"Colour from the Dark", di Ivan Zuccon

E’ un compito più difficile di quanto si pensi, quello di rimanere obiettivi di fronte a un film come Colour from the Dark. E’ difficile innanzitutto perché ammettere di non riuscire ad amarlo significa, forse, la sconfitta un po’ di tutti quanti: di chi lo ha realizzato (immaginiamo non senza fatica, sudore e sacrifici) e di chi continua a lottare contro i mulini a vento del sistema produttivo e distributivo italiano, cercando testardamente di vedere (e soprattutto, di far vedere) tutto quello che in Italia non si riesce più a fare come un tempo. Ovvero sia, i generi. E per fortuna questa certa qual dose di testardaggine e coraggio a Ivan Zuccon sicuramente non manca: attivo come autore di lungometraggi indipendenti sin dal 2000 (L’altrove – The Darkness Beyond), il giovane regista italiano si è guadagnato una discreta fama all’estero, dove i suoi film sono regolarmente distribuiti in dvd; affascinato dalla poetica fantastica di Howard Phillips Lovecraft, ha quasi sempre attinto dai racconti dello scrittore americano per mettere in scena i suoi film più noti (La casa sfuggita, Maelstrom – Il figlio dell’Altrove).

 

Anche Colour from the Dark non fa eccezione: tratto molto liberamente da “Il colore venuto dallo spazio” (un dramma sull’indifferenza della natura alle tragedie umane, Giuseppe Lippi), sposta l’azione nell’Italia settentrionale del 1943 per raccontare i malefici influssi di un raggio di luce misterioso, in grado di contaminare l’acqua del pozzo di una pacifica famiglia di contadini. Sfrondando in maniera molto decisa il materiale letterario di partenza (ma aggiungendo una singolare connotazione anticlericale), Zuccon si concentra sulla componente orrorifica della vicenda per raccontare una storia che sia di genere puro, senza presunzioni particolari e senza eccessive pretese: Colour from the Dark fa dell’indipendenza il viatico per omaggiare un certo tipo di cinema horror, carnale e sanguigno, senza però convincere fino in fondo. Se il bagaglio tecnico del regista ha assunto con gli anni un livello considerevole, nel suo film manca purtroppo quel qualcosa in grado di trasformare l’amatorialità in cinema vero: manca il ritmo, innanzitutto, e manca un’atmosfera in grado di catturare lo spettatore. Inutile negarlo: Colour from the Dark annoia anche l’appassionato meglio disposto, perché saccheggia un immaginario ormai noto (pure L’esorcista, tra gli altri), senza una visione forte e coesa a sorreggere il tutto, senza un'idea di cinema forte che riesca a trasfigurare l'indipendenza in un prodotto autonomo e compiuto.

 

Ripetitivo nello svolgimento e assai poco incisivo, forse avrebbe potuto essere un buon cortometraggio; invece è solo una pallida imitazione di tante cose già viste. Sarebbe sbagliato far buon viso a cattivo gioco, solamente per difendere la passione e l’amore per questo lavoro di registi indipendenti come Zuccon: difesa della quale comunque anche noi ci facciamo fieri portabandiera, con l’onestà intellettuale però che le buone intenzioni, almeno al cinema, non sempre da sole bastano.

 

Regia: Ivan Zuccon

Interpreti: Debbie Rochon, Michael Segal, Eleanor James, Matteo Tosi, Alessandra Guerzoni

Origine: Italia, 2008

Distribuzione: Distribuzione Indipendente

Durata: 92'