Ibrida. Festival Internazionale delle Arti Intermediali, a Forlì dal 24 settembre

In arrivo un’edizione (post) pandemica che traduce in proposta culturale e artistica – tra videoarte, performance e musica elettronica – l’accelerazione digitale che abbiamo vissuto nei mesi scorsi

«Con la pandemia c’è stata una vera e propria accelerazione dei processi digitali. Le nuove produzioni artistiche sono traccia di una rivoluzione della quale non si può più fare a meno». Un festival caratterizzato fin dagli esordi da una forma fluida, qual è Ibrida, poteva prendere molte strade. Si era pensato anche di accogliere in numero sempre maggiore opere, seppure sperimentali, dichiaratamente cinematografiche. Ma il Covid-19 è arrivato prima di poter scegliere un percorso, così i direttori artistici Francesca Leoni e Davide Mastrangelo non hanno dovuto far altro che accogliere il nuovo paradigma nel loro progetto.
Insomma, l’accelerazione intermediale – tema della sesta edizione, che si terrà dal 24 al 26 settembre presso l’hub EXATR a Forlì – non è accidente passeggero, ma un fatto compiuto con il quale bisogna scendere a patti. Va ricordato che l’isolamento ci ha portato a vivere persino gli eventi in forma di performance mediata da uno schermo. Un’evidenza che la coppia, nel pensare il prossimo appuntamento, ha saputo mutare in possibilità di divulgazione e ricerca. Infatti all’offerta in presenza si affiancherà la piattaforma web creata l’anno passato: spazio virtuale in cui ogni contenuto audiovisivo ha la sua stanza.
Tra i molti artisti in programma live si segnala in particolare Rino Stefano Tagliafierro con il concerto multimediale Tríptiko. A vision inspired by Hieronymus Bosch (in anteprima nazionale), concepito e realizzato dallo studio Karmachina in collaborazione con il trio Fernweh in occasione dei Premios Princesa De Asturias (Oviedo, Spagna). A Ibrida saranno inoltre presenti il duo artistico Apotropia, Riccardo Balli, MUVIC con Olympia, sonorizzazione live dell’omonimo lungometraggio di Leni Riefenstahl. Insomma, un occhio di riguardo per le esperienze sensoriali, in cerca di un’identità sempre più complessa per il festival.
E nonostante lo slancio verso lidi diversi, un altro flebile aggancio col cinema si trova. Ci sarà il regista Cosimo Terlizzi – autore di quel magico Dèi prodotto dalla Buena Onda di Valeria Golino e Riccardo Scamarcio – il quale insieme a Fiorenza Menni e Luca Maria Baldini presenterà Non troverete nulla di me in questo film, performance che intreccia video, teatro e musica elettronica. Si tratta di un omaggio alle parole con cui Eleonora Duse parlava di Cenere, sua esclusiva prova sullo schermo, in cui gli articoli pubblicati all’epoca e le lettere alla figlia diventano un ipertesto a testimonianza di un’attrice unica nella storia.
Quanto alle proiezioni, durante l’intenso weekend verranno proposte oltre cento opere di videoarte provenienti da oltre trenta Paesi, in parte selezionate tramite una open call che ha visto l’arrivo di più di quattrocento creazioni da ogni parte del globo. Di particolare interesse le creazioni della videoartista brasiliana Kika Nicolela, che sarà presente al Festival, e le sezioni monografiche a cura del critico e docente Piero Deggiovanni dedicate al lavoro di due artiste contemporanee, Francesca Lolli ed Elisa Giardina Papa. Ma ci sarà spazio anche per incontri, presentazioni, workshop.

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