LIBRI DI CINEMA – “Tempo di morire”

Tempo di morire - Ricordi, riflessioni, aneddoti. Krzysztof ZanussiTempo di morire – Ricordi, riflessioni, aneddoti

Krzysztof Zanussi

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Spirali

p. 386 – € 25,00

 

 

 

 

Nessuno ci si faccia ingannare dal titolo! Tempo di morire non è il testamento di Zanussi, ma una lunga e sincera confessione che nelle circa quattrocento pagine raggiunge risultati più che apprezzabili.

In gioventù abbiamo nutrito grande simpatia per l’autore polacco, quando La struttura del cristallo ci aiutava a ragionare sulle scelte della vita e l’etica che deve accompagnarle. Si tratta dei primi anni settanta e la cinematografia polacca, nonostante che per qualcuno in Italia governassero i comunisti, era merce assai rara. Zanussi, successivamente, ha progressivamente abbandonato quella originaria riflessione oggettiva su temi universali, rivolgendosi, con vero e proprio atto di fede, ad una religiosità sempre più esibita che sembra averlo allontanato, soprattutto nei suoi lavori più recenti, da una capacità di analisi oggettiva del reale. Le sue ultime opere, sembrano rifugiarsi in un mondo inesistente, alieno perfino al cinema, in cui la ricerca dell’umano si scontra con l’incapacità di guardare il panorama se non attraverso il peso di una religiosità fin troppo esibita. Le storie restano, quindi, pure idealizzazioni del tutto lontane da ogni contesto e completamente avulse, soprattutto, da quello stesso contesto che si vuole mettere in scena.

Ma Tempo di morire è un’altra cosa. Il testo è una complessa e ricca geografia di storie, di nomi, di date, di ricordi che, in ordine sparso e apparentemente senza alcuna struttura ragionata si susseguono nella scrittura di Zanussi. Non a caso il sottotitolo del libro è Ricordi, riflessioni, aneddoti. È proprio questa natura ibrida, tra il diario e lo zibaldone, questa apparente disorganicità temporale che impedisce un montaggio in diretta della vita del regista, a rendere affascinante la lettura. In questo senso Zanussi è come se avesse avuto la possibilità di rimontare a proprio piacimento i ricordi della propria vita secondo una logica apparentemente confusa, ma molto bene scandita dai capitoli che formano il volume. Il suo percorso autobiografico non poteva e non può che essere scandito dal cinema. Non soltanto il suo, ma dal cinema in generale a partire dal rifiuto della serialità e della incombente presenza del cinema necessariamente industriale. Il cinema, anzi – diremmo – necessariamente, diventa filtro dei ricordi e i ricordi, a loro volta, occasioni per personali riflessioni. È questo uno degli aspetti forse più avvincenti della narrazione. Il ricordo innesca non soltanto il fluire delle immagini, ma anche il fluire dei pensieri che sembra annullare ogni distanza temporale attualizzando le riflessioni in un continuo rimando tra passato e presente. In questa confusione temporale risiede, forse, la grazia narrativa di questo zibaldone zanussiano. Una straordinaria sintesi temporale che ha il sapore del racconto proustiano. Bisognerà forse partire anche da questa ipotesi per tentare di entrare con maggiore credenziali nel mondo che Zanussi ci squaderna a partire dall’enigmatico ed evocativo titolo, al di là delle nostre stesse affermazioni e di quelle che, forse paludano una verità celata. Il senso di morte come fondamento ispiratore e innesco della poetica proustiana possono, anche in questo caso, aiutarci ad ipotizzare un percorso. Il senso della morte come rinascita a nuova vita della religione cattolica, esplicitamente assunto dallo Zannussi profondamente fedele, quale fondamento del tempo futuro, completano l’architettura di questa supposizione. Si tratta di ipotesi che potrebbero eliminare qualsiasi ironica concezione del titolo di questo libro, a favore di una concezione più filosofica e profondamente ancorata ad una precisa morale (anche narrativa) alla quale in fondo Zanussi sembra volere consapevolmente obbedire.

Sempre ragionando attorno al titolo, vera e propria chiave di volta dell’opera e su un versante di più immediataLa struttura del cristallo percezione, è certo che non poteva mancare, per l’autore polacco che ha trovato nella rivoluzione di Solidarnos? le ragioni di una metamorfosi autoriale, un’aspra critica al regime comunista e se il libro prende le mosse da una battuta di un consumato attore polacco che alle parole di  un giovane attore :”Sono un suo collega, un attore”, risponde: “Lei è un collega, un attore. Allora è tempo di morire”, è anche vero che Zanussi utilizza in modo multiforme il suo titolo per dire anche che sarebbe ora che morisse l’epoca degli eroi proletari nata con la Repubblica Popolare della Polonia e l’epoca in cui non si potevano pronunciare certe frasi o il progetto di girare un film sul Papa era da considerarsi come un segreto.

Resta, comunque la si voglia vedere, un’opera che trova nella sua forza affabulatoria ogni risorsa per affascinare il lettore e che apre uno spiraglio dialettico sulla possibilità di interpretare i fatti politici dell’Est europeo degli ultimi trenta – quarant’anni, un pezzo di storia che ci sembra lontana, ma che dopo la caduta del muro di Berlino ci riguarda e ci condiziona.

Edita Spirali in forma curata e spartana, il prezzo purtroppo non invoglia. È un peccato, il libro divertirà, per la sua scrittura ironica e vivace e per una sincerità di intenti che pervade la lunga narrazione e non importa troppo se in qualche occasione si debba dissentire, gli intenti non sono mai traditi.

 

Indice

 

Il titolo di questo libro

La conquista del mondo

Vita di famiglia

Azzardo e possibilità

Viaggi esotici

La terra della grande promessa

Non tutto il male…

Detti

La muleta e altre mosse

I ricordi e le maschere

Cose della vita

Una frase del dialogo

Da dove trae i suoi temi?

Fantasmi

I grandi di questo mondo

Discorsi

Il sogno americano

La politica

Avventura con il Papa

Barbablù

Melpomene

Le altre muse

La fede

Il passato è finito

 

Filmografia

Premi (selezione)

Produzioni teatrali