#Cannes2019 – Once in Trubchevsk, di Larisa Sadilova

La regista russa torna dietro la macchina da presa dopo nove anni e sembra citare Konchalovskj. Lineare, leggero ma impermeabile alla sorte dei personaggi. Con un bel finale. Un certain regard

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Amori e tradimenti nel villaggio di Trubchevsk nella campagna russa contemporanea. L’autista di un camion ha una relazione clandestina con la sua vicina di casa che parte spesso per Mosca per vendere abiti di lana. I rispettivi coniugi iniziano a sospettare qualcosa.

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Frammenti di un cinema on the road dellaa cineasta russa Larisa Sadilova. Con Once in Trubchevsk firma il suo sesto lungometraggio a nove anni dal suo ultimo film, Sonny. Con sguardo attento mostra il tentativo di fuga dei due protagonisti in un paesaggio che appare immutabile. Che segue il corso delle stagioni. Dalla neve al sole. Entrano in gioco le fonti d’ispirazione della cineasta, a partire di quella dichiarata di Sergej Gerasimov. Ma, sotto un’altra angolazione, si avvertono gli echi degli umori di un certo cinema di Konchalovskij, in particolare La storia di Asja Kljacina che amò senza sposarsi. Soprtattutto per l’attenzione al personaggio femminile. La giovane contadina di kolchoz, che è anche ragazza madre ed è amata da due uomini protagonista di uno dei migliori film di Konchalovskj, si trasforma qui in una donna che cerca di sfuggire a un matrimonio infelice, oppressa anche dalla madre del marito che è uno dei personaggi più interessanti. Dove da una parte è l’immagine dell’impermeabilità del villaggio. Dall’altra il suo ossessivo legame viene trasformato in fonte di leggera comicità. Dove le sue battute diventano fulminanti. E sono proprio lei e la donna anziana che affitta l’appartamento alla coppia che possono apparire come le decisive cantastorie. I racconti della sua famiglia, della guerra e della sua sottomessa condizione di donna (“proteggiti la testa quando ti mena”) rappresenta forse l’impeto più felice di un cinema lineare e leggero. Attento essenzialmente alla caratterizzazione dei personaggi. Ma apparendo poi abbastanza impermeabile alla loro sorte. Dove desiderio e paura si affacciano solo saltuariamente. Ma la sadilova sa gestire con mestiere tutte le attese, le zone vuote del tempo dei protagonisti. E si accende nella scena di un ballo domestico e nel finale.

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