HORROR & SF – Ritorno a Midian

Tempo di novità per tutti gli appassionati di Clive Barker: lo scorso 19 maggio è stato pubblicato negli Stati Uniti l’attesissimo The Scarlet Gospels, capitolo conclusivo della saga dei supplizianti (o cenobiti, a seconda delle traduzioni) iniziata nel 1986 con il romanzo breve Schiavi dell’inferno (The Hellbound Heart) e proseguita poi con il film Hellraiser (1987) e relativi sequel, dei quali solamente i primi due (Hellbound – Hellraiser II e Hellraiser III) furono prodotti sotto la supervisione dello scrittore e regista inglese, prima della frattura con il sistema hollywoodiano. In attesa della pubblicazione italiana di The Scarlet Gospels, è comunque possibile leggere la serie a fumetti che Barker ha curato personalmente in veste di sceneggiatore a partire dal 2012, facilmente reperibile anche da noi grazie ai cinque volumi della casa editrice Bao Publishing: in questa miniserie viene raccontato il destino di Pinhead e della sua nemesi in carne e ossa Kirsty Cotton, ricollegandosi direttamente al terzo film della saga e ignorando non solamente tutti i capitoli successivi, ma anche i fumetti della Epic Comics pubblicati tra il 1989 e il 1993.

Ma le novità non finiscono qui: infatti è appena uscita l’edizione italiana in blu-ray di Cabal (Nightbreed), contenente – a sorpresa – la versione director’s cut del film, e non la consueta theatrical già disponibile in diverse edizioni dvd. Realizzato nel 1990, in un periodo in cui la popolarità di Barker stava raggiungendo risultati incredibili (andando ad insidiare il titolo di “re del brivido” a Stephen King, anche se la rivalità tra i due in realtà non è mai esistita), Cabal dovette fare i conti con diverse ingerenze da parte della produzione, insoddisfatta della durata eccessiva e del messaggio di tolleranza nei confronti delle creature mostruose del film. Vennero quindi effettuati dei tagli che andarono a sconvolgere la coerenza narrativa del plot, sacrificando moltissimo materiale riguardante soprattutto il mondo sotterraneo di Midian, e rendendo di fatto il risultato finale piuttosto confuso e incoerente: di fronte alla versione cinematografica, infatti, la s8ensazione è sempre stata quella di un film meravigliosamente irrisolto, non sempre in grado di affrontare in maniera compiuta quell’universo di idee e suggestioni tipicamente barkeriane, a tratti prive di ampio respiro. Questa sensazione oggi viene mitigata e considerevolmente ridimensionata dalla versione director’s cut, finalmente disponibile anche per il mercato italiano, nella quale sono state reintegrate diverse sequenze portando la durata complessiva a 120 minuti (contro i 102 della theatrical originale). Le aggiunte riguardano prevalentemente la città di Midian, ma anche la figura del dottor Decker (interpretato da David Cronenberg) e il rapporto tra il protagonista e la fidanzata; queste modifiche contribuiscono a rendere il film più compatto e solido rispetto alla versione precedente, lasciando però trasparire ancora una sensazione di sfuggevolezza: perché Cabal è un film che non basta mai, un opus magnum di mostri e creature che va a tratteggiare i contorni di un mondo sconfinato e senza barriere, troppo grande per essere ridotto alla durata di un singolo film. Come se il cinema non bastasse più.

E infatti la dimostrazione di questa sua natura strabordante sta nell’esistenza di The Cabal Cut (da non confondere con il director’s cut), ovvero il film nella versione più vicina a quella originariamente ideata da Clive Barker: si tratta di un montaggio ricavato da alcune vhs ritrovate nel 2009 e contenenti il film privo di tagli, proiettato con successo nei festival specializzati di tutto il mondo (in Italia è stato visto al TOHorror Film Fest) e pubblicato per la prima volta in dvd e blu-ray nel 2014. Frutto di un numero infinito di montaggi e rimontaggi (finora sono quattordici, stando alle dichiarazioni del montatore Russel Cherrington rilasciate al sito fascinationcinema.it), che hanno portato la durata a ben due ore e quaranta minuti, The Cabal Cut è l’espressione massima di un pensare il film come a un work in prohfhgress continuo, data l’impossibilità (umana, artistica e affettiva) di Barker di abbandonare la propria opera, quasi fosse un vero e proprio film della vita.

Ma a prescindere da questa riedizione-fiume, finora disponibile solamente per il mercato statunitense, anche attraverso il director’s cut è possibile riscoprire un oggetto prezioso e unico nel suo genere, amatissimo da schiere di fan proprio in virtù dell’approccio umanista nei confronti della materia; perché se il cinema horror è anche una questione di mostri, qualsiasi cosa si intenda per essi, allora Cabal ne è la rappresentazione più scopertamente romantica possibile. Uno sguardo di gender sulla natura umana in tutte le sue declinazioni, traslato entro i confini di un viaggio fiabesco attraverso un mondo terribile e bellissimo allo stesso tempo, dove amore e morte, bellezza e orrore, piacere e dolore sono facce diverse di una stessa medaglia: sta semplicemente a noi scegliere da quale parte osservare le cose. Bentornati a Midian, quindi, vero e proprio paradiso perduto e punto di non ritorno di un immaginario del quale non se ne avrà mai abbastanza.

Ascolta i podcast di La Cripta di Midian.