#Venezia78 -Spencer, incontro con Pablo Larraín e Kristen Stewart

Larraín torna al Lido presentando in conferenza stampa il ritratto di un’altra grande e complessa figura femminile come quella di Lady Diana

Pablo Larraín, a quattro anni di distanza da Jackie, torna al lido presentando in conferenza stampa il ritratto di un’altra grande e complessa figura femminile come quella di Lady Diana, insieme all’attrice e interprete Kristen Stewart.

Volevo girare un film che potesse piacere a mia madre. Ho fatto molti film che a lei non sono piaciuti. Poi volevo girare un film che potesse in qualche modo associarsi a quello che ha visto in Diana una persona come mia mamma

La risposta sopracitata di Larraín sul perché avesse deciso di girare un film su Lady D. inizialmente potrebbe sembrare fuori contesto, quasi un’ammissione grottesca della mancanza di apprezzamento materno. Invece in questa dichiarazione è racchiusa la visione e il ricordo di un giovanissimo Larraín, memore del valore iconico e dell’enorme influenza che esercitava la figura di Lady Diana sulla gente, in special modo sulle donne. Il regista cileno non è nuovo a presentare storie riguardanti il dietro le quinte delle donne più influenti della nostra epoca. E in conferenza stampa ha ammesso di esser stato sempre affascinato dall’aurea misteriosa e magnetica della principessa e di aver perciò pensato a un approccio empatico, materno, nel raccontare la sua storia, cercando una svolta quasi fiabesca: “Insieme a Steve Knight, che ha scritto la sceneggiatura con me, abbiamo pensato di avere un occasione fantastica per creare una storia favolosa, con una struttura fiabesca… Abbiamo una principessa che sì è resa conto di non voler essere una regina ma semplicemente sé stessa“.

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La protagonista Kristen Stewart, invece, parla della grande difficoltà e responsabilità nell’affrontare questo ruolo: “Lei era la donna più famosa del mondo, la donna più fotografata al mondo. Ho assaggiato un po’ di questo, ma non sono mai stata così simbolica“. La Stewart, che potrebbe vedere con Spencer la propria consacrazione, espone in maniera puramente emotiva la propria visione e stima del personaggio, raccontando di aver vissuto e compreso durante le riprese i dubbi e il senso di smarrimento di Diana, considerata dalla gente quasi come un oggetto di voyeurismo piuttosto che come donna e madre.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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