Ora tocca a noi. Storia di Pio La Torre, di Walter Veltroni

Nel raccontare la storia italiana lo sguardo di Veltroni segue una sua formalità istituzionale, dove gli unici sprazzi di puro istinto muoiono ancor prima di nascere. Special Screening

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Basterebbero i primi minuti in cui Sergio Mattarella racconta la figura e il legame con Pio La Torre, segretario regionale del partito comunista italiano ucciso dalla Mafia nel 1982, per descrivere l’alta austerità dello sguardo di Veltroni, sempre più sovraccarico e sempre più rivolto ad una formalità puramente istituzionale. Perchè nella sua nuova opera Ora tocca a noi. Storia di Pio La Torre, presentato nella sezione Special Screening, si raccolgono tutti gli elementi linguistici del regista romano che confeziona, attraverso il racconto di uno politici e attivisti più importanti nella lotta alla malavita organizzata, in un congegno al massimo del suo compimento stilistico ma estremamente algido, quasi racchiuso in un’idea di cinema a compartimento stagno. Ora tocca a noi. Storia di Pio La Torre alterna un pragmatico utilizzo dell’archivio e il classici schemi documentaristici i volti che portano addietro alcuni degli episodi cruciali della guerra mafiosa e l’affettuoso ricordo di La Torre, ma senza mai squarciare la superficie del semplice resoconto storico-politico del nostro paese, tranne in qualche momento di rara sensibilità dove si dispiega la fiducia mal riposta di Veltroni nei confronti del proprio istinto.

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Eppure in questo documentario si nota quanto il regista vuole uscire dall’intransigente impostazione del suo lavoro, saltando spesso fuori da queste strutture per approdare su altri stilemi, come l’inusuale e al quanto fallacea collisione con l’impianto della fiction. Attimi che a posteriori fanno presagire la fugace presa istintiva di Veltroni ma al tempo stesso anche la mancanza di una vera e propria consapevolezza del mezzo, tanto che irreparabilmente la componente più cinematografica sopperisce in questi spazi a lei ben presto ostili. Nella conformità richiesta, Ora tocca a noi. Storia di Pio La Torre si muove senza intoppi, morbosamente perfetta nel suo proseguimento, ma in fin dei conti dall’emotività frenata, dall’indole che solo in pochi sprazzi riesce a consegnare allo spettatore un ulteriore lettura della questione La Torre.

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La valutazione del film di Sentieri Selvaggi
2.2
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Il voto dei lettori
1 (1 voto)
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