Nessuno mi pettina bene come il vento

 

 



Interpreti: Laura Morante, Andreea Denisa Savin, Jacopo Olmo Antinori, Maria Sole Mansutti, Massimiliano Carradori, Aurora Garofalo, Marco Paparoni, Sergio Albelli, Monica Dugo, Giada Cortellesi, Luigi Iacuzio, Irina Ustsinava, Diego Ribon, Paco Reconti, Paolo Graziosi
Origine: Italia, 2013
Distribuzione: Academy2
Durata: 100’

 

Torna il regista Peter Del Monte con Nessuno mi pettina bene come il vento, un film con cui ha «cercato di far emergere da una parte la vitalità che possono contenere certi atteggiamenti che non capiamo e ci spaventano, e dall’altra la paura che si nasconde dietro scelte di vita all’apparenza razionali e rigorose. Senza didascalismi o punti di vista preconcetti».

La storia raccontata da Del Monte ha come protagonista Arianna (Laura Morante), una scrittrice solitaria che vive l’esilio volontario in un paesino di mare, da quando si è separata con il marito. Un bel giorno d’inverno il ritmo costante dei suoi giorni verrà interrotto dall’arrivo di Gea (Denisa Andreea Savin), la figlia di undici anni di una giornalista approdata proprio in quel paesino. La donna deve accompagnare sua figlia dalla nonna, ma la piccola rifiuta e Arianna si offre di ospitarla per qualche giorno. Il confronto, la reciprocità e la condivisione tra le due, appartenenti a generazioni così diverse, porterà finalmente Laura a confrontarsi e ad accettare se stessa.

Il film uscirà nelle sale il 10 aprile, prodotto da Matteo Levi (11 Marzo Film) in collaborazione con Rai Cinema, e distribuito da Academy Two.

Racconta il regista: «Come già per altri miei film, torno in questa storia a mettere a confronto atteggiamenti verso la vita contrastanti. Ordine e disordine, razionalità e caos. Da una parte Arianna che vive barricata in un suo spazio solitario, senza rapporti con l’esterno e che osserva il mondo a distanza. Dall’altra Gea che cova un inespresso e rabbioso desiderio di libertà, che la porta ad invaghirsi di Yuri, con cui sente di avere una segreta affinità. Affinità probabilmente fondata su una comune disperazione e una inconsapevole attrazione verso la morte».

 

 

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