I fratelli Karamazov – Incontro con Petr Zelenka

 Il regista ceco Petr Zelenka ha presentato a Roma I fratelli Karamazov, l'adattamento cinematografico dell'opera di Fëdor Dostoevskij, che a distanza di sei anni dalla sua messa in scena arriva nelle sale italiane grazie a Distribuzione Indipendente. Il film si è aggiudicato il premio alla regia nella 43' edizione del Karlovy International Film Festival. In sala dal 27 marzo.

---------------------------------------------------------------------
APERTE LE ISCRIZIONI PER UNICINEMA E SCUOLA DI CINEMA

---------------------------------------------------------------------

 

Nel film il testo scenico viene mescolato con la vita della fabbrica. Inizialmente sembra far riferimento al concetto letterario "La bellezza salverà il mondo" ma poi il finale è fortemente tragico. è un messaggio distruttivo in linea con lo stile di Dostoevskij?

--------------------------------------------------------------------

--------------------------------------------------------------------
Il testo si apre a varie interpretazioni. Forse la tragedia sarebbe avvenuta in ogni caso ma per consumarla bisognava attendere la fine dello spettacolo. Sono affascinato da come il teatro sia vicino alla vita e di come l’attore in scena diventi un’altra persona. L’attore esce dal backstage e in pochi istanti diventa il personaggio. Allo stesso modo una persona reale quì diventa parte dello spettacolo.

--------------------------------------------------------------------
I NUOVI CORSI ONLINE LIVE DI CINEMA DI SENTIERI SELVAGGI

-----------------------------------------------------

 

i fratelli karamazovL'attore è in grado di passare dall'uomo semplice che è nella vita di tutti i giorni all’epicità del palcoscenico.  E questo fa onore agli attori. Lei che rapporto ha con loro?

Questo spettacolo è in scena da dodici anni e io ho conservato tutti gli attori originari. Il teatro in cui recitano contiene solo 120 spettatori e porta in scena solo Dostoevskij, ma ho una grande ammirazione per il loro lavoro, anche se per questo film non hanno ricevuto premi. Questo è un film basato sugli attori, è anche se confesso di avere un rapporto di amore-odio con questa categoria riconosco che gli attori sono creature straordinarie che, anche quando non sono delle persone intelligenti riescono a interpretare dei personaggi intelligenti. 

 

Uno degli attori rinuncia al film per concludere lo spettacolo. Questa scelta mostra una predilezione per il teatro rispetto al cinema? Come si pone verso queste due arti?

Negli ultimi cinque anni ho fatto solo teatro. Un’opera teatrale è più semplice da tradurre e da esportare in altri paesi, mentre la vendita di un film è molto più complessa. Ma di sicuro considero le riprese di un film più adrenaliniche. Anche la distribuzione di questo film non è stata semplice, visto anche che il produttore era contrario a proiettarlo negli altri paesi e all'idea del cinema come medium internazionale.

 

Il film è il frutto di una serie di adattamenti dell'opera originale?

Sono stati fatti sei adattamenti teatrali dell'opera di Dostoevskij in Repubblica Ceca. Questo è stato rappresentato per la prima volta a teatro a Praga perchè il teatro era ritenuto meno pericoloso dal cinema dal regime comunista. Poi è stato ripreso venti anni dopo e il testo è stato modificaro rispetto agli adattamenti precedenti. Molti si saranno accorti che manca la parte del "grande inquisitore", ma questo è un adattamento breve che si concentra più che altro sulla storia della famiglia. Ci sono una serie di motivi che determinano questa scelta. Per esempio la necessità di affrontare il discorso sull'esistenza di Dio in una società come quella ceca che è incerta sull’esistenza di Dio. La società ceca infatti non accetta una discussione su questo argomento e io ho voluto proporla in questo film. Ad ogni modo il processo di adattamento è stato lungo, è durato decenni, e io sono solo una piccola parte di questo straordinario ingranaggio.