La mossa del pinguino – Incontro con Claudio Amendola e il cast

Stamattina al Cinema Barberini di Roma, un visibilmente emozionato Claudio Amendola (Caterina va in città, Il partigiano Johnny, La mia generazione) ha presentato  La mossa del pinguino, il suo esordio alla regia. Dopo la buona accoglienza allo scorso Festival di Torino (dove era stato presentato fuori concorso) il film ha suscitato molto interesse. Ad accompagnare il film è intervenuto il cast di attori, formato, tra gli altri, da Edoardo Leo (Buongiorno Papà, Smetto quando voglio, Tutta colpa di Freud), Ennio Fantastichini (La stazione, Saturno Contro, Mine Vaganti), Antonello Fassari (Romanzo criminale, Il muro di gomma, L'amore ritorna) e Ricky Memphis (Mai stati uniti, L'ultima ruota del carro, Immaturi). Il film uscirà giovedi 6 marzo in circa 200 copie.

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Il film non è nato da una tua idea…

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Claudio Amendola: No, il soggetto è stato scritto da altri. Edoardo Leo sapeva che cercavo una storia adatta per esordire alla regia, io ne ho parlato tanto con lui. Un giorno mi ha portato questo storia e io me ne sono innamorato. Insieme a Edoardo abbiamo lavorato molto per renderla più vicina alle mie corde, ma  la freschezza  e l'originalità sono tutta farina del sacco dei soggettisti. 

Edoardo, come sei arrivato a questa storia? 

Edoardo Leo:
Io questo progetto lo conosco da anni. Non ho mai pensato che potessi dirigerlo ma mi sono innamorato del personaggio di Bruno. Poi parlando con Claudio ho capito che era il progetto adatto per lui. In qualche modo ho cercato qualcuno che mi potesse dirigere e, conoscendo Claudio molto bene, ho capito che lui fosse perfetto.  

Come è nato questo desiderio di passare alla regia? 

Claudio Amendola:
Era tanto tempo che ci pensavo, Ho lavorato con tanti registi e il lato artigianale di questo mestiere mi ha sempre affascinato. Ho provato a scrivere, anche instant-movie, ma forse non ero ancora arrivato il momento. Credo che dopo 33 anni di tirocinio, queste ore di volo erano il tempo adatto per arrivare a questo punto. E' stata un'esperienza umana bellissima e mi sono goduto anche il dopo riprese, un momento meraviglioso per il regista.

i quattro protagonisti di la mossa del pinguinoPerchè non hai recitato nel tuo primo film?

Claudio Amendola:
Non volevo mettere in conflitto l'egocentrismo dell'attore con quello del regista. Poi, cosi avevo un attore in meno da gestire. Inoltre a non sentirmi giusto per nessun ruolo, non credo che sarei stato in grado di dirigermi.

Tu hai lavorato anche con Steno. E' stato uno dei tuoi riferimenti per questo film? 

Claudio Amendola:
Dopo la mia trilogia con i  Vanzina, ho lavorato con Steno per uno sceneggiato. In quel periodo andavo sempre a cena con lui e mi facevo raccontare mille volte le scene di Un americano a Roma. Una sua frase non mi sono mai dimenticato ed è stato il punto di partenza di questa esperienza. Lui amava dire che quando i pupazzi, gli attori, funzionano non devi far niente. Questo consiglio l'ho tenuto bene a mente. 

Qual è il tuo rapporto con il curling?

Claudio Amendola:
Io sono e sarò fino alla morte romanista ma ormai non amo più calcio e tutto il mondo che gli si è creato intorno. Non merita più la mia passione. Il curling, invece, ti permette davvero di assaporare la vera anima dello sport, di quella fatica splendida che provi. So che il film è piaciuto molto all'Associazione Italiana Curling. Sono molto fiero di questo. 

Come hai messo insieme questo cast?

Claudio Amendola:
Edoardo era Bruno molto prima che arrivassi io. Il personaggio di Neno era molto negativo nelle prime stesure ed è cambiato molto per adattarsi a quello splendido attore che è Antonello Fassari. Ennio Fantastichini mi ha fatto l'onore di entrare nel mio film mentre Ricky Memphis non poteva non esserci. Sono troppo legato a lui. Francesca Inaudi, invece, mi ha folgorato dal primo momento in cui l'ho vista.