Juan Luis Garcìa rivendica la paternità del poster di “OldBoy”.

Il (non)remake del film di Chan-wook Park diretto da Spike Lee occupa le pagine di Twitter ed Instagram con una storia collaterale: il graphic designer Juan Luis Garcìa afferma che dopo aver lavorato per quasi due mesi al poster di Oldboy è stato costretto ad interrompere la collaborazione con l’agenzia, data l’offerta di un compenso ridicolo. Nonostante la decisione del professionista, sembrerebbe che l’agenzia abbia utilizzato ugualmente il suo progetto, senza elargire il dovuto compenso.  Ad azione reazione, Juan Luis Garcìa ha scritto in una lettera a Spike Lee: «Io ti considero un difensore delle arti e degli artisti ed ho la sensazione che in questa situazione tu sia una vittima, tanto quanto me», chiedendogli di intervenire date le minacce avanzate dall’agenzia. Ma Spike Lee non ne vuole sapere e replica su Twitter: «Non ho mai sentito parlare di questo ragazzo, Juan Luis Garcia. Se ha delle rimostranze da fare non è certo con me. Io non l'ho assunto, non lo conosco. Secondo me è uno scherzo da quattro soldi». Posizione netta che ha scatenato su Instagram un botta e risposta tra internauti che chiedono al regista di riconsiderare l’appello di Garcìa e pagare quanto gli spetta. Spike Lee non si smentisce e replica: «Perché dovrei pagare qualcuno che non ho mai incontrato e con cui non ho mai avuto alcun contatto? Non ha mai fatto alcun accordo con me. Perché non mi paghi tu per il tuo stupido messaggio nel giorno del Ringraziamento?». Insieme al tacchino la patata bollente. Nel frattempo si contano pochi giorni all’uscita del film, prevista per il 5 dicembre.

(s.p.)