Festival Internazionale del Film di Roma – Dal Profondo di Valentina Pedicini

Dal profondo di Valentina Pedicini

 

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Un'altra donna, un altro Festival, un'altra miniera. Valentina Pedicini, pugliese, classe 1978, documentarista, concorre nella sezione Prospettive Doc Italia alla prossima edizione del Festival internazionale del Film di Roma (8-17 novembre) con Dal profondo.

Al centro, c'è il profilo dell'ultima minatrice rimasta nel nostro Paese. Patrizia – membro di una squadra composta da 150 uomini – ci prenderà per mano accompagnandoci nelle viscere della terra. C'immergeremo a 500 metri nella crosta terrestre assistendo alla descrizione del mondo di sotto, nei suoi luoghi più impervi, attraverso un punto di vista differente e prettamente femminile. "Patrizia con la sua vicenda personale e familiare è presto diventata per me modello della storia mineraria declinata al femminile, storia fino ad ora mai narrata. Il fascino per il luogo misterioso in cui la storia si svolge, il sottosuolo, ha fatto si che il 'nuovo punto di vista' si estendesse anche alla parte visiva e narrativa facendo del contrasto, dell'opposizione la cifra stilistica del progetto. Patrizia, unico anello di congiunzione tra l’esterno e l’interno"– sostiene la regista.

 

Ma ciò che la Pedicini vuole sottolineare soprattutto è la chiusura annunciata, ancora una volta, di un luogo della memoria produttiva del nostro Paese. L'imminente fine è amplificata dalla scelta di una chiara cifra stilistica: "un film 'in the dark', girato prevalentemente nel buio della miniera nel tentativo di condurre lo spettatore a sentire la nostalgia della luce, del sole, dell'aria proprio come di nostalgia vivono e sentono i minatori" – Valentina Pedicini

Il documentario è prodotto da Alessandro Borrelli per La Sarraz Pictures, in collaborazione con Rai Cinema e con il supporto di Bls- Sud Tirol, del Piemonte Doc Film Fund e della Fondazione Sardegna Film Commission

I corti della regista (My Marlboro city, Mio sovversivo amore, Pater noster) sono stati selezionati in numerosi festival nazionali e internazionali. L'ultimo lavoro, Dal Profondo scelto per Idfa Accademy, Berlinale Talent Campus, vincitore del Premio Solinas 2012 – Documentario per il cinema, è il suo primo lungometraggio.

 

Un'altra documentarista/architetto, Valeria Allievi, ci ha condotti alla scoperta di un'altra dimensione sotterranea. Quella del villaggio minerario più alto d'Europa – Colonna a Cogne – oggi in dismissione, attraverso un piccolo doc corto, Quello che resta – in concorso nella sezione Orizzonti corti a Venezia 70 – sequel del precedente Questa Miniera. Protagonisti sono due manutentori impegnati quotidianamente a tenere in vita un luogo, non luogo, che rischia di scomparire. Loro stessi sono figli di minatori da generazioni.

Abbiamo iniziato un viaggio a Venezia, con una riflessione poetica su 'quello che resta', che Roma sembra voler proseguire. La scoperta di ciò che rimane delle realtà produttive che hanno avuto un ruolo determinante nello sviluppo del nostro Paese delinea un percorso per l'analisi del nostro passato, delle nostre radici e propone esplicite riflessioni sul futuro. Riflettori puntati, dunque, sulla ricerca di quelle basi da cui ripartire nonostante tutto.