Jia Zhangke: la violenza come sola possibilità

Jia Zhangke Il regista cinese, già Leone d’Oro per Still Life nel 2006, oggi in sala con Il tocco del peccato, un film sulle tensioni sotterranee della Cina di oggi, premiato per la sceneggiatura a Cannes 2013, ha rilasciato un’intervista nella quale ha dichiarato: "Le riforme sociali iniziate alla fine degli anni Settanta hanno avuto un grande impatto su tutti i cinesi. Hanno fatto sì che la Cina diventasse la seconda potenza economica mondiale, ma hanno portato anche al radicalizzarsi delle disparità tra ricchi e poveri e la corruzione dilagante, problemi che hanno sviluppato nella gente il sentimento di ingiustizia. Negli ultimi due o tre anni, gli episodi di violenza sono aumentati, tuttavia la società sembra non accorgersene".
 
E ancora, "Dopo aver montato il film, mi sono accorto che il problema della violenza è anche manifestazione di una impossibilità di risolvere altrimenti i problemi insorti con le riforme, di una incapacità di comunicare con gli altri. La violenza diventa l'unica forma di espressione. Prenderne coscienza mi ha molto rattristato. In questa epoca di Internet, possiamo esprimerci con ogni mezzo, ma non è detto che la nostra voce sia ascoltata da qualcuno, non è neanche detto che qualcuno la senta, questo è il problema. Così ho deciso di fare un film, che faccia sentire queste voci".
 
E poi, Jia Zhangke rivela il suo prossimo progetto: sarà il suo primo film in costume, ai tempi della la dinastia Qing. (e.c.)