LIBRI DI CINEMA – "Carlo Lizzani"

lizzani

Il cuore del libro di Giacci è sicuramente la bella intervista in cui Lizzani, partendo della sua infanzia, ripercorre tutto il suo tirocinio nel cinema che lo porterà prima a conoscere intellettuali come Ruggero Jacobbi, Vito Pandolci e Eugenio Scalfari e poi a collaborare con Blasetti, Antonioni e Rossellini. Proprio a proposito di quest’ultimo Lizzani fa  intendere che il mito del regista che gira senza un copione o una traccia va ridimensionato. Per il Castoro cinema

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lizzaniCarlo Lizzani
Vittorio Giacci
Castoro Editrice
Finito di stampare nel mese di maggio
2009
p. 208 – euro 13.50

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E' nato a Roma, nel 1922 per la precisione, "accanto ad un palcoscenico straordinario: piazza Navona". E' Carlo Lizzani, uno dei grandi vecchi del nostro cinema, che si racconta nel volume a lui dedicato all'interno della celebre serie edita da Castoro e dedicata ai registi.
Nel libro, il cui autore è Vittorio Giacci, è contenuta una bella intervista in cui Lizzani narra della sua infanzia e di come si accostò al cinema.Erano tempi in cui la tv e la playstation non avevano ancora fatto il loro debutto. Erano quindi il cinema e la letteratura le principali forme di intrattenimento per i regazzi di allora.
Una volta cresciuto, il cinema per Lizzani diventa un mestiere, ma prima di tutto un mezzo, come dice lui stesso, "un mezzo grazie al quale ho potuto appagare il mio desiderio di viaggiare e conoscere". E prima di diventare regista si accostò alla settima arte come critico, mentre frequentava Giurisprudena senza troppa convinzione.
"Ho iniziato a scrivere di cinema nel 1941 – spiega Lizzani a Giacci – il mio primo articolo venne pubblicato su Roma fascista, un giornale universitario di cui diverrò in seguito il critico della terza pagina". Un tirocinio che lo porterà a conoscere intellettuali come Ruggero Jacobbi, Vito Pandolfi, Eugenio Scalfari e Luigi Squalzina. Da lì approderà a Cinema, la rivista diretta da Vittorio Mussolini e poi ancora a Bianco e Nero. Sono quelli gli anni dell'incontro con Blasetti, Rossellini e Antonioni, ma anche con Visconti, Zavattini e De Sica.
Da qui nel 1950 arriva l'esordio da regista con Achtung Banditi. "Fu Gaetano Giuliani De Negri, un partigiano genovese riconvertito al cinema a convincermi al grande salto" così Lizzani racconta il suo esordio dietro la macchina da presa nel volume edito da Castoro. A quel tempo Lizzani si era già fatto le ossa come aiuto regista di Rossellini. E nel libro Lizzani parla a lungo di questa collaborazione, facendo intendere che il mito di un Rossellini che gira senza un copione o una traccia va ridimensionato. Per Germania Anno 0, per esempio, il progetto "era stato così bene e a lungo preparato da Rossellini, con tutti i suoi collaboratori, me compreso, in mesi e mesi di pre produzione"  che quando si iniziò a girare ormai era maturo e completo al punto da "non richiedere più di una pagina di testo o un cenno della voce per essere integralmente e magistralmente interpretato".
Insomma il libro firmato da Giacci è molto interessante, perché fa emergere non solo il Lizzani regista, ma anche il Lizzani studioso e critico, colui che a cavallo tra gli anni '70 e gli '80 fu uno dei principali protagonisti del dibattito cinematografico nazionale.
L'autore del Castoro su Lizzani, è redattore della rivista Filmcritica e in passato aveva già firmato un altro Castoro dedicato a Peter Bogdanovich. Descrivendo la figura di Lizzani, Giacci accompagna il lettore negli ultimi sessant'anni della storia del cinema italiano. Duecento pagine molto dense, che forse andavano un po' asciugate, e sicuramente un po' più curate da parte dell'editore nella correzione delle bozze ( a pagina 1 ci si imbatte subito in un refuso).

INDICE

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Conversazione con Carlo Lizzani p. 4
Carlo Lizzani p. 32
Il critico. Lo studioso. Lo storico. Lo scrittore. Il militante politico. Lo sceneggiatore. Il produttore. L’attore. Il docente. L’operatore culturale p. 33
Il regista p. 52
L’essere della cronaca. Il divenire della storia p. 52
Come in un prisma p. 59
Il cinema p. 61
Viaggi brevi nel secolo breve; cortometraggi e documentari p. 61
Viaggi lunghi nel secolo breve: i lungometraggi p. 68
La televisione p. 143
Filmografia p. 153
Nota bibliografica p. 186

 

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