John Goodman, the big man

goodmanJohn Stephen Goodman, nato in un sobborgo operaio di Saint Louis nel Missouri da un padre postino morto quando John aveva solo due anni, ha presto lasciato la città natale (rifiutando una borsa di studio sportiva) per partire alla volta di New York, inseguendo il sogno di diventare attore. Tra le prime esperienze quella di voice over in teatro, spot televisivi, musical di Broadway e poi, il cinema – interpretando film nei quali non ha assunto quasi mai il ruolo di protagonista, vestendo sempre i panni della spalla.
In oltre quattro decenni di carriera, Goodman è apparso in circa tre film all’anno. Si è aggiudicato svariati premi (soprattutto per le interpretazioni televisive) tra cui un Emmy Award e un Golden Globe. Ha interpretato i più svariati ruoli, tra cui l’allenatore di football de La rivincita dei nerd, il detective Sherman in Seduzione pericolosa, il re Ralph I in Sua maestà viene da Las Vegas, il mitico Fred de I Flinstones, ha cantato e recitato (ne Il mito continua) nei Blues Brothers, per non parlare delle numerose collaborazioni con i fratelli Coen.
Eppure il ruolo che l’ha reso celebre a livello internazionale resta quello di Dan Conner (prototipo del maschio lavoratore macho, campione di rutti ma per niente umiliato dalla maggiore autorevolezza della moglie) in Pappa e ciccia, sitcom degli anni ’90, durata ben 222 episodi, che, insieme alle prime commedie d’esordio, ha contribuito a marchiarlo come attore comico.
goodmanE tuttavia Goodman non è il classico ciccione simpatico, del genere grasso è bello: è un uomo pieno di dubbi, malinconico. “Un ragazzo del Midwest proveniente da un luogo in cui accettare elogi e riconoscimenti è fisicamente doloroso e persino l'accenno di fiducia nelle proprie capacità è il peccato numero 1”. Con queste parole l’ha descritto l’amico Tom Arnold, conosciuto sul set di Pappa e ciccia. Più volte Goodman è stato e si è descritto come un uomo sempre molto duro con se stesso. Forse anche per questo è stato travolto dal demone dell’alcolismo.
Gli anni Duemila, infatti, sono stati caratterizzati dal tentativo di venirne fuori. In un’intervista del 2009 ha dichiarato: “Non so bene quanto il vecchio Jackie Daniel abbia distrutto la mia memoria – che sto perdendo a causa dell’avanzare della decrepitezza. Siamo stati insieme per trent’anni e alla fine non mi importava più di niente. Ero solo stufo di me stesso, non volevo più essere attore”. 
A livello artistico, la carriera di Goodman è stata segnata dalla collaborazione con i fratelli Coen, per i quali ha recitato in ben sei film: Arizona Junior (in cui era l’evaso dalla prigione Gale), Barton Fink – È successo a Hollywood (dov’era l’agente assicurativo Charlie Meadows), Mister Hula Hoop (dove appare per pochi istanti), Il grande Lebowski (dov’è Walter – la sua interpretazione preferita), Fratello, dove sei? (dov’è  Big Dan Teague) e nel prossimo A proposito di Davis in cui interpreta il musicista jazz Roland Turner.
goodmanIn tutti i film dei fratelli Coen , la sua figura è spesso minacciosa o in procinto di esplodere. E’ l’uomo grasso che urla. Un buffo destino ha segnato i ruoli dell’attore comico: il corpo di Goodman si carica di tutto il suo peso esistenziale, di tutte quelle bottiglie di Jackie che l’hanno reso un vero duro, anche se atipico. E’ diventato così una figura minacciosa, adatto a vestire i panni, ad esempio, dello spacciatore Harling Mays in Flight di Robert Zemeckis; oppure una figura rispettabile quale il make-up artist che collabora alla fuga degli ostaggi americani in Iran di Argo, o il produttore Zimmer di The Artist, fino alla chiusura del cerchio con il recente doppiaggio di Monsters University.
Negli ultimi anni lo troviamo a teatro (tra le più famose l’interpretazione di Pozzo in Aspettango Godot), al cinema (presto anche con Monuments Men di Gorge Clooney, parte del plotone dell’esercito americano con il compito di recuperare le opere d’arte rubate dai nazisti), in tv con serie tv (la più recente è Alpha House) e numerosi irruzioni nel Saturday Night Live