CANNES 65 – Incontro con Hong Sang-soo


Il cineasta coreano presenta in competizione In Another Country con protagonista Isabelle Huppert. Nel corso  della conferenza stampa parla della grande attrice francese, di come si sono incontrati, dell'uso dello zoom, dell'iniziale idea di un lungometraggio con un unica storia, del titolo e del suo rapporto ormai stretto con Cannes dove e' presente per l'ottava volta

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hong sang sooForse la scelta di Isabelle Huppert nel cast non e' stato un caso. Si puo' dire che lei e' il piu' francese tra i cineasti coreani?

Si, puo' essere vero. In effetti ci sono molti cineasti francesi che ammiro. Poi Isabelle Huppert e' un'attrice che rispetto enormemente, ci siamo incontrati per caso ed e' stato bello lavorare insieme.

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Lei crea sempre una complicita' con i suoi attori. Come e' entrata la Huppert nel suo mondo e il perche' di questa scelta?

Isabelle Huppert e' un'attrice che mi piace davvero tanto. Lei era  venuta a Seoul per una mostra fotografica. Io intanto, quando l'ho incontrata, stavo preparando il mio film che sapevo che si sarebbe girato a meta' luglio e dove era ambientato ma non di cosa avrebbe parlato. Abbiamo poi mangiato insieme, le ho parlato di questo progetto e le ho chiesto se le andava di partecipare e lei mi ha risposto di si. Certo, a quel punto ero anche un po' inquieto perche' si trattava sempre di un'attrice straniera.

Nel film e' frequente l'uso dello zoom e usate una tecnica spesso rifiutata da molti registi. A cosa risponde questa scelta stilistica?

Lo zoom lo utilizzo perche" e' una tecnica che, da lontano, mi permette di avvicinarmi ai volti degli attori. E poi mi consente anche di creare un ritmo all'interno della scena.

Questo film e' suddiviso come se fossero 3 cortometraggi. Ha in cantiere in futuro qualche corto e secondo lei che rapporto c'e' tra cortometraggio e lungometraggio?

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In Another Country
originariamente era un lungometraggio con una storia unica e non con tre cortometraggi che ho cercato di assemblare. Poi, per quanto riguarda la differenza tra corto e lungometraggio, il modo di pensare e realizzare il film e' lo stesso.

Lei e' a Cannes per l'ottava volta. Ormai ci dovrebbe essere abituato.

Per me e' sempre un grande onore essere a Cannes, mi emoziona e vengo sempre volentieri.

Perche' ha scelto di intitolare il film cosi'?

La mia intenzione e' stata quella di sottolineare il fatto che Anne si trovasse in un paese straniero. Spero che il pubblico possa condividere con lei questa sensazione di essere immersa in un universo sconosciuto.

Che reazione pensa che ci possano essere ai suoi film?

Faccio dei film ed e' normale che poi ci siano delle reazioni. Le ascolto ma non le analizzo. Dopo l'accoglienza del pubblico, si riparte daccapo e si gira un altro film.

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