"La poesia della scienza" dei Marlene Kuntz

Il gruppo musica i cortometraggi scientifici di Jean Painlevé

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"La poesia della scienza" è uno spettacolo che fonde le immagini di Jean Painlevé alla performance musicale live dei Marlene Kuntz.

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Lo spettacolo ha transitato al tredicesimo RomaEuropa Festival e si attendono ulteriori date.

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La selezione preparata da Stefano Boni e Grazia Paganelli offre un compendio significativo con un montaggio di titoli quali: Hyas et Stenorinques (1929), Les Oursins (1929), Comment naissent les méduses (1960), Transition de phase dans les cristaux liquides e L'hippocampe (1934).

E' un insolito atlante visivo quello di Painlevé, con al centro soprattutto il mondo sommerso e la fauna acquatica, che mixato ai suoni rievocativi targati Marlene produce un'affascinante esperienza audiovisiva e ricorda i film dei primi del '900, direttamente musicati nella sala cinematografica.

 

Obiettivo?

"La poesia della scienza" si propone come omaggio ad un cineasta dimenticato ma anche come mezzo per riviverne l'opera sotto una nuova luce, un gioco di specchi. L'Inabissamento dentro le profondità del mare (immagini), accompagnato dalle sonorità dei Marlene, per creare un collegamento con le profondità del'inconscio.

 

Ma chi era Jean Painlevé?

Jean Painlevé pioniere e sperimentatore del documentario scientifico fu fautore di una carriera vastissima che somma circa 200 film realizzati tra il 1920 e il 1960. Le sue pellicole aprono lo sguardo su un mondo fantastico in cui si scontrano elementi microscopici, forme misteriose, paesaggi rarefatti. A metà tra la fantasia letteraria di Jules Verne, il genio fantasmagorico e teatrale di Meliés e i documentari a venire di Jean Cousteau.

Painlevé si avvicina al cinema sulla scia dei lavori sperimentali del fisico Marey (che con la tecnica del fucile fotografico riuscì a filmare un cavallo con fantino in movimento, per la prima volta nella storia del cinema). Ma il documentarista è attratto soprattutto dagli effetti del rallentamento e dell'accelerazione. Pensa i suoi film, inizialmente, per scopi divulgativi. L'influenza però dell'ambiente surrrealista parigino si imprime fortemente nei suoi lavori successivi. Nasce così nel 1925 il suo primo esperimento cinematografico L'oeuf d'épinoche, in cui mostra, con immagini al microscopio lo sviluppo di un uovo. Mutua, inoltre, dall'ideale di bellezza di Breton e Lautréamont. La scintilla innovativa conduce i suoi 'esperimenti' ad essere subito accolti nelle sale d'avanguardia parigine. Nel 1954 Henri Langlois inserirà i film in una retrospettiva sul cinema d'avanguardia. Le sue immagini provano a superare ogni frontiera tra arte e scienza

Per ulteriori informazioni

 

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