Un posto bellissimo per Giorgia Cecere, Isabella Ragonese e Alessio Boni

A cinque anni da Il primo incarico si rinnova il sodalizio tra Giorgia Cecere e Isabella Ragonese. Questa mattina la regista e l’attrice hanno presentato alla Casa del Cinema di Roma il secondo lungometraggio diretto dalla cineasta, In un posto bellissimo, in sala da giovedì 27 in circa 60 copie distribuito da Teodora. Con loro sono stati presenti anche l’altro protagonista Alessio Boni e il cosceneggiatore Pierpaolo Pirone.

Tra i due film c’è un passaggio di tempo e di luoghi. Dalla Puglia degli anni ’50 a una grigia provincia del nord contemporanea, Asti. E anche per la Ragonese c’è una metamorfosi nel personaggio. Se in Il primo incarico era la maestra elementare Nena, stavolta interpreta Lucia, una donna semplice sposata con Andrea e con un figlio. Un giorno davanti al negozio di fiori che gestisce con la sua socia, incontra Feysal, un ragazzo che cerca di tirare avanti come venditore ambulante e da quel momento le sue certezze iniziano a vacillare.

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Sulle differenze tra i due film intervengono sia la regista he la protagonista: “È un po’ il rovescio di Il primo incarico – ha sottolineato Giorgia Cecere – e ho cercato di ricreare l’atmosfera di una piccola città del Nord d’Italia facendo in modo che la storia intima riecheggiasse con tutto quello che avviene lì fuori. E ho voluto vedere dalla prospettiva di chi guarda da dentro con paura e angosce personali”.

in un posto bellissimo“È stata un’esperienza completamente diversa rispetto a Il primo incarico – ha aggiunto Isabella Ragonese – perché questo film è anche controcorrente e differente rispetto all’altro. Giorgia ha anche cercato anche altre persone oppure mi ha detto questo solo per farmi del male. Il mio personaggio non è solo diverso da altri che ho interpretato ma anche da me e qui mi sento come posseduta da un’altra persona. Probabilmente è una parte nascosta di me. Quando in Il primo incarico ho lavorato con attori non professionisti era come se guidassi io. Qui invece, per svelare la debolezze di Lucia, ho dovuto appoggiarmi agli altri. Poi, descrivendo il suo personaggio: “Lucia è spesso fuori luogo e fuori tempo rispetto agli altri. Inizialmente lei non mi era neanche simpatica. Poi mi ha inquietato il suo vivere anche in modo infantile, ma forse è la persona che ha meno paura di tutti”.

Alessio Boni, è Andrea, il marito di Lucia. E descriva la loro silenziosa crisi di coppia: “Quando ho letto la sceneggiatura, sono stato colpito da come la vita silenziosa possa poi mostrare delle emozioni straordinarie. Nei rapporti a due c’è un filo rosso che funziona quando si tratta dello stesso spartito. In provincia invece ci si conosce da quando si è giovanissimi, si forma la famiglia. Tutto sembra perfetto. Poi però si vive sulla superficie della vita come due abili pattinatori Ma la coppia poi non si ascolta più. E fa paura il rapporto con il diverso, in questo caso con Feysal, il ragazzo egiziano con due occhi veri e sinceri. Il modo come era rappresentata la vita sommessa, mi ha fatto scegliere questo personaggio. Mi è piaciuto adagiarmi a questo mondo femminile”.

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La Cecere ha portato qualcosa di suo nel personaggio di Lucia: “A lei ho dato moltissimo delle mie debolezze, tra cui il fatto di non saper guidare la macchina”. Mentre la Ragonese sottolinea le differenze, scherzandoci anche sopra: “Io, rispetto a Lucia, so guidare benissimo. Scrivetelo. E so anche cantare”.

Nel realizzare In un posto bellissimo, Giorgia Cecere parte dal cinema che ama e che detesta: “Nella forma del racconto, parto dal mio gusto di spettatrice e prediligo un intrigo interiore quando il cinema riesce ad entrare nel luogo segreto di tutti. Lì, per me, c’è la suspense. E invece trovo che l’action-movie sia mortalmente noioso”.

Un personaggio come Lucia può rappresentare una sfida: “Per un attore – dice l’attrice è un luna park. Ti da la possibilità di metterti alla prova. Avercene di film così”. Poi una richiesta alla regista: “Prima o poi Giorgia sceglierà qualche altra attrice. Ma almeno finiamo la trilogia”. È poi d’accordo con la Cecere sui gusti cinefili: “Come spettatrice, anche a me piacciono questi film dove c’è la vita dentro”.

isabella ragonese e alessio boni in in un posto bellissimoLa cineasta si sofferma poi sulla scelta della location: “Sono stata ad Asti per presentare Il primo incarico e lì ho camminato molto da sola. E quando ho pensato a questo film, mi sono tornati in mente quei luoghi. Anche qui, come nel mio film precedente, ho lavorato anche con degli attori non professionisti; Feysal, per esempio, l’ho incontrato alla stazione”.

I due protagonisti, poi, interpretano a modo loro il titolo. Per Isabella Ragonese il posto bellissimo è “forse il luogo di Lucia nel mondo. A me a volte è capitato di trovarlo, come quando sono sul palco. Il posto bellissimo è un luogo di finzione, di gioco, dove ci sono delle regole che però possono essere trasgredite. Per Alessio Boni “è la condizione interiore. Ci sono luoghi in cui ti puoi trovare benissimo, poi magari ci ritorni dopo 20 anni e sono terribili”.

Infine la regista parla dell’uso delle musiche: “Non avrei mai messo una generica musica di commento. La composizione di Pisanello invece era in simbiosi con la temperatura emotiva di Lucia. Per le mie orecchie questa non era musica di corredo. Se non fossero state di quel tipo, non le avrei inserite”.