"L'ultima foglia" – Incontro con Leonardo Frosina e l'attrice Kristina Cepraga

L'ultima foglia

Al Cinema Teatro Manhattan di Roma proiezione stampa del film low budget L'ultima foglia di Leonardo Frosina. Seguendo lo spirito indipendente la distribuzione avverrà in tour per varie sale dello stivale. Alla conferenza stampa presenti il regista, l'attrice Kristina Cepraga e le produttrici Barbara Bruni, Manila Mazzarini, Silvia Ricciardi

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L'Ultima foglia, opera prima di Leonardo Frosina – già impegnato in campo cinematografico con i corti Venerdì, Non amo nessuno, L' essenza dell'assenza (pluripremiato) – è stato accolto positivamente al Raindance Film Festival di Londra e all'Off Plus Camera di Cracovia. Giorgia Cardaci ha vinto il premio come miglior attrice al RIFF 2013 e al Film Spray di Firenze, dove è stato assegnato, inoltre, a Sandro Magliano il premio per la miglior fotografia. All'incontro, successivo la proiezione, hanno partecipato il regista Leonardo Frosina, l'attrice Kristina Cepraga, le produttrici Barbara Bruni, Manila Mazzarini e Silvia Ricciardi.

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Com'è nato il progetto?

Manila Mazzarini: nasce dalla volontà di fare un primo film in un periodo di stallo lavorativo. Ferme molte grandi produzioni è stato veramente difficile realizzare un progetto (opera prima) non sapendo cosa sarebbe venuto fuori. Noi, diversamente da altri, abbiamo scommesso, tirando in ballo amici e parenti, che ci hanno sostenute economicamente. Il soggetto è stato presentato alle varie figure professionali che si sono appassionate immediatamente, ciò ci ha spinte alla creazione della società, Josei, per la produzione. Il digitale ha fatto il resto permettendo l'abbattimento dei costi.

 

Il budget investito a quanto ammonta?

Barbara Bruni: il budget di partenza è stato 25000 euro, lievitati a 30000 con i costi di distribuzione. Solo successivamente alle riprese abbiamo ottenuto il contributo della Regione Lazio (Fondo regionale per il cinema e l'audiovisivo)

 

Dov'è stato girato? Mi pare molto interessante che le zone interessate dalle riprese non siano i soliti luoghi come il Pigneto e San Lorenzo. Cosa dice il regista?

Leonardo Frosina: abbiamo girato al Quadraro, zona che adoro e in cui abito, sulla Prenestina, a Tor Vergata, al laghetto dell'Eur e al Centro idrico Vigna Murata progettato dall'architetto Palpacelli.

 

Probabilmente questi luoghi smuovono l'immaginario di chi non è di Roma. Non le pare che il romano, conoscendo i posti, possa essere spiazzato quando ad esempio il protagonista entra in casa in via Prenestina e poi si affaccia dal balcone sull'Eur?

Leonardo Frosina: ho un pò barato. Ma all'estero, parlo dei Festival in cui siamo stati, Off Plus Camera a Cracovia, Raindance a Londra, è stato molto apprezzata la scelta di una Roma, da un certo punto di vista, esotica. Anche questa è Roma.

 

Per il titolo del film ha tratto ispirazione da qualcosa o qualcuno?

Leonardo Frosina: ho preso spunto da Frammenti di un racconto amoroso, di Roland Barthes. Mi ha ispirato, in particolare, l'autunno malinconico, in cui si narra delle fragilità di un amore, di ciò che può diventare una relazione quando il tempo trascorre impolverando ciò che resta, ormai, affaticato.

 

La citazione all'interno del film 'guardo e appendo ad una foglia la speranza del mio cor…', di Franz Schubert, come si spiega?

Leonardo Frosina: è in diretta relazione con il testo cui ho fatto prima cenno. Se avete letto il romanzo ricorderete che è diviso in racconti, quello cui mi sono ispirato ha come incipit questa frase.

 

Una domanda per l'attrice: come si è inserita in questo progetto?

Kristina Cepreca: ho conosciuto due anni fa a Cannes il direttore della fotografia de L'ultima foglia, Sandro Magliano. Ero al Festival per curiosità e per imparare dalla recitazione di grandi attori. Dopo un anno sono stata ricontattata, ho letto la sceneggiatura, conosciuto il regista e ho sposato istantaneamente il progetto.

 

Come sei arrivato alla regia e cosa hai fatto prima considerata la tua giovane età?

Leonardo Frosina: molti dicono che sia giovane. In italia a 37 anni si è giovani, in altri paesi la questione è differente. Ho un amore smodato per il cinema da quando mia madre a quattro anni mi ha buttato nella sala buia per vedere L'impero colpisce ancora. E' stato una folgorazione. Di recente è stato fondamentale per me conoscere il musicista, Nicola Giunta, che ha composto le musiche originali del film. Ha visto un mio corto del '98 e mi ha spinto nella collaborazione. Ho notato, inoltre, che riuscivo a trasmettere qualcosa allo spettatore. M'interessava la reazione per capire me stesso. Per un'assurda proprietà transitiva questo mi affascina. Poi sono venuto a Roma, ho frequentato a Cinecittà l' N. U. C. T. e ci ho preso gusto.


Quali sono state le scelte circa la distribuzione?

Manila Mezzarini: abbiamo scelto di assecondare lo spirito del film per cui ci siamo dirette lungo la via di una distribuzione indipendente. Abbiamo, come produttrici, pur non essendo il nostro ruolo, contattato personalmente le sale. E' stato complicato non avendo punti di riferimento consolidati. A cominciare dal Manahattan di Roma sarà un tour per lo stivale. Dalla Sicilia con Castelvetrano, paese natale di Leonardo, a Catania, Padova, Bologna dove probabilmente ci ospiterà la Cineteca, poi nelle Marche e a Napoli dove saremo presenti al Festival delle Quattro Giornate

 

Il finale aperto è stato una scelta?

Leonardo Frosina: uno spettatore mi ha contattato su facebook dicendomi che aveva ripensato al film durante la notte ed al mattino aveva raggiunto una nuova consapevolezza su quella visione. E' proprio l'effetto che volevo ottenere, dare un quarto/quinto tempo allo spettatore, perchè potesse formarsi una sua idea. Ho pensato questo finale molto vago sin dall'inizio. E' stata una delle prime cose che mi è balenata per la mente.

Manila Mezzarini: abbiamo notato che c'è molta diversità tra il pensiero maschile e femminile nella considerazione del finale. Qualcuno ha chiesto addirittura se non fosse stato partorito da una mente femminile.

 

Com'è avvenuta la preparazione degli attori?

Leonardo Frosina: con gli attori ho iniziato a lavorare, discontinuamente, circa un mese prima delle riprese. Sono stati molto bravi nel seguire le indicazioni che avevo fornito in quei pochi incontri, le hanno fatte pienamente proprie, anche se avrei preferito dedicare loro maggiori attenzioni.

Barbara Bruni: per motivi logistici non abbiamo avuto molto tempo che è stato tolto alla preparazione. E' stata una rincorsa. Abbiamo girato in primavera, e sapendo che la disponillità degli attori sarebbe stata limitata, abbiamo accelerato.

 

Ci sono riprese, come l'inseguimento del ladro, in cui la telecamera balla. E' una scelta precisa?

Leonardo Frosina: risponderò, e mi scuso, facendo riferimento a dettagli tecnici. Abbiamo girato con una Canon 5D, che non è concepita per i video, infatti, quando si usa in maniera troppo veloce nelle panoramiche e nelle scene concitate, le linee verticali tendono ad incurvarsi. Ho cercato di fare del deficit tecnico una scelta stilistica, in certi frangenti, come la scena dell'inseguimento che, a mio parere, grazie alla distorsione, risulta più frenetica.

 

Com'è stato coinvolto Ninni Bruschetta?

Leonardo Frosina: Ninni è un amico del protagonista Fabrizio Ferracane. Ha deciso di partecipare in modo amichevole dunque. Quando ho saputo che avrebbe recitato, le scene, in cui sarebbe stato coinvolto, sono passate da due a tre.

 

Vorrei fare un appunto tecnico, le ripresa audio sembra imperfetta, a volte si fa fatica a capire i dialoghi. E' un difetto tecnico o di riproduzione?

Leonardo Frosina: abbiamo avuto dei problemi tecnici nella ripresa audio. Quando gli attori indossavano delle giacche pesanti ed in nylon, tendevano a presentarsi rumori di fondo, che abbiamo corretto in postproduzione.

Ufficio stampa: cercheremo di capire se ci siano stati problemi nella riproduzione in sala.

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