"Quando Philippe tocca il cuore, affonda". Intervista con VINCENT LINDON

Cosa l'ha portata a girare Tutti i nostri desideri?

Philippe mi ha mandato la sceneggiatura. Appena ho finito di leggerla, gli ho lasciato un messaggio sulla segreteria telefonica: la tua storia mi ha sconvolto, ho voglia di essere Stéphane. Tutto qui, è stato molto semplice. È una storia di una forza, di una violenza e di una tenerezza infinite. Quello che mi piace di Philippe è che affronta delle tematiche sociali parlando al cuore invece che alla testa. E quando tocca il cuore, affonda.

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E che cosa l'ha commosso in questo racconto?

Tutto. Per esempio, il modo eroico e cavalleresco in cui Stéphane fa credere a Claire di aver trovato lei la soluzione giuridica alla loro lotta, quando in realtà è stato lui a darle la chiave, guidando il suo percorso. È una dote che mi pare di una generosità e di una bellezza fuori dal comune. A un tratto Stéphane dice a Claire: «Esatto, è proprio così, ha trovato la via» e, in quel contesto, è magnifico e straordinario.

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Come ha affrontato il personaggio di Stéphane?

In un certo senso, Stéphane è un po' come Robin Hood. Ma dopo aver letto e riletto una sceneggiatura, non rifletto più molto sulla psicologia del personaggio, anzi, non ci penso proprio più del tutto! Mi calo nei suoi panni, seguendo il mio istinto. E per renderlo più giusto, mi sforzo di dargli una fisicità, immaginando come si atteggia, come si muove, come si veste…

Stéphane ha nei confronti di Claire un ruolo di accompagnatore…

Tra loro c'è un rapporto strano: professionale, amoroso, persino filiale e paterno. E poi c'è l'accompagnamento nella malattia. Non è una posizione facile quella di chi assiste, è molto intensa. La gente comune si angoscia e si agita sempre pensando a una persona malata e ha ragione di reagire così. Ma chi assiste un malato è spesso trascurato, malgrado abbia un compito molto duro. Quando il malato scompare, l'accompagnatore torna a casa propria e si ritrova solo. Cosa fai della tua vita quando rimani e devi ricostruire tutto?

C'è una continuità con Simon, il suo personaggio in Welcome, il precedente film di Lioret?

Anche questa è la storia di alcuni individui che fanno qualcosa per qualcuno, in un modo o nell'altro, ed entrambi i film raccontano il riscatto di un uomo disincantato che ritrova l'ardore incontrando un'altra persona. Con il passare del tempo, l'impegno di Stéphane si è affievolito. Grazie a Claire, ritrova il gusto per la lotta. Ma Stéphane non è Simon. Per incarnare un giudice che ritrova la fiducia nel suo mestiere e riprende un ruolo attivo nell'esercitarlo invece di appendere i guantoni al chiodo, naturalmente sono dovuto uscire dal personaggio un po' smarrito di Simon in Welcome.

È anche un suo modo per impegnarsi?

Tutti i nostri desideri può portare a dei cambiamenti nella situazione delle vittime del sovra indebitamento, così come c'è riuscito Welcome per i migranti. Questo film ha qualche chance di lasciare la pagina degli Spettacoli e di finire nelle pagine di Società. Quindi mi rendo conto di non avere fatto un film fine a se stesso e questo mi piace.

Come è stata questa nuova collaborazione con Philippe Lioret?

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È stato un set pesante e le riprese sono durate undici settimane. Ma Philippe e io ci conosciamo molto bene ormai e dunque è andato tutto liscio. È un regista molto esigente, che tuttavia ha una grande capacità di ascolto. Non credo di dire nulla che non si sappia già. Quello che forse non si sa altrettanto bene è che possiede un'altra dote eccezionale: è un uomo che offre una possibilità a molte persone. Ed è una qualità molto rara in questo ambiente

Un commento

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    Non finiremo mai di amarlo abbastanza questo attore meraviglioso che è lindon 🙂 non vedo l'ora di vedere il film