DVD – "Il Vero e il Falso", di Eriprando Visconti

il vero e il falsoSebbene non privo di evidenti difetti e debolezze, Il Vero e il Falso è, ben oltre il suo impianto da film processuale, una coraggiosa panoramica sulla grettezza e sull’amoralità dell’Italia di provincia. Per questo riesce ad essere stranamente attuale. L’edizione in DVD curata da Medusa Home Entertainment è sfortunatamente priva di approfondimenti, che avrebbero giovato ad un film così poco conosciuto
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il vero e il falsoAnno: 1972
Durata: 99’
Distribuzione: Medusa Home Entertainment
Genere: Drammatico
Cast: Terence Hill, Paola Pitagora, Adalberto Maria Merli, Pietro Tordi, Martin Balsam, Shirley Corrigan
Regia: Eriprando Visconti
Formato DVD/Video: 1,33:1
Audio: Italiano Dolby Digital 5.1
Sottotitoli: Italiano per non udenti
Extra: Presentazione, Cast artistico, Cast tecnico, Credits
 
 

 

IL FILM
Latina. La baracca in cui vive la yugoslava Norma Zejzler prende fuoco. Il cadavere carbonizzato trovato all’interno risulta essere quello della donna. Le indagini rivelano presto che si tratta di un incendio doloso e non di un incidente. Una giovane insegnante, Luisa Santini, viene accusata dal Pubblico Ministero Torrisi dell’omicidio: il movente sarebbe, secondo l’accusa, la gelosia della donna verso la vittima. Luisa è infatti la moglie di Claudio Santini, da tempo amante della Zjezler. Lei continua a professarsi innocente, ma nonostante la strenua difesa dell’avvocato Marco Manin, viene condannata a dieci anni di carcere.
il vero e il falsoTutto sembra chiaro, il caso sembra risolto, Torrisi nel frattempo, anche grazie ai risvolti mediatici del processo a Luisa, ha fatto carriera, mentre Manin, che non s’è mai arreso alla colpevolezza della donna, aspetta con trepidazione la sua uscita dal carcere. Luisa esce dopo aver scontato la sua pena e incontra Norma Zejzler. E’ a Roma, dove vive con una falsa identità. Insieme a Claudio Santini. Luisa la segue, la aspetta per affrontarla. E la uccide. Per la seconda volta, secondo la legge che l’aveva già giudicata colpevole dieci anni prima.
Interessante e coraggioso nonostante i non pochi difetti, Il Vero e il Falso cerca di postulare una domanda, di portarla avanti con tutte le sue logiche e illogiche conseguenze. Senza cercare di rispondere. E questo è con molta umiltà il suo maggior pregio. Dunque che cosa succede se si uccide la stessa persona per la “seconda volta”? Se si è stati condannati ingiustamente per un omicidio non commesso? Se si è vittime di un errore giudiziario?
Molto prima che in Italia impazzasse la malafede e la superficialità del garantismo opportunista post-Tangentopoli tipico degli ultimi quindici anni di dibattito politico, Eriprando Visconti racconta una vicenda piccola, una storia di provincia molto simile al dramma pirandelliano del siciliano Paolo Gallo, condannato negli anni ’60 per l’omicidio del fratello, in realtà mai avvenuto. E’ evidente nella sceneggiatura, firmata dallo stesso Visconti con Luigi Malerba, la presenza di un’inquietudine nuova. La cultura giuridica italiana negli anni ’60 si scontra con i cambiamenti in atto nella società e mette in discussione le sue certezze. Nella città di provincia del Centro Sud, la Littoria inventata e costruita dal fascismo, il dramma personale di una donna tradita si scontra con la pochezza morale e il bieco egoismo illetterato del marito parvenu e con la freddezza vuota, spietata e priva di coscienza della giovane e ossigenatissima arrivista venuta dall’Est. L’idealista Luisa è vittima dei due amanti rapaci che vengono protetti dalla legge. Kafka e Sciascia si incontrano nelle immagini distaccate e equidistanti di Visconti, nel paradosso processuale diviso in due tempi. Nella figura del Pubblico Ministero Torrisi, grigio esempio di gretta ambizione provinciale.
il vero e il falsoCome si diceva non mancano certo i difetti. Il Vero e il Falso sembra essere, sin dal titolo poco incisivo, un film nel quale lo stesso regista ha creduto poco. Si sente la mancanza di uno slancio deciso, come se Visconti si fosse auto-imposto un’eccessiva distanza nel raccontare i fatti. Le immagini sono prevedibili e datate proprio per questa mancanza di fantasia.
Eppure c’è un nervosismo che scorre sotterraneo, un’isteria subliminale nella staticità che in qualche modo ricorda i melodrammi costipati di Douglas Sirk. Il non detto e il non visto, sintomi intellegibili di un’esplosione imminente. E’ il tentativo valorosissimo di dare immagine all’eterogenea e impercettibile provincia italiana. Al marcio che si cela sotto le sue molteplici spoglie.
Sino ad allora, e siamo nel 1972, solo Antonioni era riuscito a rivelare l’anima nera della provincia profonda, le sue miserie, l’amoralità serpeggiante, la crudeltà coperta da perbenismo. Visconti adotta lo stesso stile “freddo”, la stessa distanza della macchina da presa, i tempi lunghi delle inquadrature per raccontare un altro pezzo d’Italia. La Latina di Il Vero e il Falso non è una città di spazi esterni. E’ fatta di interni inconsapevolmente pacchiani e pretenziosi. Di salotti carichi di auto-celebrazione.
Tutto è stato fagocitato, divorato da una nuova tipologia sociale, dal cannibalismo carrierista post boom economico. Primi esemplari umani del nuovo vuoto che avanza. A Visconti e a questo suo film così poco conosciuto va il merito di aver raccontato l’Italietta carnivora purtroppo inspiegabilmente occultata da molto cinema nostrano.
Gli attori sono tutti molto bravi. Terence Hill e Paola Pitagora sono perfetti.
 
 
il vero e il falsoIL DVD
Pare che lo stesso Visconti fosse poco soddisfatto di Il Vero e il Falso proprio a causa delle scelte fotografiche, dei colori e delle luci. In effetti c’è un eccessivo viraggio al marrone che appiattisce le immagini senza dare risalto alle singole intuizioni. E in un film che si svolge prevalentemente in interni, e spesso in interni di tribunali e carceri, questa scelta risulta poco felice e visivamente stancante. La versione in dvd non sembra fare molti sforzi per migliorare la situazione. Le immagini non sono molto pulite, spesso la fotografia è sgranata ed insicura. L’audio è discreto.
E’ un gran peccato che i contenuti extra siano così poveri. La presentazione del film, i due cast e i credits sono tutto quello che quest’edizione di Medusa Home Entertainment offre. E’ un peccato perché si sarebbe potuta sfruttare la poca fama del film per arricchire il dvd con interviste e contributi sul regista, sulla realizzazione del film e sui protagonisti.
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