Festa del Cinema di Roma: anticipazioni del nuovo corso

Questa mattina nel foyer della sala Sinopoli, presso l’Auditorium Parco della Musica di Roma, sono state esposte le linee essenziali della nuova edizione segnata dalla direzione artistica di Antonio Monda e dalla presidenza della Fondazione Cinema per Roma passata a Piera Detassis  (a seguito delle dimissioni di Paolo Ferrari). Il festival si terrà dal 16 al 24 ottobre 2015 e  torna alle origini con il nominativo di Festa come sottolinea il sindaco Ignazio Marino:ritorna ad essere una festa che si distribuirà per tutta la città, non più limitata ad un unico momento’‘. Si riparte – dice – dall’intuizione che fu di Renato Nicolini:il cinema nella città e non solo la città al cinema’. La presidente della Fondazione Cinema per Roma invita a rivolgere uno sguardo diverso alla Fondazione e alla Festa: bisogna capire lo sforzo di raccontare il cinema attraverso 365 giorni l’anno facendo rete con ciò che esiste sul territorio. A questo proposito di recente è stato sottoscritto un accordo con le sale del Lazio rappresentate da A.N.E.C. ” Saranno le sale il corredo necessario, non solo durante l’anno, ma anche durante la festa” (Detassis) anche se è necessario specificare il limite fissato alle sole repliche dei film in programmazione durante la Festa. L’accordo è destinato in particolar modo ad avvicinare il pubblico mutante  al cinema, non solo per rispettare la piega più popolare che l’evento assume con il nome di Festa.

 

La Detassis aggiunge: ”puntiamo ad un modello unico ed un unico modello…vogliamo sovvertire le regole”, una stretta continuità tra la festa del Cinema e il Roma Fiction Fest per tracciare un nuovo orizzonte’ in un periodo in cui alla netta flessione del pubblico in sala corrisponde una potente spinta verso l’alto della fiction televisiva. Anche il direttore artistico insiste sulla nuova connotazione dell’ottobre romano: ”riportiamo il Festival all’idea di Festa quando annulliamo concorsi, giurie, sezioni (resta solo Alice nella città), etc”. Amalgamando i nuovi ingredienti in una direzione più popolare che può convivere, a detta di Monda, con le parole chiave: discontinuità, qualità, varietà. La discontinuità ”non solo rispetto al passato ma anche Auditorium Parco della Musicarispetto a realtà simili” – e cita gli esempi del festival di Torino e di Venezia; – la qualità che coabita con la popolarità quando si decide non d’implementare la presenza dei film italiani ma si adottano, piuttoso, parametri estremamente selettivi, gli unici – continua – in grado di aiutare il nostro cinema; la varietà perchè i 30 – 35 film sono differenziati, ”ci saranno documentari, animazione, serie tv, lungometraggi che vanno dal mainstream hollywoodiano al cinema d’autore proveniente da ogni parte del mondo” – annuncia.

Le rivelazioni a proposito della programmazione affettiva trapeleranno come flash nei prossimi mesi fino alla giornata del 29 settembre, in cui veranno svelate ufficialmente le carte. Già oggi sono emersi molti aspetti programmatici sulla futura edizione. Prima tra tutti la divisione per fasce: film, retrospettive, incontri/celebrazioni/tributi. Le retrospetive sono previste in numero di due, una dedicata al grande maestro del cinema italiano, Antonio Pietrangeli e l’altra ad un cineasta internazionale vivente. Il primo incontro sarà con Wes Anderson che parlerà di cinema italiano insieme ad una sceneggiatrice di fama mondiale; il secondo vede Joel Coen e la moglie, Frances McDormand discutere della funzione delle coppie nel cinema; il terzo è con William Friedkin che racconterà di un regista italiano vivente. Renzo Piano poi  metterà a confronto il linguaggio delle immagini con quello dell’architettura e Paolo Sorrentino presenterà un inedito di circa 15′, elencherà i suoi film preferiti e gli autori da cui trae ispirazione. Segue un omaggio a Pier Paolo Pasolini a quarant’anni dalla scomparsa. Infine una serata dedicata alla comicità tra Paola Cortellesi e Carlo Verdone, infine una serie di film scelti, ciascuno, da ogni membro del comitato di selezione.

 

Il budget a disposizione della Fondazione è di 8 milioni di euro, di cui quattro promananti dai Soci Fondatori (Roma Capitale, Regione Lazio, Camera di Commercio, Istituto Luce Cinecittà – in rappresentanza del Ministero dei beni e delle attività culturali e del Turismo – Fondazione Musica per Roma e Città metropolitana di Roma Capitale) e la restante parte da partner privati. Tira le somme il Ministro Franceschini che parla della Festa come di vetrina internazionale, della necessità di rivendicare alla francese le cose buone fatte (Francia a cui guardiamo – dice – con invidia non solo per i sistema politico ma anche per il sistema cinema) e dell’importanza del Mercato del cinema (The Business Street) non solo per le nuove sinergie che leggono in continuità il cinema, la televisione, il documentario e anche il mondo dei video games, ma anche e sopratutto per le location uniche al mondo: via Veneto, Piazza della Repubblica, le Terme di Diocleziano