Culture Digitali – “Legge 2.0. Il web tra legislazione e giurisprudenza”


Il maggior pregio del lavoro della Berlingieri è l’estrema attenzione rivolta agli aspetti pratici, al punto da arrivare a dare suggerimenti su come ‘citare’ un’immagine potenzialmente ‘protetta’. E la costante ricerca di un taglio divulgativo rende il libro potenzialmente fruibile da tutti. Ma certo: quando si parla di diritto, i tecnicismi non possono mancare. E perciò Legge 2.0 è soprattutto un utile manuale propedeutico e riepilogativo
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IL NUOVO NUMERO DI SENTIERISELVAGGI21ST #9


Legge 2.0 il Web tra legislazione e giurisprudenzaLegge 2.0 – Il Web tra legislazione e giurisprudenza
Elvira Berlingieri
Ed. Apogeo
Novembre 2008
pp.306 – 29 euro
 
Grandi poteri, grandi responsabilità. E’ la condanna/fortuna degli eroi Marvel. Ma, probabilmente, è un’equazione che riguarda anche Internet. Perché dalle enormi potenzialità del mezzo conseguono necessariamente innumerevoli questioni giuridiche, non sempre di facile soluzione. In realtà il nocciolo del problema è uno, ed è quasi ontologico. L’evidente differenza di velocità tra il Web e il diritto. Le continue innovazioni tecnologiche e i cambiamenti epocali nelle modalità di interazione introdotti dal Web 2.0 non possono, per forza di cose, trovare un adeguato riscontro ‘in tempo reale’ nella codificazione legislativa. In questa rincorsa, forse disperata, del legislatore accade molto spesso che la giurisprudenza sia in prima linea nel tracciare indirizzi e intendimenti. Cosa che, però, in un sistema giuridico come il nostro (di civil law), dà spesso luogo a incongruenze, incertezze, incomprensioni, divergenze. E così diventano sempre più spinose le grandi problematiche aperte dal Web 2.0. Come si tutelano il diritto d’autore e la proprietà intellettuale in un’epoca in cui la riproducibilità e la diffusione delle opere non hanno praticamente più limiti? Come si individuano le responsabilità in un sistema che garantisce massima libertà d’espressione e in cui gli utenti sono al tempo stesso creatori dei contenuti? E, non da ultimo, come si armonizza il tutto, ‘la continua tracciabilità’ dei nostri percorsi in Rete, con il diritto alla privacy e la tutela dei dati personali?
 
Per ognuna di queste grandi questioni, le ricadute pratiche sono molteplici. E fare ordine e chiarezza, in piena corsa, è fatica improba. Elvira Berlingieri, esperta di diritto d’autore e diritto delle nuove tecnologie, prova a fare il punto della situazione con Legge 2.0. Il Web tra legislazione e giurisprudenza, interessante volume pubblicato dalla casa editrice Apogeo. “Questo testo è stato scritto pensando a chi, nel quotidiano uso della Rete, si chiede quali valori giuridici sono in gioco ogni volta che utilizza strumenti come blog, wiki, e-mail, Second Life, motori di ricerca, social network, ecc.”. Dunque uno strumento pensato innanzitutto per gli internauti, molto attento ai casi pratici, alle questioni già affrontate da legislatori e giudici, ma anche a tutta una serie di interrogativi ‘quotidiani’. Il libro si articola in sei grandi capitoli: “La proprietà intellettuale e il diritto d’autore in Internet”, “File saring, peer to peer e la tutela del diritto d’autore”, “I soggetti che erogano i servizi del Web 2.0”, “La libertà di espressione in rete”, “Second Life e i mondi metaforici”, “La tutela civile e penale dei dati personali”. Per ognuno di questi argomenti, l’autrice introduce il quadro normativo di riferimento e cerca di colmarne le lacune, facendo appello agli altri ordinamenti (specialmente quello statunitense, per forza di cose il più avanzato su tali questioni) e alle pronunce giurisprudenziali più rilevanti. Grande spazio, in particolare, è dedicato al tema della tutela del diritto d’autore, reso estremamente vulnerabile dalla pressoché infinita riproducibilità e utilizzabilità dei contenuti digitali. “…Il bene informatico, a differenza di quelli analogici, non si usura e non si esaurisce dopo l’uso e può essere trasmesso a chicchessia senza che se ne perda la titolarità o la qualità o la possibilità di sfruttamento. Nel modo più economico possibile, cioè gratuitamente…
 
Naturalmente, la prima risposta al problema, piuttosto insufficiente, è stata quella di una restrizione nelle possibilità di libera utilizzazione delle opere dell’ingegno, un inasprimento delle pene e delle sanzioni. Ma accanto a questa ‘politica’ di severità, si stanno diffondendo sempre più nuovi strumenti volti all’armonizzazione delle possibilità comunicative e interattive del Web con la necessaria protezione dei diritti d’autore. E’ il caso, ad esempio, delle licenze Creative Commons. Ma di estremo interesse sono anche altre questioni affrontate dalla Berlingieri. La libertà di espressione, di cui la Rete oggi sembra essere la miglior garanzia, in rapporto ad altri diritti costituzionalmente (e quindi penalmente) tutelati, l’equiparazione tra le testate telematiche e la carta stampata, la responsabilità dei bloggers e la responsabilità dei provider e dei soggetti che erogano servizi Web 2.0, soprattutto riguardo ai contenuti generati e immessi dagli utenti.
Il maggior pregio del lavoro della Berlingieri è proprio l’estrema attenzione rivolta agli aspetti pratici, al punto da arrivare a dare suggerimenti, ad esempio, su come ‘citare’ un’immagine potenzialmente ‘protetta’. E la costante ricerca di un taglio divulgativo rende il libro potenzialmente fruibile da tutti. Ma certo: quando si parla di diritto, i tecnicismi non possono mancare. E perciò Legge 2.0 è soprattutto un utile manuale propedeutico e riepilogativo per gli operatori del diritto e un vademecum indispensabile per tutti coloro che lavorano con, su, per il Web. Naturalmente, ci auguriamo di poter leggere al più presto un’edizione aggiornata.  
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