#Venezia74 – Ammore e Malavita. Incontro con i Manetti Bros. e il cast

Il film di Marco e Antonio Manetti, presentato in concorso stamattina alla stampa della Mostra di Venezia, è soprattutto un atto d’amore verso la città di Napoli, “una città sopra le righe, fatta di emozioni forti, positive e negative. Ma quelle positive sono in maggioranza. Si può dire che Napoli oggi, con il suo fermento creativo, sia la capitale italiana della cultura, esordisce Antonio Manetti. “Il nostro”, aggiunge Giampaolo Morelli, protagonista del film insieme a Claudia Gerini, Serena Rossi e Carlo Buccirosso, “è un grande omaggio alla sceneggiata napoletana. La parte cantata a differenza di altri musical serve a portare avanti la storia ed aiuta ad amplificarne l’emozione.”

Ma quale differenza c’è tra un musical ed un film di un genere più tradizionale? Per Serena Rossi recitare in un musical per un film destinato alle sale è molto diverso rispetto ad uno confezionato per il teatro, e all’inizio può essere più complicato, alla lunga diventa stimolante. Claudia Gerini pensa invece che interpretare il personaggio di un musical sia sostanzialmente la stessa cosa, “io mi sono immersa nel personaggio. Cantando s’interpreta, è un grande divertimento, un’esperienza completa.” 

Per superare le difficoltà legate alla lingua, essendo lei romana e dovendo parlare in napoletano, dice che per il personaggio di Donna Maria ha avuto un dialog coach d’eccezione, Carlo Buccirosso, che nel film è il boss, suo marito. “Volevo risultare veritiera, il rischio era di incastrarsi in una lingua che non mi appartiene”, prosegue la Gerini, “mi è stata d’aiuto anche la gestualità.”

0ee54f382dd83093e5ba7d37aacafa19Il film comincia con un gruppo di turisti che visitano Scampia, una parodia di un posto diventato simbolo di una città “dove sembra ci sia solo sangue violenza ed oscurità. Da qualche anno il Gomorrismo racconta una Napoli cupa e nera, con le Vele come emblema negativo, dimenticando le cose belle della città”, si accalora Marco. “Una città in cui ultimamente si gira molto grazie al grande lavoro della Film Commission Campania che con pochi fondi fa tantissimo.”

Il film è nato dall’idea di contaminare la musica tradizionale della sceneggiata con delle sonorità più moderne, spiegano i registi assumendo un atteggiamento più serio, senza perdere occasione di ironizzare rispondendo positivamente alla domanda di un giornalista, “è vero, questa è la risposta partenopea al redivivo Thriller di Michael Jackson”, escludendo invece qualunque tipo di collegamento come ispirazione di genere con La La Land, il pluripremiato film di Chazelle, che aveva aperto la kermesse al Lido lo scorso anno: “io l’ho visto quando i lavori di ripresa erano terminati o quasi”, sottolinea Antonio, “mentre Marco credo non l’abbia visto ancora adesso.”