LIBRI DI CINEMA – "Il cinema dopo il cinema"


Il cinema americano dell’ultimo decennio è talmente permeato dagli avvenimenti, dalle ossessioni e dalle contraddizioni degli anni Duemila da assumere caratteristiche specifiche: Roy Menarini le individua attraverso dieci itinerari, accostando efficacemente riflessioni sull’evoluzione di determinati generi, sugli autori fondamentali del decennio e su alcune costanti della produzione hollywoodiana degli ultimi anni. Le Mani

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Dieci idee per il cinema americano

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Il cinema dopo il cinema. Dieci idee per il cinema americano 2001 – 2010
Roy Menarini
Le Mani Editore
Aprile 2010
pp. 128 – € 12
 
 
Non è a un ipotetico tramonto del cinema che rimanda il titolo del saggio di Roy Menarini (o meglio di entrambi i saggi, visto che l’autore lo ha concepito insieme all’altro volume, Dieci idee per il cinema italiano), ma al cambiamento radicale che ha investito il mezzo espressivo primario del Novecento, calato in un contesto mediale in continua evoluzione che ne ha moltiplicato gli strumenti di fruizione e mutato l’approccio dello spettatore, senza metterne per altro in discussione lo statuto sociale e culturale. Un cambiamento ancora in corso che è impossibile prendere in considerazione prescindendo dagli avvenimenti, dalle ossessioni e dalle contraddizioni degli anni Duemila. Il cinema americano dell’ultimo decennio ne è talmente permeato da assumere caratteristiche specifiche; non a caso la periodizzazione scelta dall’autore non risponde solo a un criterio cronologico ma anche e soprattutto simbolico: il 2001, segnato dalla discussa elezione di Bush e dalla tragedia dell’11 settembre, e il 2010, contraddistinto dalla crisi economica e dall’inaspettata vittoria di Obama, delimitano un arco di tempo che il cinema statunitense ha sedimentato e interpretato, dando a sentimenti ed emozioni forme stilistiche e narrative.
Ogni capitolo del volume si concentra su un tema diverso ed è completato da un elenco di dieci film e di dieci letture (sempre appartenenti alla produzione editoriale e cinematografica degli anni Duemila) che offrono spunti di approfondimento su quanto trattato nelle pagine precedenti. In questa struttura “leggera”, pensata con intenti divulgativi ma senza rinunciare alla critica, Menarini riesce ad accostare efficacemente riflessioni sull’evoluzione di alcuni generi (la fortuna del fantastico più immaginifico e simbolico a discapito della fantascienza tradizionale, la rinascita dell’horror nelle forme estreme del torture porn) a itinerari sintetici sugli autori fondamentali del decennio: da quelli attesi al varco degli anni Duemila e usciti ingigantiti (Tarantino), a quelli impegnati in una rilettura della contemporaneità e del tessuto sociale del paese (Eastwood), dagli autori che costantemente si interrogano sugli statuti dell’immagine (Mann e De Palma), agli ex registi di videoclip che hanno dimostrato un’ispirazione cinematografica realmente significativa (Gondry e Jonze), fino al vero “cinema dopo il cinema”, l’INLAND Empire lynchano. Altre “idee”, o percorsi, del volume riguardano alcune costanti del cinema americano dell’ultimo decennio, a cominciare dalla riflessione ripetuta e multiforme sul concetto di identità: quella di una nazione che può apparire irrimediabilmente perduta, incompresa dai suoi stessi custodi (Non è un paese per vecchi), dimentica del suo territorio e dell’antico rapporto tra comunità e natura (Into the Wild), ostaggio di rigurgiti isolazionisti (la comunità di Springfield imprigionata da una cupola in plexiglass ne I Simpson – Il film) o di gigantesche finzioni sociali (il simulacro di villaggio storico di The Village), bisognosa di una rinascita che porti ad accettare e ad aprirsi a una nuova America, persino a sacrificarsi per essa (Gran Torino).
Punto di approdo dell’analisi sul decennio “in cui il cinema doveva morire e non è morto” – e in cui l’industria hollywoodiana ha tentato di integrare i nuovi media nel proprio sistema narrativo e iconografico – è, prevedibilmente, l’Avatar di Cameron: “quel marine storpio, chiuso in una bara a sognare se stesso mentre scorrazza su verdi prati attraverso un corpo libero e potenziato, somiglia tanto a noi spettatori, seduti in sala, perplessi, in attesa di capire cosa ci porterà in dote il nuovo decennio”.
 
 
Indice
 
Introduzione
Capitolo I – Cinema, storia, identità
Capitolo II – 11 settembre 2001. Cinema e film
Capitolo III – Post-11 settembre 2001. Cinema e film
Capitolo IV – Generi cinematografici I: il macrogenere fantastico
Capitolo V – Generi cinematografici II: generi in transito
Capitolo VI – Autori in America: i maestri
Capitolo VII – Autori in America II: “novi e novissimi”
Capitolo VIII – Serialità e moltiplicazione: cinema (americano) infinito
Capitolo IX – Questione di stile: Hollywood, studios, indipendenti
Capitolo X – Dopo il cinema? Film e new media
Indice dei nomi e dei film
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