Una donna per amica – Incontro con Giovanni Veronesi, Fabio De Luigi, Laetitia Casta e il cast

Fabio De Luigi

Questa mattina presso il cinema The Space di Roma, il regista e i due protagonisti hanno presentato Una donna per amica, commedia che si interroga sulla (im)possibilità dell’amicizia tra uomo e donna. Presenti in sala anche Geppi Cucciari, Valeria Solarino, Monica Scattini, Virginia Raffaele, Adriano Giannini, Valentina Lodovini. L'idea del film è nata con Francesco Nuti.

Letitia CastaQuesta mattina presso il cinema The Space di Roma, Giovanni Veronesi ha presentato Una donna per amica, commedia che si interroga sulla (im)possibilità dell’amicizia tra uomo e donna. Presenti in sala anche i protagonisti: Fabio De Luigi, Laetitia Casta, Geppi Cucciari, Valeria Solarino, Monica Scattini, Virginia Raffaele, Adriano Giannini, Valentina Lodovini.
 
 
Credete nell'amicizia tra uomo e donna?
Letitia Casta: Si, credo nell'amicizia tra uomo e donna però non mi è mai capitato di vivere davvero un'amicizia simile. È il sogno di una donna avere un amico, uno con cui comportarsi come un uomo ma è impossibile.
Fabio De Luigi: A me è capitato, in questo caso dovendo simulare un amore nascosto. L'idea del film era mettere in difficoltà una persona.
Giovanni Veronesi: In alcuni momenti ho visto Fabio vacillare. Nella scena del bacio, questo bacio ritardava e in quel momento mi è sembrato strano, per tutte quelle settimane avevano solo giocato. Mi son chiesto 'cosa sta facendo Luigi con quella bocca? Sta cogliendo l'occasione?'.
 
 
Hai lavorato con tante belle attrici. Com'è Letitia?
Fabio De Luigi: Lei è arrivata molto determinata, è una persona che ha preso il ruolo con la giusta serietà, è addirittura più 'rompi' di me. È difficile recitare in una commedia, recitare in un'altra lingua e rendere il personaggio. Mi son trovato bellissimo.
Letitia Casta: Mi hanno chiuso in una casa e mi hanno fatto studiare la lingua, non avevo tempo di giocare. 
 
 
Una donna per amicaCosa c'è di tuo in Claudia?
Letizia Casta: Mi è sembrata una storia universale, c'era molta profondità e attualità. Oggi è tutto veloce e immediato ma mancano la verità e l’amore. Mi ha toccato la sua fragilità, non ama perchè ha paura. Quando c'è l'amore si è fragili perchè c'è il rischio di perdere qualcosa di importante.
 
 
Com'è nata l'idea del film? 
Giovanni Veronesi: L'idea è nata tanto tempo fa con Francesco Nuti che non concepiva l'idea di poter essere amico con una donna anche se questa non gli piaceva, diceva 'non riesco proprio'. Aveva un rapporto strano con le donne. Poi è andata come è andata. Quando ho conosciuto Fabio ho pensato che lui aveva l'aspetto perfetto, la faccia dell'amico perfetto, ideale. Per quanto riguarda Letitia, mi piaceva che lei fosse straniera per la mentalità diversa. Penso che l’amicizia tra uomo e donna non sia impossibile ma è possibile solo per un certo periodo della vita poi vengono mariti, gelosie.. ed è difficile da sostenere. In America c'è un programma tv che si chiama 'friend zone'  dove ci sono ragazzini che dopo 3 o 4 anni di amicizia con una donna dicono 'io non ce la faccio più, devo dirle che l'amo' e le telecamere l'accompagnano. Di solito le donne si arrabbiano, si sentono tradite. Mi sembrava un bel tema da trattare però con leggerezza. E tuttavia c’è molta profondità nel personaggio di Claudia che è molto delicato: poteva sembrare sciocca ma abbiamo fatto un personaggio vero. 
 
 
A chi è venuta l’idea di far parlare Virginia (Raffaele) in questo modo? (molto veloce, buffo)
Giovanni Veronesi: Quella di Virginia è una mia idea. Quando penso a lei penso che posso farci di tutto. Mi sono inventato il parlare veloce, non sapevo come sarebbe stato ma lei ha capito immediatamente. Volevo che un po’ si dovessero capire le parole ma doveva parlare velocissimo. Ci siamo divertiti tantissimo. Fabio non riusciva a non ridere, abbiamo fatto tantissimi ciak. È una cosa contagiosa. Un po’ mi sono ispirato alla montatrice Cecilia Zanuso.
Virginia Raffaele: Io non mi sono ispirata a nessuno però ho seguito il consiglio di Giovanni. Le parole dovevano avere un senso. Le battute erano brevi però le abbiamo allungate perchè comunque dovevano durare qualche secondo. Con Fabio è dura non ridere. 
Giovanni Veronesi: Non ho montato tutta la parte in cui non sapevano più cosa dire e quindi facevano dei divertenti rumori con la bocca: non davo lo stop, ridevo. 
 
 
Una donna per amicaA cosa è dovuta la scelta del set in Puglia, tra Trani e il Salento?
Giovanni Veronesi: Trani è una delle città più belle d'Europa. E’ a dimensione d’uomo ma ci sono scorci meravigliosi e c’è il mare – che è una costante nei miei film insieme agli ospedali. E quindi Trani coinvolgeva Puglia. Non ero mai stato in Salento ma tutti me ne hanno sempre parlato. Poi il produttore Procacci è pugliese, siamo andati a vedere i posti e ho notato che è un luogo estremo con una natura estrema, e anche la storia è estrema cioè amicizia tirata al punto massimo delle possibilità.
 
 
Sei molto attivo su twitter dove hai raccontato la genesi del film. I social network influenzano la tua creatività?
Giovanni Veronesi: Non mi influenzano ma mi diverto morto,all’inizio sbagliavo e facevo dei twit enormi. Parlare con persone che non conosci vuol dire mettersi in gioco, è il posto dove sono più sincero nella vita. Ero sicuro che non mi sarebbe piaciuto e invece si. Può essere molto stupido ma molto profondo. Parli con persone insospettabili che nella vita non incontreresti mai. Ma non farei mai un film sui social.
 
 
Gli ultimi due tuoi film sono usciti con tre mesi di differenza l’uno dall’altro. Come fai a tenere questo ritmo?
Giovanni Veronesi: Ne ho fatto uno all'anno, solo l’uscita è stata così ravvicinata.
 
 
Hai parlato del film a Nuti?
Giovanni Veronesi: Con Nuti parlo a modo mio. Non so neanche se è giusto parlare con lui di lavoro. Ormai è un’altra parte della mia vita che non riguarda il cinema.
 
 
Qual è stato il momento più divertente?
Fabio De Luigi: E’ stato un divertimento continuo, è piacevole stare in posto così bello con questa gente. Ho anche un gran ricordo enogastronomico, eravamo tutti all'ingrosso.
 
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