#RomaFF14 – Incontro con Jia Zhang-ke e Zhao Tao

Il grande cineasta cinese e la sua musa raccontano la loro collaborazione, la passione per il cinema italiano, e la missione del loro cinema come missione storica di un intero popolo

Jia Zhang-ke (I figli del fiume giallo, Al di là delle montagne, Il tocco del peccato) e la sua musa e compagna Zhao Tao hanno incontrato la stampa e il pubblico della Festa del Cinema di Roma, agli sgoccioli.

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Jia ha raccontato dei suoi esordi e del suo affetto per i film di Vittorio De Sica, Pasolini e Rossellini (a quest’ultimo ha intitolato un premio del suo festival di Pingyao): “ho deciso di fare cinema perché rispetto alla letteratura, mi sono accorto che il cinema e la sua doverosa ricerca di un gusto estetico avessero più possibilità di affascinare e raggiungere il pubblico, soprattutto quella parte della popolazione cinese poco o per nulla istruita e quindi impossibilitata a leggere libri”.

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Il suo obiettivo come regista è infatti sempre quello di raccontare come i cambiamenti della società e della politica agiscano direttamente sulla vita delle persone, soprattutto quelle più povere. E proprio per questo, quando trova persone in grado di raccontargli direttamente le storie che vuole narrare, Jia sceglie la via del documentario invece che quella del film di finzione. “Col documentario”, racconta il regista, “cerco di mantenere una salda memoria storica, combattendo così la tendenza a far cadere nel dimenticatoio scandali e tragedie”.

La discussione si è poi spostata sulla situazione delle donne nel cinema cinese: l’autore si è detto contento che negli ultimi dieci anni la situazione sia migliorata tantissimo, e che molte più donne lavorino come registe e produttrici.

Zhao Tao ha invece raccontato del suo incontro col regista, nel 2000, e di come la loro collaborazione sia continua e feconda. “Nel nostro ultimo film, Jia mi ha chiesto anche di aiutarlo a mettere in scena delle coreografie”. Inoltre, l’interprete ha parlato con piacere della sua esperienza in Italia, sul set di Io sono Li di Andrea Segre, film nel quale ha anche recitato in italiano e per il quale si è aggiudicata il David di Donatello come migliore attrice protagonista nel 2012. “Se mi venisse proposto”, ammette, “lavorerei di nuovo in Italia con grande piacere!”

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