ASIAN FILM FESTIVAL 2011 – "Buddha mountain", di Li Yu (Concorso)

The Buddha mountain
The Buddha Mountain
di Li Yu sembra non sfuggire alla regola che caratterizza una larga parte del cinema asiatico che affronta, con costante frequenza, i temi della convivenza familiare. Ma la storia del film, dal vago sapore del cinema di Truffaut, fa emergere una componente metafisica alla quale affida il finale della storia. Il film della Yu parte dal disordine esistenziale per arrivare al misticismo e ad una scomparsa che non sembra rimandare ad una immagine di morte.  Miglior film dell'Asian Film Festival 2011

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The Buddha mountainFatso, Ding Bo e Nan Feng sono tre amici con storie familiari difficili alle spalle. I due ragazzi e la ragazza si stringono l’uno all’altro per superare i guai della vita in nome della loro solida amicizia. Saranno costretti a cercare casa e finiranno in quella della maestra Chang, già cantante nell’Opera di Pechino, avranno trovato la quarta componente del gruppo. Ma il dolore della maestra, come la sua età, è superiore a quello dei ragazzi e la sua scomparsa non sembra avere l’immagine della morte. Tutto si svolge sulla Buddha Mountain dove i quattro avevano aiutato un monaco a ricostruire un piccolo tempio buddista distrutto dal terremoto.

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La componente familiare è una costante quasi ossessiva del cinema asiatico a qualsiasi latitudine avvenga la sua realizzazione. The Buddha Mountain non sfugge alla regola e se da una parte, per più o meno rapide incursioni, il film ci racconta i drammi dei tre protagonisti, è anche vero che la convivenza dei tre giovani, segnata dal forte legame che li unisce, apre una differente possibilità rispetto al tradizionale concetto di famiglia. I segreti sentimenti d’amore di Nan Feng per Ding bo non incrinano i vincoli della struttura familiare, anzi, paradossalmente sembrano rafforzarli. Quando Nan Feng abbandona il gruppo, poiché crede di non essere ricambiata nei sentimenti che nutre verso Ding Bo, anche i rapporti tra Fatso e Ding Bo si fanno più difficili, quasi nel rispetto di taciuti e segreti patti non scritti tra i tre personaggi.

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La storia di Buddha Mountain si sviluppa in un crescendo che prende avvio da un principio di realtà molto forte che si radica in una quotidianità fatta di piccola violenza o di espedienti per sopravvivere, e progressivamente fa emergere una componente metafisica alla quale affida il finale della storia. Una virata inattesa, ma indolore, che si manifesta discretamente insinuandosi con eleganza tra le pieghe della storia. Una regia quella di Li Yu che sorprende per la sensibilità con cui riesce a trasformare il senso del racconto adattando le immagini alla spiritualità dei personaggi. I tre protagonisti, quasi come in un film di Peter Weir, legano il loro destino al misticismo dei luoghi e quel particolare episodio, nella solitudine della montagna di Budda, costituirà per ciascuno di loro, un punto di svolta e di non ritorno.

Le vite sregolate, ma non troppo, il piglio presuntuoso, ma non troppo, con il quale i tre affrontano il quotidiano,The Buddha mountain_1 spingono a chiederci quale sia la causa del loro parziale disordine esistenziale. Una ribellione senza causa che nasconde, invece, antiche angosce che trovano radice nelle singole storie familiari. Un male oscuro che impedisce ai tre di immaginare il proprio futuro, legati ad una asfittica quotidianità. I tre giovani scopriranno il dolore della loro padrona di casa per la prematura scomparsa del figlio. Da quel momento la donna farà parte del sodalizio e lo scopo per loro sarà quello di confortare quel dolore. È qui che si manifesta quel nuovo sguardo sulla vita per i tre ragazzi ed è qui che lo spettatore avverte il senso ultimo del film. Uno sguardo amaro sulla giovinezza, uno sguardo quasi truffautiano che si fa evidente non soltanto nella soluzione che vuole, contrariamente al pensiero dominante, nella giovinezza un periodo triste e complicato dell’esistenza, ma anche e soprattutto nel rapporto che lega i tre protagonisti, che se non può pienamente ricordare i personaggi di Jules e Jim ne ha il profondo sapore, racchiudendo in sé quel commovente senso di comunione che solo una forte amicizia sa concedere e che solo un forte legame riesce a fare nascere.

 

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