gestibili. Ma e’ stato molto bello quando abbiamo ricevuto la telefonata dal Festival. Sarebbe anche grottesco far pensare che in fondo noi registi non ci teniamo a partecipare ad un festival così prestigioso.
Come e’ nata questa trasposizione?
Avevo bisogno di un film che non uscisse dai muri della scuola.
Perche’ ha lavorato insieme all’autore del romanzo?
Avevo bisogno di uno sguardo che venisse dall’interno. Il rapporto di François con il suo mestiere e i suoi allievi era assai singolare, costituiva una parte non scorporabile dal film. François mi ha aiutato poi anche a darmi dei suggerimenti su alcune scene e su alcuni passaggi del progetto.
Ha montato un atelier nella scuola dove ha girato…
Ci incontravamo tutti i mercoledi’ in atelier dell’improvvisazione alla scuola che ci permetteva di tastare le situazioni che avevamo immaginato. Abbiamo aperto l’atelier a tutti i volontari delle classi. Così abbiamo trovato i 25 allievi per il film. Abbiamo invitato anche i professori a partecipare per riflettere insieme su questa proposta di film
Perche’ Begaudeau nel ruolo del professore?
Era l’unica soluzione, perche’ non ho visionato nessuno che potesse coprire quel ruolo. In piu’ tra di noi si e’ creato anche un ottimo rapporto di amicizia
Prossimi progetti?
Ho un progetto per la televisione sulla vita dei sans-papiers in Francia, ma aspetto soprattutto di completare questa avventura prima di rimettermi veramente a lavoro.

Festival de Cannes