CANNES 65 – Incontro con Kristen Stewart

kristen stewartArrivano sulla Croisette Kristen Stewart e Viggo Mortensen, impegnati nell’ultima fatica di Walter Salles, On the Road. La Bella della saga di Twilight interpreta la disinibita LuAnne Henderson, Marylou nel romanzo e nel film, moglie giovanissima di Neal Cassidy e da lui subito divorziata pur rimanendo a lungo la sua amante, mentre Viggo Mortensen è William S. Burroughs
 
 
Per prepararsi ad interpretare il ruolo Marylou, LuAnne Henderson nella vita reale, ti sei incontrata con sua figlia. Come è andata?
K.S. – La figlia di LuAnne è spesso venuta a trovarci. Io ho passato molto tempo con lei. Ma non è stata tanto il lavoro di ricerca a guidarmi. Il mio lavoro è una questione di emozioni e non necessariamente una ricerca sulla vita del personaggio che devo interpretare, un tentativo di svelarne lati nascosti. Quando ho sentito la sua voce registrata su dei nastri mi sono sentita veramente vicino a lei, l’ho sentita dentro di me. E questo è potuto succedere soprattutto grazie alla figlia.
 
Nella saga di Twilight interpreti un personaggio che non ha alcuna esperienza sessuale, come è stato invece confrontarsi con un personaggio molto più disinibito come Marylou? E perché hai voluto interpretarla?
K.S. – Avevo sedici o diciassette anni la prima volta che ho parlato del film con Walter Salles e subito abbiamo trovato un’intesa. Sono contenta che poi siano passati un paio anni prima di realizzare il film. Luanne aveva sedici anni quando ha iniziato questo viaggio e io a sedici anni ero più “piccola” di lei. Doveva passare ancora qualche anno perché potessi interpretarla. La ragione per cui ho voluto esser Luanne è perché questa donna ha stimolato qualcosa dentro di me, mi ha spinto oltre e io ho bisogno di spingermi oltre, farmi paura. Mi sono avvicinata a LuAnne, Marylou nel romanzo e nel film, cercando di sentirla vicino a me. Amo molto Marylou, è un personaggio che esplode sullo schermo, una figura di una vitalità incredibile. Ammiro LuAnne perché non ha mai venduto se stessa, non si è mai piegata. Lei era quello che era, prendere o lasciare. Non era una sua priorità far parte di quel viaggio, lei ha solo seguito le persone che amava. La sua non è una ribellione. Questo la rende completamente umana. Credo che il mio personaggio incarni veramente lo spirito del libro di Kerouac.
 
Cosa ne pensi del libro di Jack Kerouac?
V.G. – Ho riletto il libro prima di girare il film e mi sono accorto di quanto sia importante attuale, di quanto riesca a raccontare il nostro presente. Oggi i giovani sperimentano una sorta di rifiuto della realtà, della crisi economica, delle autorità. Cercano un modo per fuggire, per compiere anche loro un viaggio. Credo che questo sia un momento storico perfetto per questo film. Le persone della mia generazione, sia quelli che hanno letto il libro con una sorta di nostalgia che i giovani, non possono far altro che identificarsi con questo viaggio. Quello che amo del romanzo è che si presta a molteplici interpretazioni e a partire da questo Walter Salles è riuscito a creare qualcosa di nuovo con i personaggi del film.