RICCIONE TTV FESTIVAL

RICCIONE TTV FESTIVAL



la scena e lo schermo


 


 


18° EDIZIONE


Bologna 3-14 maggio 2006


 


Come per l'edizione precedente, anche nel 2006 RICCIONE TTV FESTIVAL approda a Bologna; dal 3 al 14 maggio, infatti, sotto le Due Torri va in scena RICCIONE TTV FESTIVAL – la scena e lo schermo, 18° edizione del festival internazionale dedicato a film, video, programmi televisivi ed altri media nati tra la scena (teatro, danza, opera contemporanea) e lo schermo.


 


riccione ttv festival, ideato da Franco Quadri nel 1985 e diretto da Fabio Bruschi, si svolge in collaborazione con la Cineteca del Comune di Bologna, il Settore Cultura e rapporti con l'Università del Comune di Bologna, Galleria Ta Matete, il Cassero – L.U.O. Libera Università Omosessuale, Bologna Festival, Bologna per Mozart, la Biblioteca Sala Borsa Ragazzi, Fieri di Leggere, la Direzione Regionale per i Beni Culturali e paesaggistici dell'Emilia Romagna, la Galleria Neon, la Biblioteca Renzo Renzi, la Fondazione Centro Sperimentale di Cinematografia – Cineteca Nazionale di Roma, la Maison Française de Bologne, la Délégation française, la Alliance Française di Bologna con il contributo della Reale Ambasciata di Norvegia a Roma, del Forum Austriaco di Cultura a Milano, dell'Ambasciata di Francia a Roma e il patrocinio del Comune di Bologna, dell'Ambasciata di Danimarca a Roma.


 


RICCIONE TTV FESTIVAL – la scena e lo schermo, che si articola in diverse sezioni, presta una attenzione peculiare ad alcuni repertori di storie (Mozart, Ibsen, Andersen-Sarah Moon), che tornano nel corso del tempo, in una ricchissima scena della memoria.


 


mozArt!


 (Cinema Lumière-Cineteca-Galleria Neon)


In occasione del duecentocinquantesimo anniversario dalla nascita di Mozart, l'edizione 2006 del TTV dedica un ampio spazio al celebre compositore, presentando la prima tappa del progetto Mozart! che, dopo Bologna, toccherà diverse città dell'Emilia Romagna; MozArt! è curato dallo scrittore e studioso Luca Scarlini, in collaborazione con il prestigioso Festival Mozart 2006 di Vienna diretto da Peter Sellars e con il supporto del Centro Culturale Austriaco di Milano.


 


MozArt parte dalle suggestioni reperibili in film per il grande schermo, che fanno del salisburghese il compositore più gettonato, e presenta una selezione di film – tra cui varie rarità – dedicati alla vita e all'opera di Mozart nei contesti più diversi: da Looking for traces, In search of Mozart di Phil Grabsky allo splendido Wolf di Alain Platel a Noi tre di Pupi Avati (il regista sarà a Bologna per aprire il Festival, mercoledì 3 maggio), in cui si narra del giovane enfant prodige di passaggio a Bologna, per preparare e sostenere un esame presso la prestigiosa Accademia dei Filarmonici.


Interessante Why Salieri, signora Bartoli?di Yves Angelo, con la straordinaria partecipazione di Cecilia Bartoli e l'affascinante Gerard Depardieu nelle vesti di Salieri.


 


MozArt si allarga anche in altre direzioni proponendo, in collaborazione con la Cineteca di Bologna e Sala Borsa Ragazzi, la sezione Schermi e lavagne: opere a cartoni animati concepite per il pubblico giovane e giovanissimo, firmate da personalità di punta del cinema d'animazione mondiale.


Tra queste Il flauto magico di Lele Luzzati e Giulio Gianini (copia restaurata proveniente dalla Cineteca Nazionale) capolavoro d'animazione, che dal '78 viene continuamente riproposto nei cinema e nei teatri di tutto il mondo e Papageno, straordinario film degli Anni '30 della regista tedesca Lotte Reininger, maestra delle silhouette e delle figure in nero.


Non meno interessanti, poi, i contributi più recenti come la microversione de Le nozze di Figaro del regista Pascal Roulin e l'esilarante serenata del "Don Giovanni" di Tom Edgar dal titolo Bryn Terfel animated arias, interpretata da un Bryn Terfel trasformato in leone e intento ad attrarre nella propria gabbia una svampita visitatrice dello zoo.


 


La sezione offre, inoltre, documentari sociologici che hanno come tema l'impatto della musica mozartiana sulla vita dei singoli in società diverse: da Saint Petersburg's Requiem di Alexander Sokurov alle produzioni più recenti, tra cui è da citare l'incantevole All the prodigies, esilarante documentario della televisione ceca su un concorso per bambini prodigio, e la riproposta dell'omaggio puzzle di Peter Greenaway Not Mozart M is for Man, Music and Mozart con cui il regista gallese firmò un suo personale contributo in occasione del bicentenario mozartiano della morte nel 1991.


 


Le note seduttive de "Il Don Giovanni" di Mozart, con la rielaborazione di Mirto Baliani, fanno da colonna sonora alla videoistallazione di Fanny & Alexander e Zapruder Filmmakersgroup dal titolo Habemus Papam? (Galleria Neon), in cui tre performer giocano ad incarnare il mito dell'imperatore Heliogabalus, incarnazione di una estetica immorale.


Durante gli stessi giorni della performance, sempre presso gli spazi della Galleria Neon è allestita una mostra fotografica dal titolo Homo Varius Sol It Arius: un percorso di ricerca del fotografo Enrico Fedrigoli, intimamente legato al progetto Heliogabalus della compagnia Fanny & Alexander.


 


MozArt si conclude con un progetto originale dedicato alla presenza delle musiche mozatiane nella storia del cinema, con un montaggio appositamente realizzato da Luca Scarlini e Lino Greco; nel progetto dal titolo La carriera di un libertino sfilano immagini di opere più o meno celebri, che usano brani da questo amatissimo repertorio.


 


musica in video


(Sala Cervi, Cineteca, Cassero)


Riccione TTV propone una vasta selezione delle migliori produzioni di opera lirica in video, tra cui Glenn Gould hereafter, di Bruno Monsaingeon, dedicato all'eccentrico pianista canadese già protagonista del film Trentadue piccoli film su Glenn Gould; il visionario The Nightinghale (da Igor Stravinskij), premiatissimo cartoon di Christian Chaudet che, nel centenario della nascita di Andersen, ripropone, con ampio utilizzo di tecnologie digitali, una delle più importanti versioni musicali dal mondo dello scrittore danese; ed ancora Flashmob: the opera, animato reportage, prodotto dalla BBC, su un'insolito flashmob (raduni improvvisi di folla, convocata per via e-mail) nella stazione londinese di Paddington. Infine Britten's Children di John Bridcut, lavoro che indaga su uno dei temi principali dell'opera e della vita del compositore inglese, senza indietreggiare di fronte al racconto delle passioni per i giovanissimi che costellarono la sua vita.


Insieme al Cassero, Gay Lesbian Center, il festival presenta una serata sugli eccessi del barocco legati al gender, con immagini video da opere barocche dedicate al tema dell'incertezza di genere.


Le immagini fanno inoltre da sfondo alla presentazione di due libri da lungo tempo introvabili, che intrecciano inestricabilmente gender e politica: Il principe ermafrodito di Ferrante Pallavicino e Il puttanismo romano di Gregorio Leti.



 


 


Ibsen – luci del Nord


(Cinema Lumère, Cineteca, Chiesa di San Mattia)


Un importante spazio è dedicato ad un altro anniversario di grande risonanza: quello della morte di Henrik Ibsen, autore che torna sempre più di attualità nelle ultime stagioni con le sue spietate analisi del vivere nella dimensione sociale. La sezione, che alterna momenti teatrali a momenti cinematografici, ha come sottotitolo Luci del Nord ed è realizzata in collaborazione con l'Ambasciata di Norvegia e fa parte del progetto Ibsen in Italia.


 


Il percorso teatrale vede in scena il Teatrino Clandestino con Si prega di non discutere di casa di bambola e Hedda Gabler, presentato il primo nella versione live e il secondo come installazione video.


Un personalissimo itinerario nel mondo ibseniano quello della Compagnia bolognese, che utilizza il video come scenografia, ma anche come elemento drammaturgico principale e sposta l'ambientazione a un oggi inquieto -in luoghi riconoscibili dell'Emilia – con una precisa attenzione ad una ricerca sulla forma come portatrice di contenuto.


Sul lavoro teatrale del regista tedesco Thomas Ostermeier, in anteprima nazionale il video Hedda Gabler di Hannes Rossacher. Ostermeier torna a Ibsen dopo il successo di Nora, con una versione rigorosissima di Hedda Gabler, incentrata su una protagonista dall'aria quasi infantile, una splendida Katharina Schüttler che provoca continuamente, esprimendo un eros quasi astratto.


Al TTV anche il lavoro del regista statunitense Paul Willis (presente al festival), che disegna, invece, una convicente Hedda in perfetto stile Sundance, raccontando una famiglia disfunzionale nell'America di oggi.


 


Completano l'omaggio a Ibsen importanti film d'epoca tra cui Terje Vigen (1917) di Victor Sjostrom, uno dei capolavori del cinema muto scandinavo, proposto congiuntamente alla rassegna La Natura non Indifferente, promossa dal Centro La Soffitta e dalla Cineteca, presentato con le musiche di Daniela Cattivelli.


Terje Vigen narra un'epopea di lotta contro le trappole del vivere civile. Il testo lirico, da cui il lavoro è tratto, disegna la tragica figura di un pescatore di Grimstad, schiacciato da una realtà più forte di lui, che decide alla fine di rinunciare alla propria vendetta.


Non mancano lavori rari e preziosi come Nora Helmer, adattamento televisivo di Rainer Werner Fassbinder, prodotto per la televisione tedesca, in cui i personaggi sono ripresi sempre in una rifrazione dello sguardo, tra specchi, grate e altri ostacoli alla visione. In scena molti dei volti noti del cinema del regista tedesco, tra cui Margit Carstensen.


Di Douglas Sirk, massimo maestro del melò, il Festival presenta Stützen der Gesellschaft (1935), il cui titolo in italiano è I pilastri della società.


 


omaggio ad harold pinter


(Sala Cervi Cineteca)


Un omaggio al grande drammaturgo, attore, scenografo di cinema e televisione, Harold Pinter,  cui il TTV nelle edizioni del '96 e 2004 ha dedicato due personali. Harold Pinter: Art, Truth and Politics, prodotto dalla londinese Illuminations Tv, è il vibrante e attoriale discorso di accettazione del Premio Nobel per la letteratura, registrato a Londra a causa delle incerte condizioni di salute dello scrittore.


 


 


Danza in video


 (Cineteca)


La danza è presente al Riccione TTV con film provenienti da tutto il mondo, girati negli ultimi anni da coreografi e compositori di fama internazionale, tra cui  Wim Vandekeybus, Lloyd Newson dei DV8, Thierry De Mey, Miranda Pennell.


 


Uno sguardo oltreoceano e precisamente al Canada con The Score, diretto da Kim Collier al suo debutto cinematografico. The Score sviluppa temi che toccano direttamente le questioni etiche legate alla ricerca scientifica, traducendo in un linguaggio alla portata di tutti, i problemi più discussi dalla comunità scientifica internazionale.


Dal Canada al Belgio con Au quart de tour di Antonin de Bemels, in cui il giovane regista combina vari media e generi in un linguaggio personalissimo, per poi passare a Blush di Wim Vandekeybus con la coreografia dello stesso Vandekeybus: viaggio attorno all'inconscio tra i paesaggi paradisiaci della Corsica e i bassifondi di Bruxelles, e per finire con Ma Mère L'Oye di Thierry De Mey, in cui il regista belga invita danzatori-coreografi a scegliere un personaggio fiabesco nel fitto di boschi magici e a creare una sequenza danzata sulle note di Maurice Ravel.


La Germania è rappresentata da Damen und Herren ab 65 del regista Lilo Mangelsdorff, che riprende una versione di Kontakthof, che Pina Bausch fece nel 1978 con danzatori non professionisti over 65. Il lavoro video mostra l'insolita troupe durante le prove e gli spettacoli, documentando come un gruppo di pensionati possa trovare nuovi stimoli nell'attesa trepidante della prima. Le esperienze di vite intere nutrono lo spettacolo conferendogli un sapore unico. Damen und Herren ab 65 ha vinto il premio della critica cinematografica tedesca come miglior documentario nel 2004 e il premio della giuria al Dance on Camera Festival 2004.


 


Ricco carnet quello che il festival presenta dal mondo anglosassone, di particolare intereresse Taut diretto da Charlotte Darbyshire, che firma anche la coreografia, in cui la regista, celebrando il corpo ne cattura la bellezza, il potere e la fragilità, che accompagnano ogni lotta individuale. The Cost of Living con la regia e la coreografia di Lloyd Newson in bilico tra danza e narrazione, racconta invece, come giudichiamo noi stessi e gli altri attraverso l'intrecciarsi di parole e movimenti. The Cost of Living è il vincitore del VideoDance Festival di Atene e del Moving Pictures Festival di Toronto nel 2004, del Prix Italia e del Dance on Camera nel 2005


Una divertente e irriverente esplorazione del mondo immaginario, nascosto dietro la superficie della vita quotidiana, è proposta in A Day at the Office di Robert DeLeskie con le coreografie di Sylvie Bouchard e David Danzon; nel film una narrazione silenziosa si intreccia con la danza, la clownwerie e il teatro di movimento.


Completa la sezione Stationary Dances: selezione di recenti corti di danza targti UK, a cura della coreografa e filmmaker Miranda Pennell: tra questi You Made Me Love You della stessa Pennell, in cui ventuno danzatori giocano al gatto col topo con l'occhio imprevedibile di una telecamera; The Incomplete Autobiography regia e coreografia di Rajyashree Ramamurthi in cui si invita lo spettatore ad entrare nel mondo intimo ed idiosincratico dell'infanzia, e il pluripremiato Tra La La di Magali Charrier, film commissionato da Channel 4, vincitore nel 2005 del NOW Audience Choice Award al Moving Pictures Festival di Toronto e menzione speciale a L'Alternativa Festival de Cinema Independent de Barcellona nel 2005. Tra La La è una riflessione sulla natura effimera dell'innocenza e dell'infanzia.


GOLD! di Rachel Davies, girato in un sobborgo di Londra, crea un mondo surreale e sensuale, in cui la celebrazione del movimento e dell'energia evoca la promessa di libertà e il potere dell'adrenalina legati al periodo dell'adolescenza, vincitrice del maggiore festival di film di danza, Dance Screen 2005.


 


Evento speciale dedicato alla danza Kathakali Kalamandalam Ramankutty Nair di Adoor Gopalakrishnan, documentario su Kalamandalam Ramankutty Nair, tra i più grandi interpreti viventi di Kathakali, l'antica danza tipica dell'India del sud. Adoor Gopalakrishnan, regista del film, ripercorre tutta la vita del grande danzatore ottantenne, dall'apprendistato fino ai grandi successi personali, che hanno reso Nair uno degli artisti più amati del Kerala. Alla narrazione si intrecciano i paesaggi e le architetture di Vellinazhi, villaggio nativo del protagonista, riprese delle lunghe sedute di trucco e degli esercizi preparatori eseguiti dai giovani allievi, senza dimenticare diverse suggestive sequenze tratte dagli spettacoli di Kathakali.

performer/arti visive

(Cinema Lumière, Galleria Ta MaTete)


Eventi internazionali di grande rilievo caratterizzano la sezione performer/arti visive.


Si comincia con una personale dedicata al regista francese Pierre Coulibeuf (presente al festival), a cura di Silvia Fanti, Xing (Cinema Lumière).


Regista dei passaggi e delle metamorfosi, il film-maker francese Pierre Coulibeuf ha realizzato sino ad oggi una ventina di produzioni video-cinematografiche all'interno di un progetto interdisciplinare, che mette in contatto arti visive, cinema, fotografia, performance, letteratura e pittura in un gioco di relazioni variabili.


All'insegna di una reciprocità creativa, fatta di tensioni e differenze, si sviluppa quindi il lavoro di Coulibeuf che, dal 1987 ad oggi, ha portato alla realizzazione di opere cinematografiche basate sugli universi artistici di Pierre Klossowski, Michelangelo Pistoletto, Marina Abramovic, Michel Butor, Jean-Marc Bustamante, Jan Fabre, Meg Stuart. Presentati in numerosi festival internazionali e recentemente alla Biennale d'Arte Contemporanea di Porto Alegre in Brasile, i suoi film fanno parte di diverse collezioni pubbliche, dal Centre Pompidou a Parigi, alla GAM di Torino.


Il festival presenta una selezione delle opere più rappresentative, con un prologo dedicato all'immaginario di Klossowski (Klossowski, peintre exorciste) e a seguire tre ritratti di personalità altrettanto trasversali: il coreografo e artista visivo fiammingo Jan Fabre (Les Guerriers de la beauté), l'artista visiva Marina Abramovic (Balkan Baroque) e la performer e coreografa americana Meg Stuart (Somewhere in between).


 


La sezione si conclude con un ospite d'eccezione, la grande artista-fotografa Sarah Moon che (venerdì 5 maggio –ore 18.30) alla Galleria Ta Matete (via S.Stefano, 17) presenta per la prima volta in Italia la sua magnifica versione di due fiabe di Andersen: La piccola fiammiferaia (Circuss) e Il soldatino di stagno (L'effraie), lavori recentemente presentati alla Maison de Danemark a Parigi e in seguito in vari musei d'arte contemporanea nel mondo. L'artista inglese, nota in Italia per una premiatissima campagna pubblicitaria per Cacharel, incontra il pubblico sabato 6 maggio (ore 10.30Sala Borsa Ragazzi) per raccontare il suo lavoro.


Sarah Moon è una delle protagoniste della fotografia in Francia; il suo itinerario, per cui ha ottenuto premi prestigiosi, in relazione anche ad una vasta attività pubblicitaria (segnalata, tra l'altro, dal Lion d'Or a Cannes nel 1979), l'ha portata spesso nella direzione del cinema. Le fiabe sono state negli ultimi anni il territorio principe della sua sperimentazione, con l'acclamata edizione de Le petit chaperon rouge. Un'evidente tensione narrativa è in tutta l'attività dell'artista, che negli ultimi anni ha affrontato specificamente il mondo carico di ambiguità di Hans Christian Andersen, di cui il 2005 ha festeggiato il bicentenario della nascita.


 


Personale di John Smith- Real Fiction


(cineteca)


Riccione TTV dedica una personale al regista John Smith, il cui lavoro, frutto di un'artigianalità meticolosa, è ispirato al materiale grezzo della quotidianità, rielabora e trasforma la realtà attraverso l'esplorazione e l'esposizione giocosa del potere del linguaggio filmico. L'opera di Smith (video e istallazioni), che sovverte i confini tra verità e finzione, tra rappresentazione e astrazione, è stata ospitata in festival cinematografici, gallerie d'arte e nelle televisioni di tutto il mondo, ricevendo premi e riconoscimenti importanti a Lipsia, Oberhausen, Amburgo, Cork, Ginevra, Palermo, Graz, Uppsala, Bangkok, Ann Arbor e Chicago. La popolarità dei film di John Smith trova una giustificazione nel cinico umorismo dell'autore, nel suo giocare con il linguaggio e nell'eleganza dello stile visivo.


Al festival The Girl Chewing Gum; Worst Case Scenario; Hotel Diarie; Museum Piece e Throwing Stones.


Di John Smith il TTV ha presentato, nelle passate edizioni, il capolavoro Blight, sulle musiche di Jocelyn Pook.


 


concorso italia


(cineteca)


Il Concorso Italia, giunto alla 9a edizione, è la competizione che attribuisce il Premio Riccione TTV al miglior video di soggetto scenico di produttori e videomaker italiani.


La giuria è composta da operatori ed esperti dell'area audiovisiva e teatrale:


Giuseppe Baresi, regista cinematografico e televisivo, ha diretto gli Album di Paolini, Felice Cappa, autore televisivo e produttore freelance della trasmissione Palcoscenico di Rai Due, Luisa Ceretto, Cineteca di Bologna, Daniela Nicolò e Enrico Casagrande di Motus e Paolo Ruffini, saggista e critico teatrale, da quest'anno  codirettore del festival di Santarcangelo.


 


La Commisione di selezione, tra oltre 120 autori concorrenti ha ammesso in finale: Qualcuno arriverà di Pietro Lassandro, Seize  di Gianluca Bonomo, Na specie de cadavere lunghissimo di Giuseppe Bertolucci, Body Electric # 1 di Davide Pepe, Panorama_Roma di Zimmer Frei, Il tempo che resta di Snejanka Mihaylova, Mighty Mighty UBU di Giovanni Belvisi e Alessandro Renda, Pasodoble // doble di Kinkaleri, Senza Paura di Ascanio Celestini, Appunti per un esserci di Monica Petracci, Ultima scena di Cristiano Carloni e Stefano Franceschetti, Morning Smile di David Zamagni e Nadia Ranocchi, Sotto quel che abbiamo costruito – Immagini dal Teatro del Pratello di Silvia Storelli, Madre e assassina di Pietro Babina, Pinocchio Nero, regia di Angelo Loy.


 


Al vincitore del Premio Riccione TTV – Concorso Italia  viene attribuito un premio di millecinquecento euro; viene attribuito inoltre all'autore del video più innovativo un premio di produzione di cinquemila euro da reinvestire in un nuovo video di soggetto teatrale.


La consegna dei premi è prevista sabato 6 maggio (ore 19) presso la Sala Gino Cervi della Cineteca di Bologna.


 


TTV Remix


(Biblioteca Renzo Renzi,  via Azzo Gardino, 65)


A disposizione del pubblico festivaliero, la videoteca del festival: una parte consistente del grande patrimonio video di TTV, forte di 4000 titoli, si trasferisce per tutta la durata della manifestazione a Bologna presso la Videobiblioteca, sala video, via Azzo Gardino, 65).


 


 








Per info:


TTV Festival: Tel 051/204726


Le prenotazioni si effettuano allo 051/204726 (dalle 10 alle 13)


 


 


e-mail: ttv@riccioneteatro.it


www.riccioneteatro.it


 


Ingresso fino a 10 euro


 


La stampa è pregata cortesemente di rivolgersi a:


(recapiti da non pubblicare)


Pepita Promoters snc– Ufficio Stampa


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