Un film sulla potenza della vista e l'ambiguità dell'immagine. A volte scade nei dialoghi quasi teatrali, ma mai si concede all’anticipazione e continuamente riconfigura lo sguardo e la storia.
Un componimento di esistenze ai margini narrate senza retorica, con una regia si mantiene discreta, lasciando che siano i luoghi e i suoi protagonisti a raccontarsi. Fuori concorso/doc al #TFF38