3/12/2002 – Cinema USA d'avanguardia a Roma

"Il cinema visionario di P.Adams Sitney" è il titolo della rassegna che il Filmstudio di Roma organizza dal 4 al 16 dicembre, per mostrare un panorama del cinema d'avanguardia americano. I classici del genere – tutti in pellicola – costituiscono una vera rarità e realizzano il sogno di chi sia alla ricerca di nuovi linguaggi espressivi per questa forma d'arte.



Segue l'articolato programma completo:


IL CINEMA VISIONARIO
DI P. ADAMS SITNEY
panorama del cinema
d'avanguardia americano


Roma, Filmstudio 2
dal 4 al 16 dicembre 2002
Frammenti di paradiso sulla terra



Programma 1: TRANCE E RITUALE
Il senso profondo del mistero, la concentrazione spazio-temporale, gli sdoppiamenti del personaggio, l'innocuità del mondo esteriore in cui evolve la protagonista conferiscono ai film di Maya Deren, figlia di uno psicanalista, un'aura particolare. La protagonista, l'autrice stessa, sembra muoversi in un mondo di sogno in cui dominano l'incubo, la trance e il torpore, un mondo fluido e virtuale di libere associazioni e di ellissi temporali di cui sarà erede diretto David Lynch.


– MERCOLEDÌ 4 DICEMBRE: ore 19,00 e 20,45
e GIOVEDÌ 5 DICEMBRE: ore 18,15
Meshes of the Afternoon di Maya Deren
co-realizzazione: Alexander Hammid; musica:Teîji Ito;
con: Maya Deren.
(1943, b/n, sonoro, 13')


At Land di Maya Deren; con: Maya Deren.
(1944, b/n, muto, 15')


Ritual in Transfigured Time
di Maya Deren; con: Maya Deren, Anaïs Nin.
(1946, b/n, silenzioso, 15')


The Potted Psalm
di James Broughton e Sidney Peterson
(1947, b/n, silenzioso, 25')


The Lead Shoes
di Sidney Peterson
(1949, b/n, sonoro,18')


 


 


 


Programma 2: Dalla trance al mito
L'erotismo sulfureo e l'esoterismo demoniaco dei film di Kenneth Anger non sono che una delle dimensioni presenti in questa opera culto, ammirata da Stan Brakhage ma anche  da Federico Fellini, Martin Scorzese e da Rainer Werner Fassbinder. I rituali iniziatici, i simboli ambivalenti, l'universo magico e la musica avvolgente sono presenti soltanto per rompere le convenzioni e i cliché della cultura americana. L'eccesso nei film di Anger è il risultato di una "sensualità estrema" che, come afferma P. Adams Sitney "investe il cinema: l'immagine filmica diventa essa stessa oggetto sessuale, anche se il tema del film non è esplicitamente erotico."


– MERCOLEDÌ 4 DICEMBRE: ore 22,30
– GIOVEDÌ 5 DICEMBRE: ore 20,00
e VENERDÌ 6 DICEMBRE: ore 20,00
Inauguration of the Pleasure Dome
di Kenneth Anger
fotografia: K. Anger; musica: Janacek
con: Samson De Brier (Lord Shiva, Osiride, la Grande Bestia), Cameron (la Donna Scarlatta, Kali), Katy Kadell (Iside), Renata Loome (Lilith), Anaïs Nin (Astarte), Paul Mathison (Pan), Curtis Harrington (schiavo), K. Anger (Ecate), Peter Loome (Ganimede).
(1954-1978, colore, sonoro, 39')


Scorpio Rising
di Kenneth Anger;
fotografia: K. Anger
musica: Little Peggy March, The Angels,
Bobby Vinton, Elvis Presley, Ray Charles.
con: Bruce Byron (Scorpio), Johnny Sapienza (Taurus), Frank Carifi (Leo).
(1963, colore, sonoro, 31')


Invocation of my Demon Brother
di Kenneth Anger; fotografia: K. Anger;
musica: Mick Jagger (moog synthesizer).
con: Lenore Kandel (la diaconessa), William Beutel (il diacono), K. Anger (il mago), Anton Szander La Vey (Satana),    Bobby Beausoleil (Lucifero).
(1969, colore, sonoro, 11')


 


 


 


Programma 3: Dalla trance al mito 2
L'opera raffinata e elaborata di Gregory Markopoulos,         in cerca di nuove forme narrative di cui è espressione         la modernità di Twice a Man, ha ispirato le pagine più belle di Raffaele Milani:
I film di Markopoulos sono sapientemente costruiti dall'incontro di influenze culturali più disparate: dalla pittura alla letteratura, dal cinema stesso (rivisitato) alla poesia, che trovano nello spazio dello schermo, colpito dal pensiero in esso ritratto, un accostamento coerente e sofisticato.         La dimensione cosi creata è un originale eclettismo, una suggestiva raccolta dei più diversi segni… Il cinema            di Markopoulos è oggettivazione del pensiero. La realtà del film non ha contatti con la realtà fisica; la pellicola contiene lo scorrere delle cose-idee come rappresentazione del-l'attività della mente ed appare come il corso d'acqua nel quale l'autore può specchiarsi nelle sembianze di Narciso per fare rivivere ricordi e mitologie. Pur conservando uno stato fenomenico l'opera è, allo stesso tempo, vita del passato che si nasconde in noi, forza della creazione che   si esprime in molteplici forme, energia in mutamento.


– GIOVEDÌ 5 DICEMBRE: ore 21,45
e VENERDÌ 6 DICEMBRE: ore 21,45


Swain
di Gregory J. Markopoulos;
tratto liberamente dal racconto Fanshawe di Nathaniel Hawthorne
con: G.J. Markopoulos (il protagonista Swain), Mary Zelles (la moglie).
(1950, colore, sonoro, 20')


Ming Green
di Gregory J. Markopoulos; dedicato a Stan Brakhage
musica: Richard Wagner
(1966, colore, sonoro, 7')


Twice A Man
di Gregory J. Markopoulos;
dalla storia di Ippolito.
musica: Tchaïkowsky, Manfred Symphonie.
(1963, colore, sonoro, 47')


 


 


 


Programma 4: IL CINEMA LIRICO
Dog Star Man è un punto di riferimento essenziale sia dell'opera di Stan Brakhage sia della storia del cinema d'avanguardia americano. Nella sua ricerca visionaria e nella sua lotta contro la natura, l'autore mostra la vertigine delle sue sensazioni facendo subire alla pellicola una serie di trasformazioni inaudite (sovrimpressioni, collage, pitture applicate direttamente a mano, movimenti della cinepresa, obiettivi anamorfizzati etc). Il lirismo che emana è all'altezza dell'intenzione: riprendere il cinema dalle sue radici, fargli sputare le viscere, farlo accedere al più alto livello delle arti.


– SABATO 7 DICEMBRE: ore 18,55 e 20,40
e DOMENICA 8 DICEMBRE: 17,40


Dog Star Man
di Stan Brakhage. (1961-64, colore, silenzioso, 78')
Prelude   (1961)  colore, silenzioso, 25'
Parte 1    (1962)   colore, silenzioso, 30'
Parte 2    (1963)   colore, silenzioso, 6', 30"
Parte 3    (1963)   colore, silenzioso, 7', 30"
Parte 4    (1964)   colore, silenzioso, 6'


Castro Street
di Bruce Baillie
(1966, colore, sonoro, 10')


 


 


 


Programma 5: ANIMAZIONE PURA E CINEMA GRAFICO
L'energia contenuta nei film di Len Ley o di Harry Smith non deve nulla all'animazione classica. Al contrario, i loro film sono costruiti su tecniche prettamente cinematografiche e rifiutano ogni genere di mimetismo. La pittura applicata direttamente sulla pellicola, il montaggio sincopato e le tecniche di mascheramento conferiscono ai colori e ai ritmi dimensioni inedite. Il distacco dalle tecniche classiche di animazione a favore di spazi e ritmi inusitati è perseguito con brio nell'opera iconoclasta di Robert Breer, e in quella sofisticata di Larry Jordan, futuro collaboratore di Joseph Cornell.


– SABATO 7 DICEMBRE: ore 22,30
e DOMENICA 8 DICEMBRE: ore 19,30 e 21,00


Trade Tattoo
di Len Lye. (1936, colore, sonoro, 5')


Early Abstractions n° 1, 2, 3, 4, 5, 7, 10
di Harry Smith. (1939-1956, colore, sonoro, 22')


Fist Fight – di Robert Breer
musica: Karlheinz Stockhausen, dal suo testo teatrale Originale.
(1964, colore, sonoro, 11')


Fuji
di Robert Breer. (1973, colore, sonoro, 10')


77
di Robert Breer. (1977, colore, sonoro, 10')


Duo Concertantes
di Larry Jordan. (1964, bianco e nero, sonoro, 9')


Our Lady of the Sphere
 di Larry Jordan. (1969, colore, sonoro, 10')


 


 


 


Programma 6: COLLAGE. GEOMETRIA COSMICA
COLLAGE
Il genio di Joseph Cornell, artista stimato e amato da   André Breton, traspare sia nelle sue scatole-collage sia    nei suoi film. Negli anni Trenta Rose Hobart inaugurava    già un genere, il riciclaggio delle immagini, che troverà       la sua piena espressione negli anni Sessanta con i film       di Bruce Conner o di Stan VanDerBeek, per esempio,        e, più vicino a noi, con la tecnica del "sampling" utilizzata             in musica come nel cinema. Ciò detto, l'atmosfera irreale    e ammaliante che emana da Rose Hobart non troverà equivalenti; il film rimane una perla nell'oceano cinemato-grafico. In seguito, il riciclaggio preferirà di gran lunga         la satira, politica o sessuale.


GEOMETRIA  COSMICA
Negli anni '60, l'arrivo dei tecnici elettronici e l'eccessivo entusiasmo per le tecniche di " visualizzazione interiore " (meditazione orientale, droghe) produrranno una serie        di film straordinari. Alcuni autori creativi e geniali         (fratelli Whitney o Jordan Belson) ne approfittano per creare vere opere audio-visive fatte di particelle animate.


– DOMENICA 8 DICEMBRE: ore 22,30
e LUNEDÌ 9 DICEMBRE: ore 19,30 e 21,00


Rose Hobart
di Joseph Cornell
(1936-39, colore, sonoro, 20', 18 fot./sec.)


Science Friction
di Stan VanDerBeek
(1959, colore, sonoro, 10')


Yantra
di James Whitney
(1950-57, colore, sonoro, 8')


Lapis
di James Whitney
Realizzato su computer analogico con l'accompagnamento di un raga indiano.
(1963-66, colore sonore, 10')


Allures
di Jordan Belson
(1961, colore, sonoro, 7')


Arabesque
di John Whitney
(1975, colore, sonoro, 8')


 


 


 


Programma 7: APOCALISSI E RACCONTI PICARESCHI
La personalità di Jack Smith attraversa questa epoca come una cometa. Travestito malinconico, anarchico disincantato, impregna tutti i film nei quali recita o che realizza lui stesso, con una nota di trasgressione gioiosa. In grado di svelare la bellezza pure negli orpelli, nella polvere e nello stupro. Jack Smith è il primo artista a rivelarci che viviamo in una " immensa spazzatura " e che l'apocalisse ci aspetta al varco. Jack Smith, ossia quando l'arte è la vita fino in fondo.
– LUNEDÌ 9 DICEMBRE: ore 22,30
e MARTEDÌ 10 DICEMBRE: ore 19,10 e 20,50


Little Stabs at Happiness
di Ken Jacobs;
con: Jack Smith.
(1959-1963 colore, sonoro, 15')


Chumlum
di Ron Rice
con: Jack Smith, Beverly Grant, Mario Montez, Gerard Malanga.
(1964 colore, sonoro 26')


Flaming Creatures
di Jack Smith;
con: Francis Francine, Dolorès Flores (Mario Montez), Jack Smith
(1963, b/n, sonoro, 41')


 


 


 


Programma 8: L'INNOCENZA RITROVATA
La forza d'analisi di Ken Jacobs ha il potere di risvegliare     i morti. Che cosa c'è dunque dietro questi "fantasmi" fissati dietro la pellicola. Attori di una desueta recita buffa? Ombre di una materia in decomposizione, ma anche delle micro- storie nascoste nella gelatina. Tom Tom di Ken Jacobs è un film didattico, senza parole, con i mezzi del cinema. La versione originale del film del 1905 è presentata due volte, alla fine e all'inizio. Tra le due, la nostra percezione è stata resa più acuta come se fosse stata rinnovata e arricchita.


– MARTEDÌ 10 DICEMBRE: ore 22,30
e MERCOLEDÌ 11 DICEMBRE: ore 17,25 e 19,35


Tom, Tom The Piper's Son
di Ken Jacobs.
(1969-'71, b/n, muto, 115')


 


 


 


Programma 9: IL DIARIO FILMATO
Se Jonas (Mekas) non esistesse, bisognerebbe inventarlo. Mekas, nato in Lituania nel 1922 e costretto all'esilio negli USA, è con Walden l'inventore del diario filmato. Poeta     ed eroe della contro-cultura americana, Mekas celebra nei suoi film il mondo e l'amicizia e cerca anche di medicare la ferita restata sempre sanguinante, la perdita delle origini. Immenso affresco dell'ambiente artistico newyorchese degl'anni'60, Walden, è un film essenziale.


– MERCOLEDÌ 11 DICEMBRE: ore 21,45
e GIOVEDÌ 12 DICEMBRE: ore 19,15


Walden
(Diaries, Notes and Sketches)
di Jonas Mekas;
con: Jonas Mekas, Carl Th. Dreyer, Stan Brakhage, Timothy Leary, Gregory Markopoulos,
Allen Ginsberg, Andy Warhol, Barbet Schroeder,
Jack Smith, Nico, Velvet Underground, Hans Richter, Shirley Clarke, Jus Yalkut, Peter Kubelka,
Michael Snow, John Lennon, Yoko Ono…
(1964-69 colore, sonoro 180')


 


 


 


Programma 10: IL CINEMA STRUTTURALE
La lunga zoomata in avanti di 45 min. di Wavelenght percorre di fatto un arco di  cerchio, è il ritorno del cinema su se stesso. Nessun protagonista, nessuna storia, nemmeno mitica: il solo frammento di narrazione 'significativo è l'evocazione fuori campo a metà film di un corpo lasciato come morto, certamente quello del cinema, almeno del cinema come era prima. Il cinema rinasce come stato puro del pensiero preso nella materia.
Wavelenght è il primo grande film di Michael Snow, artista alla cui opera proteiforme (pittura, scultura, musica, cinema, fotografia, video, computer, olografia, installazioni etc.) oggi è dato il giusto valore ed è riconosciuta come una della più importanti degli ultimi trenta anni. The Flicker, invece, rappresenta il prototipo del film 'stroboscopico', basato sull'effetto 'flicker', cioè sullo sfarfallio: trenta minuti in cui si è abbagliati.
– GIOVEDÌ 12 DICEMBRE: ore 22,30
e VENERDÌ 13 DICEMBRE: ore 19,30 e 21,00


Wavelenght
di Michael Snow;
con: Amy Taubin, Hollis Frampton, Joyce Wieland.
(1966-'67, colore, sonoro, 45')


The Flicker
di Tony Conrad; musica elettronica: T. Conrad
(1966, b/n, sonoro, 30')


 


 


 


Programma 11: IL CINEMA STRUTTURALE 2
E se nei film non vi fosse niente (nothing) da vedere? E se il cinema non veicolasse che false immagini che bisogna imparare a leggere e a decodificare? (what's wrong with this picture?). Certo, una grande parte del cinema d'avanguardia si impegna a questo compito di decostruzione, ma è raro che lo faccia con la perspicacia, lo humour e con l'esattezza di questi tre cineasti.
L'energia della lampada si consuma nella declinazione della parola n:o:t:h:i;:n:g, la luce proviene certamente da altrove. Film in Which… è un sollevamento di polvere alla maniera di Duchamp. Quanto alla dimensione ironica e perturbante degli spostamenti formali e linguistici di nostalgia, essa trasforma ogni autobiografia in un'illusione, un adescamento esorcizzato qui dal "fuoco".
– VENERDÌ 13 DICEMBRE: ore 22,30
e Sabato 14 DICEMBRE: ore 19,20 e 20,55


N: O:T: H: I: N: G
di Paul Sharits. (1968, colore, sonoro, 36')


Film in Which There Appears Sprockets Holes, Edge Lettering, Dirt Particles, etc.
di Owen Land (George Landow)
(1965-66, colore, muto, 5')


What's Wrong With This Picture?
di Owen Land (George Landow). (1972, colore, sonoro, 5')


(nostalgia) Hapax Legomena 1
di George Landow
(1971, colore,  sonoro, 36')


 


 



Programma 12: MEDITAZIONE
Stan Brakhage ha costruito una delle opere più imponenti della storia del cinema. Oggi la sua filmografia ha raggiunto quasi trecento film. Da mezzo secolo egli incarna la figura del cineasta " visionario " per eccellenza, una sorta di Picasso del cinema che declina nella sua opera molteplici procedure e una gamma infinita di pratiche e di sensazioni.
– SABATO 14 DICEMBRE: ore 22,30
e DOMENICA 15 DICEMBRE: ore 19,30 e 21,00


Visions in Meditation  di Stan Brakhage
(1989-1990, colore, silenzioso e sonoro, 74')
Visions in Meditation 1 (1989, colore, silenzioso, 20')
Visions in Meditation 2: Mesa Verde
(1989, colore, silenzioso, 17')
Visions in Meditation 3: Plato's Cave
musica: Memory Suite di Rick Corrigan
(1990, colore, sonoro, 18')
Visions in Meditation 4: D. H. Lawrence
(1990, colore, silenzioso, 19')


 


 


 


 


Programma 13: LA FINE DEL XX° SECOLO
La fine del XX° secolo è caratterizzata da un'esplosione di proposte formali e tematiche: attrazione dell'invisibile, nella misura in cui il cinema può farci osservare fenomeni normalmente invisibili a occhio nudo (Dorsky); autobiografia sotto forma di autoanalisi (Friedrich); critica ironica e cruda delle immagini dominanti attraverso il " détournement " di documentari (Child) etc. Queste pratiche contemporanee dialogano sottilmente con quelle dei loro predecessori così come fa il giovane cineasta Phil Solomon che collabora con Stan Brakhage: dialogo tra generazioni.
– DOMENICA 15 DICEMBRE: ore 22,30
e LUNEDÌ 16 DICEMBRE: ore 20,50 e 22,30


Alaya  di Nathaniel Dorsky
(1976-1987, colore, silenzioso, 28', 18 fot/sec.)
Gently Down The Stream
di Su Friedrich. (1981, b/n, silenzioso, 14', 18 fot/sec.)
Mutiny di Abigail Child. (1982-83, b/n, sonoro, 10')
Elementary Phrases
di Stan Brakhage e Phil Solomon. (1994, colore, muto, 35')


 


 


Ingresso €    5,00
Ridotto  €    4,00
Tessera-abbonamento valida
per cinque ingressi  €  15,00


Filmstudio 2
via degli Orti d'Alibert 1/c
00165 Roma
(traversa di via della Lungara / Trastevere)
telefono 06.68192987 (dalle ore 16.00)
e-mail: ilfilmstudio@mclink.it