Gregg Araki: la libertà e la purezza di Twin Peaks

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Se rimossa, la clip è visibile anche qui. Il trailer ufficiale qui

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Già presentato al Sundance, Cannes e Toronto, Kaboom di Gregg Araki arriva al 28° Torino Film Festival (la recensione di Sentieri Selvaggi).

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LE BORSE DI STUDIO PER CRITICA, SCENEGGIATURA, FILMMAKING DELLA SCUOLA SENTIERI SELVAGGI

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Una scena da KABOOM, di Gregg ArakiIl film sarà nelle sale italiane dal 3 dicembre per BIM Distribuzione.

 

Ne approfittiamo per riportare le note di regia di Araki, nato a Los Angeles e incredibilmente giunto ai 50 anni (non lo diremmo mai):  un soffio di freschezza, sincerità e poesia sul cinema e sulla vita. E per scoprire che Kaboom, già definito "un Twin Peaks iperstilizzato per la generazione Coachella", si ispira allo spirito della serie di culto di David Lynch.

 

Qualche anno fa John Waters mi premiò per Mysterious Skin e guardandomi dritto negli occhi mi disse: "è bellissimo, ma mi piacerebbe davvero vedere un film di Gregg Araki alla vecchia maniera". Ho riso, ma ero lusingato: un'icona come lui si interessava ai miei film. E in quel periodo stavo lavorando a una sceneggiatura più nel solco e nella tradizione di Doom Generation e Ecstasy generation, due film tra i più amati dai miei fan. Di Mysterious Skin e Smiley Face sono orgoglioso, anche se non li ho scritti io, ma come è naturale, c'è una base intrinsecamente più personale in quei film che sono il puro prodotto della mia immaginazione, in particolare la trilogia degli anni '90 "Teen Apocalypse": Totally F ** ed Up, The Doom Generation e Nowhere. Film a basso budget, "liberi", quindi molto vicini a me.

 

Non avevo nessuna voglia di ripetermi o di regredire sul piano artistico, tuttavia, ero entusiasta all'idea di fare un film folle e scatenato come una volta. All'epoca ero ingenuo e idealista nei confronti del cinema, ma anche della vita in generale. Il punto di partenza di Kaboom è una sorta di nostalgia, quella incoscienza giovanile e il senso dell'ignoto – al college, non sai chi sei, che cosa vuoi fare, chi potrai diventare – il futuro non è scritto, e la vita è un punto di domanda segnato dal dubbio e dalla mancanza di fiducia. La vita è così travolgente che ogni decisione, ogni rapporto sembra impossibile e destinato alla catastrofe. È un'epoca di follia, caos, grandi avventure ed emozioni fortissime … e ti senti completamente sopraffatto. Più tardi ti accorgerai che sono stati i migliori anni della tua vita.

 

Inoltre, avrei sempre voluto fare un filmGregg Araki sul set di KABOOM enigmatico e misterioso ispirandomi a Twin Peaks di David Lynch. Ero un giovane studente quando questa serie scuoteva la TV americana influenzando non solo il mio lavoro, ma anche tutta la mia vita. Sono sempre stato molto ispirato dalla scena post-punk e della musica alternativa, c'è qualcosa di molto "punk" di Twin Peaks e la messa in discussione dell'essenza del mainstream. Un'opera profondamente originale, radicale, che non si preoccupava delle convenzioni o di essere compresa a tutti i costi. Aveva una purezza audace, intrigante, fresca e stimolante.

Pur sapendo che è impossibile creare qualcosa che si possa avvicinare a un simile capolavoro, Kaboom aspira a quella libertà e a quella purezza, imperturbabil di fronte ai vincoli del mercato e alle regole del mainstream. Kaboom vuole solo esistere e vibrare secondo il proprio ritmo.

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